Minetti, la revoca della grazia è possibile. Il Quirinale riapre la vicenda: ora si indaga in Sud America
Bisognerà verificare, ma se alla base della grazia concessa per «straordinari profili umanitari» ci fossero presupposti che si riveleranno falsi, il beneficio potrebbe essere...
Bisognerà verificare, ma se alla base della grazia concessa per «straordinari profili umanitari» ci fossero presupposti che si riveleranno falsi, il beneficio potrebbe essere revocato.
Adesso sarà la Procura generale di Milano, che aveva espresso parere positivo sul riconoscimento dell'atto di clemenza a Nicole Minetti, a fare accertamenti. Il via libera dal ministero della Giustizia, per svolgere nuove indagini all'estero sul caso, è già arrivato.
Minetti, ora si indaga in Sud America. E potrebbe arrivare la revoca
Ora l'ex consigliera regionale lombarda, condannata per i casi Ruby e Rimborsopoli, rischia non solo che il beneficio venga annullato, ma anche di finire al centro di una nuova inchiesta, se emergesse che, per ottenere la grazia, ha dichiarato il falso. L'ispezione interna a via Arenula è in corso. Gli uffici stanno verificando con la procura generale della Corte di Appello di Milano, da cui è arrivato il parere, non vincolante, firmato dal sostituto Gaetano Brusa, se ci siano state delle irregolarità.
La motivazione
La grazia è stata concessa lo scorso 11 aprile per «motivi umanitari», appunto, considerate le gravi condizioni di salute del figlio adottato in Uruguay dalla Minetti e dal compagno Giuseppe Cipriani. Un bimbo, secondo quanto riportato nella richiesta, abbandonato alla nascita e senza legami, che aveva necessità di effettuare delicate cure all'estero e al quale serviva la vicinanza costante della madre. Nell'istanza viene sottolineato che nel 2021 la Minetti aveva portato il bambino negli Usa per un delicato intervento chirurgico effettuato al Boston Children's Hospital, dopo due pareri contrari all'operazione del San Raffaele di Milano e dell'ospedale di Padova.
Nella richiesta, firmata dai legali della donna, viene evidenziato anche che l'operazione non è stata risolutiva: nell'ultimo controllo del 16 aprile 2025 sarebbero emersi rischi di recidiva e complicazioni. A sollevare dubbi su alcuni punti della domanda è stato Il Fatto Quotidiano: il bambino non sarebbe stato abbandonato alla nascita, ma avrebbe un padre, identificato, e una madre biologica in Uruguay, che ora risulterebbe scomparsa. Le autorità avrebbero diramato un ordine di rintraccio a suo nome il 14 aprile. Inoltre Minetti e il compagno avrebbero intentato una causa contro i genitori del bambino nato nel 2017 per ottenere la decadenza della potestà genitoriale. E ora le «supposte falsità» riportate nell'istanza - come sottolinea il Quirinale, che ha chiesto verifiche urgenti - potrebbero portare alla revoca dell'atto di clemenza. E non è tutto.
Nelle circa cinquanta cartelle dell'istruttoria costruita dalla procura di Milano veniva sottolineato anche come Minetti avesse cambiato radicalmente vita. Un dato che, invece, viene categoricamente smentito da diversi testimoni intervistati dal Fatto, che sottolinea anche come Cipriani compaia negli Epstein files. «In relazione alla procedura di grazia che ha interessato la signora Nicole Minetti, il ministero della Giustizia dà notizia che nessuno degli elementi negativi presentati in recenti articoli di stampa consta agli atti della procedura», ha fatto sapere via Arenula.
«Abbiamo acquisito i dati e svolto gli accertamenti che ci richiedeva il ministero - ha detto invece Brusa - La procedura riguardante la richiesta di grazia ci è arrivata dal ministero a fine 2025. Sulla base di quanto chiesto, il quadro era completo e non emergevano dati anomali. L'acquisizione documentale è avvenuta attraverso i riscontri sanitari dei carabinieri». Ma adesso sono partite le verifiche e gli accertamenti della Procura si estenderanno anche e soprattutto all'estero, in particolare negli Usa e in Uruguay, dove la Minetti e Cipriani vivono una parte dell'anno. Per via Arenula i primi risultati ci saranno in 24 ore. Da accertare l'effettivo stato di salute del minore e la veridicità delle cartelle cliniche prodotte, la reale situazione giuridica del legame adottivo, la condotta di vita attuale della Minetti. E, se emergessero anomalie, per l'ex consigliera regionale lombarda la revoca del beneficio potrebbe essere il minore dei problemi.