Rocchi: «Mi autosospendo, tornerò più forte di prima». Il designatore Can è indagato per frode sportiva (come il supervisore Var Gervasoni)
«In merito alla vicenda odierna, in accordo con l'Aia e per il bene del gruppo CAN che deve poter operare nella massima serenità, ho deciso di autosospendermi, con...
«In merito alla vicenda odierna, in accordo con l'Aia e per il bene del gruppo CAN che deve poter operare nella massima serenità, ho deciso di autosospendermi, con decorrenza immediata, dal ruolo di responsabile Can». L'annuncio di Gianluca Rocchi arriva con una dichiarazione all'ANSA. «Questa scelta, sofferta, difficile ma condivisa con la mia famiglia - prosegue il designatore arbitrale, indagato dalla procura di Milano per concorso in frode sportiva -, vuole permettere un corretto decorso della fase giudiziale, da cui sono certo uscirò indenne e più forte di prima». «Il grande amore per la mia associazione ed il senso di responsabilità per il ruolo ricoperto - conclude Rocchi - mi portano prima di tutto a tutelare un gruppo così importante di atleti che non voglio possa essere condizionato in alcun modo dalle mie vicende, in attesa di novità, che mi auguro quanto prima possano arrivare per chiarire la mia posizione». È stato indagato anche il supervisore Var Andrea Gervasoni, a quanto aprende l'Adnkronos, per frode sportiva nell’inchiesta della Procura di Milano.
APPROFONDIMENTI FotoCosa era successo
Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri di Serie A e B, ha ricevuto un avviso a comparire dalla Procura di Milano. Frode sportiva in concorso è l'accusa nei suoi confronti: avrebbe condizionato alcune scelte arbitrali esercitando pressioni sulla Var.
in alcune partite, sempre secondo l'accusa, avrebbe anche scelto arbitri graditi all'Inter. «Sono sicuro di aver agito sempre correttamente e ho piena fiducia nella magistratura», si limita a dire l'ex giacchetta nera che giovedì 30 aprile dovrà comparire davanti ai magistrati.Nell'indagine sono finite anche le presunte pressioni di Rocchi nei confronti della Var. Come in occasione di Udinese-Parma del primo marzo 2025, gara decisa a favore dei friulani da un rigore per fallo di mano che in un primo momento sia l'arbitro, Fabio Maresca, che l'addetto alla Var Daniele Paterna, non sembravano intenzionati ad assegnare. Una vicenda, questa, per la quale la giustizia sportiva aveva disposto l'archiviazione. Tra le partite nel mirino dei magistrati milanesi ci sarebbe anche Inter-Verona del 6 gennaio 2024 e la gomitata di Bastoni al gialloblu Duda non vista né dall'arbitro Fabbri né dalla Var nell'azione che ha portato al gol della vittoria nerazzurra per 2-1 di Frattesi. Nel video si sente il varista Nasca chiedere di fischiare quando Duda è a terra in area dopo la gomitata di Bastoni. Mentre l'arbitro Fabbri, ritenendo una 'furbata' l'atteggiamento del difensore veronese, fa proseguire l'azione da cui poi nascerà il vantaggio interista. Un episodio che all'epoca suscitò non poche polemiche e la strenua difesa della classe arbitrale dello stesso Rocchi. «Siamo scivolate su due bucce di banana evitabili e per questo mi sono arrabbiato - aaveva detto -, ma ciò non giustifica gli attacchi ricevuti. Siamo persone perbene, lavoriamo tantissimo e meritiamo rispetto».