Liberazione, una festa per i valori democratici: «Qui nasce la resistenza»
Il Mattino

Liberazione, una festa per i valori democratici: «Qui nasce la resistenza»

Domenica 26 aprile 2026
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La celebrazione davanti alla stele di Salvo D’Acquisto, con tutte le istituzioni e il “Bella ciao” finale. La lettura degli articoli della Costituzione in piazza Berlinguer. Un affollato corteo in centro città. Lo spirito della resistenza napoletana rievocato nelle celebrazioni del 25 aprile. Ma come sempre, anche polemiche e atti vandalici. Uno striscione di Forza Nuova in piazza Carlo III con la scritta “Io festeggio San Marco”. Un cartello con la foto del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara a testa in giù durante il corteo. E soprattutto imbrattata la sede centrale dell’Università Federico II: “Fuori la Nato dall’Università” e offese al rettore Matteo Lorito.

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Le celebrazioni

La celebrazione principale in piazza Carità davanti alla stele che ricorda il sacrificio di Salvo D’Acquisto dove si è tenuta la solenne cerimonia alla quale hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco Gaetano Manfredi, il governatore Roberto Fico, il prefetto Michele di Bari, il presidente del consiglio regionale Massimiliano Manfredi e un commosso Alessandro D’Acquisto, fratello del carabiniere eroe della seconda guerra mondiale. «Non è solo una giornata di ricordo, ma una giornata di futuro in un momento molto complesso, nel quale sono tornate idee che abbiamo combattuto per decenni: la guerra, la legge della forza, l’autoritarismo, il razzismo. C’è bisogno di una grande mobilitazione democratica, con il coinvolgimento di tutti i cittadini. Napoli, che seppe liberarsi con un’insurrezione popolare dal regime nazifascista, è il luogo ideale per portare avanti questi valori», dice Manfredi. «Liberazione, Repubblica e Costituzione sono un faro importante. È la festa fondante del nostro Paese, del nostro Stato», aggiunge Fico, che poi si sposterà in piazza Garibaldi per la prima parte del corteo: «È una festa che a Napoli è sentita tantissimo, sono orgoglioso di questa città e di questa regione». Per il prefetto «qui a Napoli è una giornata di festa perché questa comunità ha saputo riscattarsi dal nazifascismo con le Quattro giornate». In mattinata sindacati e Anpi si sono ritrovati al largo Berlinguer per la lettura degli articoli della Costituzione. All’iniziativa presenti i segretari generali di Cgil Cisl Uil di Napoli, Nicola Ricci, Melicia Comberiati e Giovanni Sgambati e per Anpi Napoli Michele Petraroia.

I cortei 

Due diversi cortei hanno caratterizzato la giornata. Il primo organizzato dalla rete Napoli per la Palestina, partito da Porta Capuana. Il secondo partito da piazza Mancini, messo in piedi dalla rete No Kings. «Siamo più di diecimila», urlano i manifestanti con slogan contro «il governo Meloni, il genocidio palestinese e la corsa agli armamenti».

Le polemiche 

Tra i manifestanti, c’è anche chi ha ricostruito un patibolo di cartone per sventolare l’immagine del ministro Giuseppe Valditara a testa in giù, dietro lo striscione con su scritto «Da sempre per sempre studenti partigiani». Al ministro è stata espressa la solidarietà del numero uno campano della Lega Gianpiero Zinzi: «Quella che sarebbe dovuta essere una giornata di pacificazione nazionale si è trasformata in un atto di vigliaccheria da parte del solito gruppetto sparuto che usa questi metodi per fare opposizione al Governo». Parla di «immagini aberranti e pericolose» il deputato di Fratelli d’Italia Gimmi Cangiano. Nel corso della manifestazione è stato vandalizzata la sede centrale della Federico II: «Fuori la Nato dall’Università» si legge. E una scritta offensiva contro il rettore Lorito. Il riferimento della protesta potrebbe essere al protocollo d’intesa sottoscritto il 4 aprile scorso tra l’Università di Napoli e la Nato relativamente a ricerca, focus e scambio di conoscenze. Solidarietà al rettore è stata espressa da Manfredi: «L’Università è da sempre luogo privilegiato di confronto aperto, ma sono intollerabili le offese e le minacce». In mattinata il Comune, su disposizione del sindaco, era intervenuto con gli operatori della Napoli Servizi per rimuovere uno striscione, su una balaustra dell’Albergo dei Poveri con la scritta «Io festeggio San Marco» e sotto la sigla “Fn”. Mentre i Dem Marco Sarracino e Piero De Luca chiedono alla destra di «prendere le distanze» dalle affermazioni di Luca Marsella, portavoce di Casapound, che venerdì a Napoli aveva detto: «Per me il 25 è una giornata di sconfitta, è una festa che andrebbe abolita».

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