Intervista a Calenda: «Noi determinanti al centro per combattere la faziosità»
«L?Europa è l?ultimo grande baluardo di libertà capace di guidare una reazione alle autocrazie che avanzano». Lo scrive Carlo Calenda nel suo nuovo libro...
«L’Europa è l’ultimo grande baluardo di libertà capace di guidare una reazione alle autocrazie che avanzano». Lo scrive Carlo Calenda nel suo nuovo libro «Difendere la libertà - L’ora dell’Europa». Tappa napoletana del tour di presentazione, oggi, per il leader di Azione. Appuntamento oggi alle 18,30 a villa Doria D’Angri con l’ex premier Paolo Gentiloni e il giornalista del Messaggero Mario Ajello.
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Senatore Calenda, perché questo libro?
«Perché l’Europa è davanti ad un bivio, fatto di rischi ma anche opportunità. Stati Uniti, Russia e Cina, nelle loro diversità, condividono un obiettivo: fare a pezzi l’Europa e rendere i singoli Paesi europei loro vassalli. Possiamo andare avanti così e farci spolpare o reagire, partendo innanzitutto dall’Europa della difesa e dell’energia».
Il Governo secondo lei si sta muovendo in questa direzione?
«No, ma quasi nessuno lo fa. Non gliene importa niente di questo. La maggior parte dei leader europei ragiona come se ci fosse un cammino individuale dei singoli Paesi. E invece se non ci rendiamo indipendenti dal punto di vista della difesa e dell’energia saremo sotto ricatto. Ma nessuno lo dice perché è impopolare».
Intanto le guerre alimentano divisioni interne, si è visto il 25 aprile.
«È stata la peggiore festa della Liberazione della storia recente. Abbiamo visto espellere la brigata ebraica e le bandiere dell'Ucraina dai cortei dove c'erano invece bandiere di Hamas. Una confusione alimentata dall’estrema sinistra che ritiene che il 25 aprile appartiene solo a una parte. Il problema è culturale e di faziosità. È possibile che Meloni condanni ciò che è accaduto a Milano e non parli di chi ha sparato contro i manifestanti a Roma? Avrebbe dovuto stigmatizzare tutto, non solo quello che fa comodo alla sua parte politica».
Insomma, lei resta al centro. Ma c'è spazio politico?
«Se la legge elettorale resta questa, e credo che sarà così, Azione deciderà chi governerà. I due poli sono in pareggio e saremo decisivi. Abbiamo in agenda venti punti tra cui alcuni imprescindibili come un'agenda green non ideologica, il riarmo europeo, la rimozione del veto nel Consiglio europeo. Noi andremo da soli e imporremo i nostri punti al governo di larghe intese che, stando così le cose, guiderà il Paese».
Ora ci sono le elezioni amministrative. In Campania non vi siete presentati alle Regionali.
«Non volevamo far parte di un'accozzaglia che non la pensa allo stesso modo su nulla. Così non ci sarà nessun cambiamento per la Campania. Alle Comunali siamo presenti in molti Comuni e cerchiamo di portare i giovani a interessarsi alla politica. A questo proposito vorrei tornare a Napoli per andare alla Federico II, una delle poche università in cui non sono riuscito a portare il mio “Calenda on campus”».