Movida a Napoli, stop zone franche: «Stretta in tutti i quartieri»
La sostanza è che dopo le 22,30 nei giorni feriali non si potrà più somministrare cibo o bevande da asporto e le attività si dovranno svolgere solo all?interno...
La sostanza è che dopo le 22,30 nei giorni feriali non si potrà più somministrare cibo o bevande da asporto e le attività si dovranno svolgere solo all’interno del locale con la chiusura fissata all’una. Nei giorni festivi, quelli della movida, l’asporto lo si potrà fare fino alle 23 e la chiusura del locale è fissata per le 2.
APPROFONDIMENTI Controlli nell'area della movida a Napoli, sanzioni per 5000 euroMovida, Chiaia insorge: «Noi come i Decumani restrizioni anche qui»Pozzuoli, vigili, c’è la tregua: salvati gli aperitivi del weekend
Misure tese ad evitare assembramenti all’esterno dei locali che si concretizzano nella “movida fracassona”. Oggi il Consiglio comunale dovrà dire sì o no o emendare «le linee di indirizzo per l’attuazione di misure a contrasto degli effetti negativi della movida».
Controlli nell'area della movida a Napoli, sanzioni per 5000 euro
Non solo in piazza Bellini e via Cisterna dell’Olio o in piazza San Domenico Maggiore, ma su tutto il territorio cittadino. Si tratta di una materia complessa quella della quiete pubblica dove contro il Comune sono stati già fatti dei ricorsi che Palazzo San Giacomo ha perso e ora deve risarcire i danni ai ricorrenti. E anche da Chiaia, zona tormentata dalla movida, hanno fatto ricorsi e per il Municipio, visti i precedenti, l’opzione di una nuova sconfitta è molto concreta. Di qui la necessità di estendere a tutto il territorio cittadino le nuove regole. Il tema è che le misure impatteranno sul commercio e come è noto il commercio è una attività costituzionalmente protetta. Non lo si può limitare con obblighi di chiusure a determinati orari. Allo stesso tempo è un sacrosanto diritto per chi abita nelle zone della movida reclamare la “quiete pubblica”. Servirebbe una norma nazionale per dare maggiore poteri ai Comuni, la invocano i sindaci, non solo quello di Napoli Gaetano Manfredi, ma anche quelli di Milano e Firenze alle prese con gli stessi problemi, norma che tuttavia non arriva.
Una delibera - quello di oggi - che è un primo passo verso quello che poi sarà il «Piano di risanamento della movida». Oggi, in continuità con l’ordinanza del sindaco del 24 aprile che ha impattato nell’area di piazza San Domenico e zone limitrofe, si discuterà un atto dove si cercherà di stabilire orari di chiusura e di somministrazione in tutta la città a partire dal centro Storico Unesco e le sue buffer zone. A proporre la delibera all’Assemblea cittadina sono tre assessori: Antonio De Iesu che ha le deleghe alla Polizia Municipale e alla legalità, Teresa Armato titolare del turismo e del commercio e Vincenzo Santagada assessore alla Salute e al Verde.
Movida, Chiaia insorge: «Noi come i Decumani restrizioni anche qui»
Dunque, nuovi orari per asporto e chiusura dei negozi, divieto sostanziale di assembramento all’esterno dei locali che produce decibel e quindi disturbo alla quiete pubblica. Misure che non risolvono il problema al massimo lo limitano. La delibera madre, quella del «Piano di risanamento della movida» è stata programmata e Manfredi vuole che si acceleri per portarla a casa prima della fine del suo primo mandato. Il sindaco infatti ha dichiarato che si ricandiderà. Il “Piano di risanamento” prevede una cogestione con altri enti per sopperire alla mancanza di strumenti ad hoc. Ad esempio il presidio di determinate aree da blindare. Il Piano prevede la delocalizzazione della movida in altre della città come le periferie e al Molo San Vincenzo dove il cantiere per la riapertura sembra eterno e non finisce mai. Non basta ancora. Il Comune - questo l’obiettivo strategico - per alleggerire la pressione della movida punta a un progetto di nuove Ztl, a Chiaia e non solo. E a chiusure di pezzi di città almeno nei weekend: il modello è quello della festa scudetto. Facendo leva sul trasporto pubblico, soprattutto la linea 1 e la 6. Serve - nella sostanza - un piano traffico al quale sta lavorando l’assessore alle infrastrutture Edoardo Cosenza. La cogestione deve tenere dentro i gestori, gli esercenti i comitati e i cittadini. La Armato al riguardo ha già varato il “Regolamento di convivenza civile”.