Napoli, omicidio Raffaele Cinque; poker con delitto nel fortino del clan: «Giocavamo a carte, poi i killer hanno bussato»
Poker con delitto. L?omicidio di Raffaele Cinque sarebbe stato preceduto da una circostanza piuttosto singolare: una partita a carte iniziata a notte fonda e andata avanti fino alle prime...
Poker con delitto. L’omicidio di Raffaele Cinque sarebbe stato preceduto da una circostanza piuttosto singolare: una partita a carte iniziata a notte fonda e andata avanti fino alle prime luci del mattino. I giocatori avevano appena lasciato il tavolo, organizzato dalla stessa vittima, quando l’abitazione di quest’ultima si è trasformata nella scena del crimine: «Stavamo per andare via quando hanno bussato alla porta. Eravamo tutti in camera da letto e in rapida successione ci sono stati quattro o cinque colpi di pistola. Ho sentito Raffaele che gridava “oh oh oh” e ci siamo riparati sotto ai comodini».
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È un racconto da brividi, quello riportato nelle oltre 150 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare che questa mattina ha portato all’arresto di Giuseppe e Salvatore Bove e di Gennaro Ziccardi, a vario titolo accusati di aver preso parte alle fasi esecutive del delitto. Per un quarto indagato, Costantino Bove, il gip Daniela De Nicola ha invece respinto la richiesta di applicazione della misura cautelare. Il commando, stando alla ricostruzione della Squadra mobile, avrebbe esploso nove colpi di pistola, di cui due andati a segno alla testa e all'addome. Era l’alba del 21 gennaio del 2024 e per Raffaele Cinque, uomo vicino al clan Contini, non ci fu alcuna possibilità di scampo. La vittima provò a sottrarsi alla furia dei sicari lanciandosi tra l’altro dal balcone di casa, in via dello Scirocco, nel quartiere Poggioreale. Un tentativo rivelatosi inutile.
La morte violenta di Cinque sarebbe maturata all’apice di un’escalation di tensioni tutte interne al cosiddetto gruppo della Stadera. Non a caso il delitto era stato preceduto da due tentati omicidi. Il primo, registrato il giorno di Santo Stefano del 2023, quando fu investito da un’auto mentre era in sella a uno scooter e poi accoltellato alla schiena. L'altro episodio vide invece proprio la vittima protagonista. Secondo quanto emerso dalle indagini, Cinque provò a uccidere la sorella di Giuseppe Bove, esponente di spicco della paranza dei “Polpetta”.
La mattina in cui Cinque fu assassinato in casa sua erano presenti almeno altre tre persone, rapidamente rintracciate dai poliziotti della Mobile. Una di loro, interrogata il 22 gennaio, raccontò quella scena da brividi: «Abbiamo giocato a carte, poi alle 5,30 ci siamo preparati per andare via». In pochi istanti quell’appartamento si è trasformato in una macelleria messicana: «Ci siamo riparati sotto i comodini e non mi sono mosso fino a che non è finito tutto. A quel punto siamo fuggiti, ho raggiunto Carmine nel cortile dell’edificio, dove abbiamo preso lo scooter che era parcheggiato vicino al corpo di Raffaele che giaceva sul selciato e non si muoveva». Le intercettazioni telefoniche e ambientali hanno poi permesso di risalire ai presunti componenti del commando di morte.