Condono, ok proroga istanze entro fine anno «Piano da 126 milioni»
Il Mattino

Condono, ok proroga istanze entro fine anno «Piano da 126 milioni»

Domenica 26 aprile 2026
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  «Il Comune autorizza la riapertura dei termini per la presentazione dell?autocertificazione al fine di consentire ai cittadini che per qualunque motivo o causa non abbiano...

«Il Comune autorizza la riapertura dei termini per la presentazione dell’autocertificazione al fine di consentire ai cittadini che per qualunque motivo o causa non abbiano potuto avvalersi delle prime fasi di applicazione e di poterne beneficiare». Il sindaco Gaetano Manfredi - come tutti i suoi predecessori a partire dal 2000 - vara una delibera con la quale riapre i termini per la sanatoria relativa ai condoni edilizi in base alle leggi nazionali del 1985, 1994 e 2003. Il termine di presentazione delle autocertificazioni era scaduto il 31 dicembre del 2025, ora arriva la seconda proroga che stabilisce il 31 dicembre del 2026 quale termine ultimo di presentazione dell’autocertificazione.

Una partita grossa perché le pratiche che sono appese sono 40mila di cui 15mila riguardano sanatorie in zone vincolate. Una fattispecie che necessita del via libera della Sovrintendenza quindi non basta l’autocertificazione. Le 40mila pratiche valgono la bellezza di 126 milioni per oneri di concessione, diritti di segreteria, conguaglio, oblazione e sanzioni paesaggistiche. Solo quelle in area vincolata hanno un valore di 45 milioni. La riapertura dei termini per presentare l’autocertificazione vale quanto una rata del debito da pagare allo Stato o una erogazione del “Patto per Napoli”, una irrinunciabile opportunità per un ente che per quanto abbia fatto notevoli passi in avanti nell’abbattimento del debito e del disavanzo per circa 2 miliardi è ancora a livello amministrativo un Comune in predissesto. Per il Comune è una questione finanziaria molto rilevante tuttavia la proroga dei termini di presentazione della domanda di sanatoria è anche un modo per andare incontro a quei cittadini che sono in attesa di capire se a distanza di 41 anni l’abuso fatto - e spesso si tratta di verande e soppalchi - può essere sanato o meno. Una riflessione che vale anche per chi ha acquistato o ereditato un immobile che deve essere sanato. Pratiche di autocertificazione che sono al palo nel 90% dei casi per la lentezza degli uffici deputati a smaltirle in quanto semivuoti, c’è poco personale. O perché è stato richiesto un supplemento di documentazione. Giova sottolineare che quella pratica appesa da 40 anni o da 20 non può essere integrata autodenunciando nuovi abusi. La sanatoria è una procedura con la quale pagando una determinata somma si ritorna nella legalità purché chi presenta la domanda abbia aderito ai condoni del 1985, 1994 e 2003.

La questione dei tempi burocratici lunghi nel licenziare le pratiche dovuta alla mancanza di personale è stata parzialmente affrontata dal Comune rinnovando l’impegno con professionisti esterni all’ente. In buona sostanza aumenta la parcella per i tecnici privati da 250 a 350 euro per ogni singola pratica. Ai Comunali che aderiscono va invece il 10% della stessa, cioè se la pratica vale 2000 euro ne avranno 200. La parola d’ordine è accelerare come è ben delineato in delibera dal sindaco. Il Comune stabilisce «il termine finale per la conclusione delle verifiche di conformità e il rilascio dei provvedimenti formali relativi alle domande non interessate da vincoli il 31 dicembre del 2027. Fissando altresì nel 31 luglio 2028 il termine per i controlli a campione relativamente ai provvedimento rilasciati inerenti gli immobili non interessati ai vincoli».

Il bubbone grosso per il Comune sono le pratiche che ricadono in zone vincolate dove è necessario il parere della Sovrintendenza. Partita da 45 milioni se si considera che ogni pratica vale più o meno 2000 euro. Il rapporto con la Sovrintendenza non è fluido, il protocollo che ormai è stato redatto tra le parti da 4 anni non è mai decollato. Dove la Sovrintendenza si dovrebbe impegnare, intanto a ricevere le pratiche e a snellire a livello burocratico le procedure visto che a quanto trapela capita spesso che due richieste nello stesso palazzo e per lo stesso abuso hanno risultati difformi. La speranza è che la nuova Commissione paesaggistica locale appena insediatasi possa sbloccare la situazione. Il Presidente è il docente di Architettura Salvatore Di Liello Che prende il posto di un altro docente, Alessandro Castagnaro, che ha esaurito i suoi due mandati. Diego Marotta è stato confermato quale «esperto delle Discipline di legislazione beni culturali». Concetta Marrazzo - altra conferma - come esperta di Storia dell’arte. Quindi le due nuove entrate: Giancarlo Graziani per i beni ambientali e Carlo Pennino esperto delle materie agricole. Che sostituiscono Corrado Girard e Vincenzo Verniero. La funzione della Commissione locale paesaggistica è molto importante non solo per il condono. Perché è «un organismo tecnico-consultivo per valutare la compatibilità paesaggistica degli interventi edilizi e urbanistici basandosi sugli strumenti di pianificazione e sui vincoli vigenti».

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