Garlasco, la procura di Pavia: «Chiederemo la revisione del processo per Stasi, non era sulla scena del crimine»
La Procura di Pavia è pronta a chiedere la revisione del processo per Alberto Stasi, condannato a 16 anni per l'omicidio di Chiara Poggi. Non sarebbero emersi elementi che lo...
La Procura di Pavia è pronta a chiedere la revisione del processo per Alberto Stasi, condannato a 16 anni per l'omicidio di Chiara Poggi. Non sarebbero emersi elementi che lo collochino sulla scena del crimine, mentre altri riscontri entrerebbero in contrasto con quanto stabilito nelle sentenze di condanna. Un quadro che ribalterebbe in maniera clamorosa le indagini sull'omicidio di Garlasco.
APPROFONDIMENTI«Non era presente sulla scena del delitto»Foto
Depositati audio su Sempio, Bertani e Cappa
Cosa potrebbe succedere
L'incontro di oggi
Si è tenuto oggi l'incontro durato un'ora tra la Procuratrice Generale di Milano, Francesca Nanni, e l'avvocato generale Lucilla Tontodonati con il procuratore di Pavia, Fabio Napoleone, in merito alla richiesta di revisione del processo in cui Alberto Stasi.
Lo ha confermato la stessa Pg. «Nelle prossime settimane - ha affermato Nanni - arriverà una informazione dalla procura di Pavia su quanto è stato fatto», con la relativa documentazione. «Noi studieremo i documenti e valuteremo se chiedere ulteriori atti per presentare una eventuale richiesta di revisione a Brescia»Al centro dell’incontro ufficiale, durato circa 45 minuti, la nuova indagine sull’omicidio di Garlasco, prossima alla chiusura. L’inchiesta, coordinata dalla procura di Pavia e condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Milano, vede come unico indagato l’amico del fratello della vittima Andrea Sempio per omicidio in concorso con ignoti o con Alberto Stasi, l’allora fidanzato dalla 26enne condannato in via definitiva per il delitt
La revisione del processo
Non sarà «né veloce né facile» lo studio degli atti che la Procura di Pavia dovrà trasmettere alla Procura generale di Milano alla quale spetta decidere sull'eventuale richiesta di revisione del processo a carico di Alberto Stasi per l'omicidio di Chiara Poggi. Lo precisa la Procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, al termine dell'incontro di questa mattina con il Procuratore di Pavia, Fabio Napoleone, alla presenza dell'Avvocato generale milanese Lucilla Tontodonati. La condanna definitiva stabilita dalla Cassazione – che attribuisce il delitto a un solo autore – rende infatti impossibile escludere Stasi dalla scena del crimine senza un procedimento formale di revisione. Un eventuale iter che richiederebbe il parere della Procura generale di Milano e la decisione finale della Corte d’Appello di Brescia.
Cosa hanno scoperto gli investigatori
Nel frattempo, gli investigatori hanno depositato l’informativa finale e le ultime consulenze tecniche. Tra queste, la perizia medico-legale affidata a Cristina Cattaneo, che colloca l’orario della morte tra le 10.30 e le 12, con una maggiore probabilità tra le 11 e le 11.30, in linea con le prime valutazioni del medico legale Marco Ballardini.
Rilevanti anche gli approfondimenti genetici condotti dal professor Carlo Previderé, che ha riesaminato tutte le tracce biologiche partendo dai dati grezzi. Tra i risultati più discussi, la coincidenza del valore del DNA rilevato sui pedali della bici di Stasi con quello trovato su un cucchiaino utilizzato dalla vittima.
Le nuove analisi sulla scena del crimine avrebbero inoltre escluso l’utilizzo del lavabo del bagno al piano terra da parte dell’assassino e rimesso in discussione alcune interpretazioni delle impronte attribuite alle scarpe indossate da Stasi.
Le piste alternative
Sul fronte mediatico, gli inquirenti prendono nettamente le distanze da piste alternative circolate negli anni – dai presunti festini con droghe ai riti satanici, fino al coinvolgimento di più persone – ritenute prive di riscontro investigativo.
Con la chiusura delle indagini ormai imminente, il caso Garlasco si avvia dunque verso una fase decisiva. Tra possibile rinvio a giudizio per Sempio e ipotesi di revisione per Stasi, la verità giudiziaria su uno dei delitti più discussi degli ultimi decenni potrebbe essere nuovamente rimessa in discussione.