Movida a Napoli, gestori e comitati civici: «Lavorare per il dialogo»
Il Mattino

Movida a Napoli, gestori e comitati civici: «Lavorare per il dialogo»

Martedì 28 aprile 2026
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Un tavolo tecnico in Commissione per la creazione di un format che fornisca al sindaco strumenti rapidi per intervenire in caso di procedimenti in tribunale, di rilievi Arpac che superino...

Un tavolo tecnico in Commissione per la creazione di un format che fornisca al sindaco strumenti rapidi per intervenire in caso di procedimenti in tribunale, di rilievi Arpac che superino l’impatto acustico. Non sarà semplicissimo: per creare questo format va trovato un equilibrio tra le esigenze di residenti e attività commerciali. È questo, però, il prossimo passo per sciogliere il rebus movida, dopo il nuovo slittamento della discussione della delibera ieri in consiglio comunale, già saltata in autunno. Per le prossime due settimane (e cioè fino alla nuova discussione in via Verdi), si procederà con un tavolo di confronto in Commissione Legalità, cui prenderanno parte i residenti e gli imprenditori del by-night. I primi sono intenzionati a fornire «una mappa delle location in cui ridurre l’inquinamento acustico». I secondi sono «disponibili a trattare sugli orari» e chiedono «un provvedimento esteso a tutta la città».

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I locali

Il Comune è stato già condannato a risarcire per 1,2 milioni i residenti del centro storico. E che anche gli abitanti di Chiaia hanno fatto causa: l'amministrazione, insomma, impone limitazioni anche per evitare ulteriori esborsi di denaro pubblico. Il tema è caldo. Oggi il Tar si esprimerà proprio sulla movida in piazza San Domenico, zona oggetto di un’ordinanza sindacale pochi giorni fa, (fino al 24 agosto, tra San Domenico e dintorni si chiuderanno i bar all’una. Alle 2 il venerdì e il sabato. Stop all'asporto alle 22.30).

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I bar del centro sono in fermento. A rappresentarli è l’avvocato Roberta Valmassoni: «Ci sarà un tavolo di confronto tra i residenti e le associazioni di categoria, durante queste due settimane di rinvio della discussione - dice - verranno ascoltati esercenti e residenti. L’obiettivo è trovare linee di indirizzo da fornire al sindaco quando ci sarà l’esigenza di emettere un provvedimento. Siamo fiduciosi di trovare un punto di equilibrio. Ci teniamo che la delibera possa essere estesa a tutta la città. Sugli orari, la nostra proposta è fermare l’asporto a mezzanotte e fissare la chiusura anticipata all’una nel corso della settimana e alle 2 nei weekend. Se le limitazioni saranno troppo restrittive rispetto alle norme nazionali saremo pronti al ricorso».

Intanto, domani alle 15 in piazza San Domenico i gestori dei locali della zona si riuniranno per una manifestazione in cui è annunciata, tra l’altro, la presenza della vicepresidente del consiglio comunale Flavia Sorrentino. L’incontro è promosso da Gabriele Casillo, che sta lavorando alla creazione di una nuova associazione di categoria, “Vivere in mezzo agli altri”: idea nata «contro l’ordinanza sugli orari».

I residenti

A vincere le azioni legali portate avanti dai residenti è stato l’avvocato e consigliere comunale Gennaro Esposito, che sottolinea: «Serve un modo organico di procedere, ma si continua a rinviare il problema. La politica non vuole prendere decisioni e lascia il compito alla magistratura. Non è escluso che dopo Chiaia, anche i residenti dei Quartieri Spagnoli possano intentare un procedimento legale. Alle riunioni in commissione, il Comitato Vivibilità Cittadina sarà presente, anche se non con me in persona.

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Sono sorpreso del rinvio della discussione, dopo il nulla di fatto in autunno. Se ci inviteranno, il Comitato fornirà un elenco dei luoghi in cui occorrono restrizioni: una mappa delle aree in cui i decibel consentiti vengono sistematicamente sforati sul territorio comunale». «Ci auguriamo di essere coinvolti nelle riunioni – aggiunge Caterina Rodinò del Comitato Chiaia Viva e Vivibile – Siamo pronti a partecipare. Il nostro parere conta, come sottolineano i giudici».

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