Porta Capuana a Napoli, crolla edificio disabitato: «Nessun ferito: evacuati i palazzi vicini»
«Uno schianto violento seguito da scricchiolii e la paura del terremoto». È il racconto dei residenti di via Francesco Saverio Siniscalchi, la stradina a ridosso di Porta...
«Uno schianto violento seguito da scricchiolii e la paura del terremoto». È il racconto dei residenti di via Francesco Saverio Siniscalchi, la stradina a ridosso di Porta Capuana, a Napoli, dove è crollata una palazzina disabitata la notte tra giovedì e venerdì. Una tragedia sfiorata dal momento che, dopo le prime ore di scavi e ricerche, è stato scongiurato il rischio che potesse esserci qualcuno sotto le macerie considerando che la struttura era abitualmente preda di occupazioni abusive. Ora la preoccupazione degli abitanti si è trasformata in rabbia e indignazione «per l’incuria e l’abbandono della zona».
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Il crollo
«Il primo schianto l’ho sentito verso l’una di notte e, poco dopo, a più riprese si sono susseguiti altri rumori fortissimi fino a degli scricchiolii». Le parole di Sergio Castagliola, residente a pochi passi dalla palazzina di quattro piani crollata, descrivono quei momenti di paura come una «tragedia annunciata». «All’inizio ho pensato al terremoto, poi mi sono affacciato e ho visto l’edificio crollare e una nube di polvere» continua Sergio precisando che «la palazzina di quattro piani era interdetta da più di due anni ma le saracinesche del piano terra divelte e utilizzate come locali dormitorio». La frequenza con cui piovevano calcinacci dall’edificio era stata anche segnalata. «Si è svolta una commissione municipale da me richiesta per lo stato di abbandono della strada e della palazzina per la quale avevo inviato una segnalazione anche al Sat, servizio attività tecniche ma non sappiamo se gli atti sono stati trasmessi al servizio sicurezza abitativa del Comune» fa sapere Armando Simeone, consigliere municipale che aveva proposto «un intervento in danno da parte dell’amministrazione, perché la proprietà risaliva a privati che non si accordavano sul da farsi».
I soccorsi
Le operazioni dei Vigili del Fuoco, intervenuti in sinergia con la Protezione Civile e le forze dell’ordine, sono cominciate poco dopo il crollo e si sono concluse nella tarda serata di ieri. Gli interventi che hanno scongiurato la presenza di feriti e di persone sepolte dalle macerie, sono proseguiti con la messa in sicurezza dell’area crollata e l’evacuazione di quattro fabbricati vicini alla palazzina crollata, solo uno di questi è stato restituito ai cittadini nel pomeriggio di ieri. «Per gli sgomberati, ovvero tre nuclei familiari, tre studenti, alcuni extracomunitari e sette pakistani, si sono attivati i servizi sociali e gli assessorati alle politiche sociali» fa sapere Raffaella Guarracino, assessore municipale alle politiche sociali intervenuta con Chiara Marciani, assessore competente comunale insieme alla presenza della presidente della municipalità Maria Caniglia.
Il sindaco
Sul luogo del crollo, ieri, si sono recati il prefetto Michele Di Bari e il sindaco Gaetano Manfredi convinto di voler «affrontare in maniera radicale la situazione di quel comparto edilizio dove ci sono molti appartamenti abbandonati, proprietà molto frazionate e a volte anche non chiare» sottolineando la necessità «di mettere un po’ d’ordine, spingere i privati a rendere sicure e riqualificare quelle aree». «Ho chiesto al Prefetto - ha detto ancora il primo cittadino partenopeo - di convocare un tavolo all'inizio della prossima settimana perché questo fabbricato che è crollato era stato interdetto, c’era stata diffida ai proprietari per intervenire ma senza esito».