Il futuro del Napoli, De Laurentiis e Conte: quanti dubbi
Il Mattino

Il futuro del Napoli, De Laurentiis e Conte: quanti dubbi

Martedì 28 aprile 2026
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De Laurentiis è indeciso. Molto. Anche a lui serve incontrare Conte. Non è una decisione, quella di proseguire ancora, che sta solo nelle mani del tecnico azzurro. Perché,...

De Laurentiis è indeciso. Molto. Anche a lui serve incontrare Conte. Non è una decisione, quella di proseguire ancora, che sta solo nelle mani del tecnico azzurro. Perché, intanto, anche De Laurentiisriflette. E dubita. Separarsi da Conte dopo lo scudetto e la Supercoppa vinti, un secondo posto, un ciclo da primi della classe, non è cosa banale. Non lo è per nulla. Ma il Conte-ter, per essere varato, ha bisogno che la fiducia sia totale. Da entrambe le parti. Nel progetto, nella visione e nella programmazione. Non è lo stesso clima dell’anno scorso, quando nessuno dei due aveva bisogno di chissà quali dichiarazioni dell’altro e al di là della chiacchiere, la conferma era scontatissima: stavolta nell’aria c’è qualcosa di differente, frizzante.

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O il piano riparte a razzo o quello che è un matrimonio principesco, con spese sontuose e risultati indimenticabili, potrebbe arrivare a conclusione. Conte, in queste ore, se ne sta acquattato come un gattone, e aspetta. Mica facile: dentro crepita il fuoco. Vuole arrivare secondo, al suo record in serie A ci tiene. Eccome. Piazzare ancora una volta il Napoli davanti al Milan e alla Juventus e poi pensare al futuro è la missione di questi maggio. Da perdere la testa. Lui per ora rimane gelido, evasivo. Dice e non dice. E a nessuno di quelli che incontra pronuncia la frase che vorrebbe sentirsi dire: stessero tutti sulla graticola, mica solo lui.

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I tifosi del Napoli pagherebbero per ascoltare, ad esempio, un “resto” che non viene pronunciato, nonostante ci sia un contratto fino al 2027 con il club. Né De Laurentiis esce allo scoperto. Macché. Non è solo Antonio Conte che ha bisogno di parlare con De Laurentiis. Anche il presidente deve parlare con il suo allenatore. Ma non ora, non così presto. E non è detto che neppure avvenga dopo Como, quando magari la Champions sarà aritmeticamente conquistata.

Il piano

Non solo Conte ha dei dubbi, dunque. Anche De Laurentiis ne ha. Tutti rispondono placidi, eludono, strizzano l’occhio poi lo richiudono quando si affronta la faccenda: la crisi della Federcalcio potrebbe aprire (questa volta) realmente l’idea di un uomo forte come ct. In questo caso, Conte sarebbe perfetto. Ma il commissariamento non è imminente (e neppure scontato) e Antonio Conte non andrà via dal Napoli perché ha un altro club o una nazionale che lo aspettano: la sua priorità sarà sempre il Napoli. E se va via, sarà perché la simbiosi che nella primavera di due anni fa lo convinse di dire di sì a De Laurentiis, non c’è più. E viceversa. Ma le strade con De Laurentiis, nonostante un rapporto personale che resta buono, non sembrano più coincidere. Conte è rimasto assai infastidito dalle esternazione di De Laurentiis dagli Usa, ma anche il patron azzurro recrimina per qualcosa. Però bisogna stare molto attenti: basta poco per far cambiare lo scenario. E De Laurentiis e Conte sono due personaggi particolarmente abili nei colpi di scena.

Lo scenario

La ripresa degli allenamenti, ieri, dopo due giorni di riposo, è stata assai serena. Nessun discorso particolare, il clima gelido della settimana passata si è assai placato. Conte spera di portare in panchina almeno Di Lorenzo a Como ma non è semplice. Vuole chiudere il discorso qualificazione sabato sera, in casa di Fabregas. Vive questi giorni con la tradizionale tensione: aspetta l’incontro con DeLaurentiis e il piccolo mondo che gli sta intorno non sa ancora se ha preso o meno una decisione.

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Difficile trovare un sostituto a un personaggio come lui: sa bene, Conte, che la stessa squadra allenata da un mister X non avrebbe la stessa pressione che ha il suo Napoli. Con lui all’allenatore, la squadra deve vincere. Sono tante, forse troppe, le ragioni di chi non si strapperebbe le vesti da dosso in caso di addio, anche se non è detto che siano ragioni in assoluto. Ma intanto, prima il secondo posto e poi sul futuro. Tutto in 30 giorni.

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