Napoli, è Alisson Santos l'uomo in più di Conte
Il Mattino

Napoli, è Alisson Santos l'uomo in più di Conte

Domenica 26 aprile 2026
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Tremendamente Brasiliano. Alisson Santos non lascia troppo spazio all?immaginazione sulle sue origini. Il dna è inconfondibile e basterebbero 10? di una sua partita per averne...

Tremendamente Brasiliano. Alisson Santos non lascia troppo spazio all’immaginazione sulle sue origini. Il dna è inconfondibile e basterebbero 10’ di una sua partita per averne la conferma al sapore di certezza. L’andamento dinoccolato è quello di chi sembra sempre che stia per cascare a terra e invece non solo resta in piedi, ma ha anche più forza degli altri nelle gambe per saltare il diretto avversario e puntare verso la porta. Sì, perché il gps di Alisson Santos conosce un solo punto di riferimento: la porta. È progettato per andare dritto lì, anche se il percorso sarà tortuoso e prevederà la presenza degli avversari lungo il tragitto. Non gli importa. Anzi, sotto sotto gli piace anche. D’altra parte è cresciuto nelle strade brasiliane con un solo punto di riferimento in testa: Ronaldinho, uno che ha fatto di dribbling, fantasia, spettacolo e allegria i punti cardinali della sua bussola. E Alisson non fa nulla di differente. In campo di diverte da morire e lo fa capire senza mezzi termini. Cerca il pallone, lo vuole e quando lo ottiene cerca di trasformare l’ordinario in straordinario. È così che ha catturato l’attenzione dello scouting dello Sporting che lo è andato a pescare in una squadra del campionato di serie B portoghese (il Leira) per portalo a Lisbona e farlo crescere un passo alla volta, anzi: un dribbling dopo l’altro. Lo hanno saputo aspettare, senza mettergli mai pressione sulle spalle. E Alisson ha risposto alla sua maniera, con un anno (da febbraio 2025 a gennaio 2026) fatto di gol, assist e magie. Utilizzato quasi sempre a gara in corso non sembrava tagliato per una maglia da titolare. Invece il Napoli - che ha iniziato a seguirlo ben prima della chiusura dell’operazione di gennaio - ha avuto il coraggio di puntarci forte con Antonio Conte che addirittura ha voluto modificare il suo assetto tattico rinunciando ai Fab Four per aggiungere un esterno con l’imprevedibilità delle gambe supersoniche di Alisson Santos per scassinare le difese più arroccate.

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IL SALTO IN ALTO

Perché quando la palla finisce sulle scarpette del brasiliano qualcosa succede. Sempre. Questo è poco ma sicuro. Oramai lo hanno capito innanzitutto i suoi compagni di squadra, che infatti lo cercano con continuità sapendo che prima o poi la giocata determinante arriverà proprio da quella zona del campo. I tre gol segnati fino a oggi in campionato sono tutti farina del suo sacco: finta di corpo, pallone spostato sul piede destro e conclusione forte sul primo palo, proprio quando il portiere avversario si sta per tuffare dalla parte opposta. Praticamente l’inverso del “tiraggiro” diventato celebre con Insigne da quella stessa mattonella del campo, ma altrettanto efficace. È grazie alla sua imprevedibilità e a quella benzina sempre verde che straborda dal suo motore che il Napoli ha deciso di puntare forte su di lui anche per il futuro. A fine stagione arriverà il riscatto per circa 16,5 milioni di euro da versare nelle casse dello Sporting molto volentieri. Perché il prospetto di Alisson Santos (24 anni da compiere a settembre) è quello di un calciatore moderno che può fare la differenza tanto in serie A quanto in Champions League dove per altro ha già lasciato il segno con due gol nel girone unico di quest’anno. Parte largo, a volte anche larghissimo, ma poi si accentra. E quando lo fa sono dolori per chiunque abbia la pessima idea di frapporsi tra lui e la porta avversaria. Non guarda in faccia a nessuno, inizia a mulinare le gambe, fa scomparire il pallone e inventa qualcosa. Non sempre gli va benissimo, ma il coraggio gli permette di non abbattersi, di riprovarci e alla fine di riuscirci. Con il sorriso, a passo di samba, come se sotto ai piedi ci fosse la sabbia di una spiaggia di Copacabana. È un bambino felice che si diverte da morire. E intorno a lui si divertono tifosi e compagni in un carnevale brasiliano che si sposa alla perfezione con l’aria di festa tipicamente napoletana.

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