Grottaminarda, Its Bruno progetta l'innovazione: arriva il robot-saldatore
Il Mattino

Grottaminarda, Its Bruno progetta l'innovazione: arriva il robot-saldatore

Lunedì 27 aprile 2026
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Quando mancano i saldatori, entra in funzione il robot. In un contesto in cui le aziende fanno sempre più fatica a trovare personale specializzato, l?automazione diventa una risposta...

Quando mancano i saldatori, entra in funzione il robot. In un contesto in cui le aziende fanno sempre più fatica a trovare personale specializzato, l’automazione diventa una risposta concreta. È in questo scenario che si inserisce l’innovazione presentata alla fiera di Venticano dall’Its Academy “Antonio Bruno”: una cella di saldatura robotizzata in grado di operare 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con una programmazione semplice e accessibile a tecnici formati nei percorsi Its. Una nuova tecnologia robotica applicata alla saldatura industriale. L’allestimento si articola in due spazi distinti.

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All’interno dello stand, i visitatori hanno potuto osservare una stazione - con robot della Omron – dedicata alla selezione del prodotto, affiancata da postazioni di realtà aumentata e realtà virtuale. All’esterno, invece, il cuore dell’innovazione: una cella di saldatura industriale completamente funzionante, installata in un container e progettata per replicare un ambiente produttivo reale. Realizzata dalla società Siel Welding Srl di Sperone, partner storico dell’istituto, e dalla Bruno Generators di Grottaminarda, la cella rappresenta un esempio concreto di integrazione tra tecnologia avanzata e applicazione pratica.

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Qui un robot esegue operazioni di saldatura su componenti meccanici in totale autonomia, seguendo un ciclo completo che va dalla programmazione iniziale fino al prodotto finito. Il valore di questa soluzione emerge con forza se si guarda alle difficoltà attuali del comparto industriale, anche della nostra provincia. La carenza di saldatori qualificati, infatti, è una delle criticità più sentite dalle aziende, che spesso si trovano a rallentare o limitare la produzione per l’impossibilità di reperire personale adeguato. In questo contesto, una cella robotizzata – del modello targato Its Bruno - rappresenta non solo un supporto, ma una vera leva strategica. Molteplici i benefici: garantisce continuità operativa, riduce i tempi di lavorazione e permette di ottimizzare i costi. Un ulteriore elemento di forza è la semplicità di utilizzo.

A differenza di quanto si possa immaginare, non è necessario un alto livello di specializzazione per gestire il sistema: la programmazione può essere effettuata da tecnici formati nei percorsi Its, rendendo la tecnologia accessibile e immediatamente integrabile nei processi aziendali. Il robot, inoltre, è in grado di lavorare ininterrottamente, offrendo alle imprese la possibilità di aumentare la produttività e rispondere con maggiore rapidità alle richieste del mercato. Ma l’innovazione non si ferma alla produzione. La cella nasce anche con una forte vocazione formativa e divulgativa, diventando uno strumento per avvicinare i giovani al mondo della meccatronica e per creare un ponte concreto tra scuola e industria.

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«In un momento storico in cui il mismatch tra domanda e offerta di lavoro è sempre più evidente, iniziative di questo tipo assumono un valore strategico per il territorio», sottolinea l’ingegnere Carmine Tirri. Il direttore dell’Its Bruno di Grottaminarda, nel dettaglio aggiunge: «Abbiamo realizzato questa cella di saldatura in container con lo scopo di addestrare anzitutto i nostri allievi dell’Its Bruno, ma nello stesso tempo vogliamo utilizzarla come attività dimostrativa presso le scuole per avvicinare i nuovi ragazzi che si andranno a diplomare verso la formazione meccatronica. Inoltre, intendiamo coinvolgere anche le aziende del nostro territorio al fine di far conoscere quelle che sono le nuove tecnologie e come si possono realizzare taluni componenti meccanici con l’utilizzo della cella e con una semplice programmazione fatta da un tecnico Its. Tutto questo consente di portare avanti delle attività produttive che oggi sono in difficoltà proprio per la carenza di saldatori».

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