Panetta: «Va evitato l?aumento dell?inflazione: oggi rischi simili al 2021»
«Evitare una nuova spirale inflazionistica come quella che ha colpito tutti noi tra il 2021 e il 2023». Richiama l?impegno primario della Bce, appena riaffermato dal Consiglio...
«Evitare una nuova spirale inflazionistica come quella che ha colpito tutti noi tra il 2021 e il 2023». Richiama l’impegno primario della Bce, appena riaffermato dal Consiglio direttivo di Francoforte, il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, consapevole che «i conflitti in corso rischiano di alimentare una nuova impennata dei prezzi». Il riferimento alle incognite dello scenario geopolitico arriva puntuale nel suo intervento di ieri all’incontro «L’oro di Napoli. Devozione, moneta e fiducia», organizzato presso l’auditorium del Museo Archeologico Nazionale dall’Istituto centrale e in particolare dalla sede di Napoli, diretta da Daniela Palumbo. Si parla di educazione finanziaria in vista dell’apertura, il prossimo anno a Roma, del Mudem, il Museo della Moneta della stessa Bankitalia e proprio alle nuove sfide, anche tecnologiche, Panetta dedica una serie di riflessioni di fondo. Il rapporto, ad esempio, tra banche centrali e moneta, oggi fisica, domani anche virtuale con l’euro digitale in arrivo: il compito per le prime «di custodire la fiducia nei momenti di incertezza passa attraverso la gestione della moneta», ribadisce il Governatore. E aggiunge: «La moneta è, in fondo, un patto di fiducia collettiva. Quando paghiamo con una banconota, diamo per scontato che chi la riceve la accetti. Quando mettiamo da parte i risparmi, confidiamo che domani valgano quanto oggi. Questo patto silenzioso tra le persone è antico quanto le prime monete. E le banche centrali, nel tempo, ne sono diventate le guardiane. Essere guardiani di quel patto significa due cose: garantire pagamenti sicuri e preservare nel tempo il valore del denaro, cioè tenere sotto controllo l’inflazione. Entrambi questi compiti sono oggi sotto pressione».
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Le incognite
E poi l’Intelligenza artificiale e il suo impatto sul sistema economico e sulla vita di tutti i giorni: per il Governatore sono comprensibili i timori di imprenditori e lavoratori ma, spiega, «la storia ci insegna anche altro: le transizioni, per quanto dolorose, hanno generato nuove opportunità, nuove professioni, nuova prosperità». È lecito, dunque, che «molti si chiedano cosa resterà del proprio mestiere tra dieci anni, e non è una domanda a cui è facile rispondere». E tuttavia «l’Italia e l’Europa hanno le risorse, le competenze e le istituzioni per affrontare anche questa sfida. Non c’è ragione di credere che questa volta sarà diverso». Di sicuro, avverte Panetta, i pericoli collegati alla sfida tecnologica sono già in campo: «Paghiamo con il telefono, investiamo attraverso App, trasferiamo denaro in pochi secondi da una parte all’altra del mondo. Tutto questo è un progresso reale. Ma apre anche la strada a forme di denaro privato poco trasparenti e poco stabili, che rischiano di indebolire quel patto di fiducia che la moneta pubblica garantisce da secoli. Guidare questa trasformazione senza perdere ciò che di essenziale abbiamo costruito: è una delle sfide decisive delle banche centrali nei prossimi anni».
Nuove generazioni
Non manca un messaggio rivolto agli studenti, presenti in buon numero al Museo: «Dovete investire su di voi – li esorta Panetta - ci sono molti beni materiali e immateriali che vi possono essere portati via, ma se acquisirete conoscenza quella non ve la porterà via nessuno». E poi il consiglio da custodire con cura: «Siate un po’ pazienti, a parte un po’ di fortuna che non guasta mai, il segreto è divertirsi a fare le cose bene, se qualsiasi cosa farete la farete divertendovi, allora sarà un modo per avere fortuna e successo». Pienamente riuscito, insomma, l’incontro tra Bankitalia e Napoli, scelta non a caso come prima tappa del percorso di educazione e anche di formazione a una nuova cultura dell’economia (tra poche settimane, peraltro, proprio al Mann, guidato da Francesco Sirano, aprirà anche la sezione Numismatica che non era ancora fruibile, alcuni mesi fa, in occasione di una precedente visita di Panetta). «È la città – ricorda il sindaco Gaetano Manfredi – che nella sua straordinaria storia è stata anche un luogo di grandissima innovazione anche nel sistema bancario e della moneta. Siamo stati sempre anche grandi innovatori e quindi parlare di moneta, di economia a Napoli significa parlare della vita della nostra città».
È qui, sottolinea Manfredi, che sono stati costituiti i primi banchi pubblici, «con una grande funzione sociale: garantire anche servizi sociali a una popolazione che aveva un forte bisogno di assistenza. Ecco perché parlare oggi a Napoli dell’economia come capacità di riprendere il ruolo di grande strumento di promozione sociale per le persone ha un valore particolare: i banchi sono stati un grandissimo strumento di promozione sociale, di assistenza sanitaria, di crescita della popolazione e anche di riduzione di quei divari che oggi per noi rappresentano la grande sfida». Panetta condivide e associa il titolo dell’evento a un ricordo indelebile per gli appassionati di cinema e di Napoli, il capolavoro di Vittorio De Sica «L’oro di Napoli»: nel film, dice il Governatore, quell’oro è «la ricchezza umana, la vitalità e la dignità del popolo napoletano, soprattutto quello dei quartieri più poveri. Ed è la fiducia nel futuro, ostinata e quasi inspiegabile, che nasce proprio da questa capacità. Nei momenti di svolta della storia quell’oro vale più di qualsiasi moneta».