?Garlasco, Sempio rischia il processo?. La mossa dei pm: «Ora la revisione per Stasi»
La trama accusatoria della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco è quasi completa. I pm sarebbero pronti a svelare le carte ancor prima della scadenza dei termini, che cadono ad agosto,...
La trama accusatoria della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco è quasi completa. I pm sarebbero pronti a svelare le carte ancor prima della scadenza dei termini, che cadono ad agosto, quando finiranno 18 lunghi mesi fatti di indiscrezioni, verità sospese, nuove perizie e teorie che sono spesso sconfinate oltre il perimetro dei fatti. Mentre si aspetta dalla Procura di Pavia la chiusura formale delle indagini che si sono concentrate su Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto del 2007 nella sua villetta in via Pascoli, si palesa un cortocircuito giuridico che appariva già ovvio: per quel delitto è stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere Alberto Stasi, fidanzato della vittima, che sta finendo di scontare, in regime di semilibertà, la pena nel carcere di Bollate. Sempio è iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio volontario in concorso, con lo stesso Stasi o con ignoti. Ma nel nuovo quadro tracciato dai pm pavesi la figura di Stasi finirebbe per uscire di scena. Una ricostruzione che confligge con la verità processuale e che deve quindi confrontarsi con una revisione del processo che ha condannato Stasi.
APPROFONDIMENTI Foto
L’INCONTRO
Va letto in questo contesto il vertice che si è tenuto ieri, fuori dalle mura di Palazzo di Giustizia e al riparo dalle telecamere, tra la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni e il procuratore capo di Pavia, Fabio Napoleone. Un incontro durato tre quarti d’ora nel quale si è affrontato proprio il tema della revisione del processo che ha portato alla condanna di Stasi. L’eventuale richiesta deve arrivare infatti dalla Procura generale e deve essere inviata alla Corte d’Appello di Brescia. «Non sarà un lavoro né facile né veloce», spiega la procuratrice Nanni appena rientrata dall’incontro al quale ha partecipato anche l’avvocata generale Lucilla Tondodonati. «Tra un paio di settimane il procuratore di Pavia manderà al nostro ufficio un’informativa su quello che è stato fatto e valuteremo se chiedere ulteriori atti ai fini di un’eventuale revisione. Non possiamo sbilanciarci in alcun modo e fare nessun’altra dichiarazione prima di ricevere le carte e studiarle, il che richiederà un esame attento», aggiunge.
LE NUOVE PROVE
Un’informativa nella quale saranno raccolte anche i faldoni contenenti le nuove prove, fatte di perizie, verbali e testimonianze, che secondo i pm pavesi collocherebbero Stasi fuori dalla scena del delitto. Il codice di procedura penale infatti prevede la revisione di un processo se si scoprono nuove evidenze le quali «sole o unite a quelle già valutate dimostrano che il condannato deve essere prosciolto». Appare chiaro quindi che per ottenere la revisione sia necessario scardinare i cosiddetti «7 elementi gravi, precisi e concordanti» che portarono alla condanna di Stasi nel 2015.
Tra le nuove prove agli atti dell’indagine si è parlato a lungo della consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo che sposterebbe due punti cruciali cristallizzati nelle sentenze: secondo l’esperta Chiara non sarebbe stata colpita con un’unica arma, aprendo quindi anche all’ipotesi che sulla scena del delitto fossero presenti più persone.
L’ORARIO
Ancora, l’ora dell’omicidio andrebbe posticipato oltre le 9.12 e le 9.35 del 13 agosto 2007, considerata l’unica finestra temporale nella quale Stasi avrebbe potuto commettere il delitto, dato che subito dopo era al computer di casa a scrivere la tesi. Nuovi dubbi sono emersi anche sul dna di Chiara Poggi rinvenuto sui pedali della bicicletta bordeaux che Stasi avrebbe cambiato con quelli della bici nera utilizzata per raggiungere quella mattina la casa di Chiara. A questo proposito la lente della Procura di Pavia si sarebbe concentrata su un’anomalia «scientificamente quasi impossibile»: la quantità di dna rilevata sul pedale sarebbe identica a quella rinvenuta sul reperto 29, ovvero il cucchiaino usato da Chiara per fare colazione e rinvenuto sul divano: un quantitativo di 2,78 nanogrammi rinvenuto su entrambi i reperti. Una corrispondenza che sarebbe difficile da spiegare se non con un errore. Si attende intanto il deposito degli atti e la chiusura formale delle indagini. Resta inteso che, anche qualora i pm di Pavia non arrivassero a richiedere un rinvio a giudizio per Andrea Sempio, l’iter per rimettere in discussione la condanna di Stasi potrebbe comunque proseguire autonomamente.
© RIPRODUZIONE RISERVATA