Boscoreale e Boscotrecase, case a luci rosse sotto il Vesuvio: «Da 400 a 600 euro a prostituta»
Il Mattino

Boscoreale e Boscotrecase, case a luci rosse sotto il Vesuvio: «Da 400 a 600 euro a prostituta»

Martedì 28 aprile 2026
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Una rendita di seicento euro per ogni prostituta. Diversi appartamenti a disposizione tra Torre Annunziata, Boscoreale e Boscotrecase da adibire a casa di appuntamenti. Un «libro...

Una rendita di seicento euro per ogni prostituta. Diversi appartamenti a disposizione tra Torre Annunziata, Boscoreale e Boscotrecase da adibire a casa di appuntamenti. Un «libro mastro» su cui annotare la contabilità di quello che pare essere un autentico sistema di prostituzione radicato in tutto il territorio Vesuviano. È il quadro che emerge dall’operazione eseguita ieri mattina dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza di Torre Annunziata, coordinata dalla Procura oplontina. Un uomo di 59 anni, originario di Torre Annunziata ma residente a Boscoreale, è stato arrestato e posto ai domiciliari con l’accusa di favoreggiamento della prostituzione e gestione di case di prostituzione. Contestualmente, il gip ha disposto il sequestro preventivo di due immobili situati tra Boscoreale e Boscotrecase, ritenuti basi operative dell’attività illecita.

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Le indagini hanno preso avvio da un sequestro d’urgenza eseguito dalla polizia municipale di Torre Annunziata nell’ambito di accertamenti per presunte irregolarità ambientali. In quella circostanza, all’interno di uno degli appartamenti riconducibili all’indagato, furono trovate diverse persone dedite al meretricio, elemento che ha indirizzato gli approfondimenti investigativi verso un contesto più ampio e strutturato.

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Gli sviluppi successivi, coordinati dalla Procura, hanno consentito di delineare un’organizzazione stabile. Secondo quanto ricostruito, il 59enne forniva un supporto logistico alle donne, mettendo a disposizione le case, garantendo la disponibilità di schede telefoniche non intestate e organizzando gli spostamenti, in particolare da e verso gli scali ferroviari campani.

Determinanti sono risultate le dichiarazioni delle persone coinvolte e l’analisi delle conversazioni acquisite nel corso delle indagini. Durante le perquisizioni, inoltre, è stata trovata un’agendina contenente una contabilità dettagliata degli introiti, ritenuta dagli inquirenti una prova significativa della gestione sistematica dell’attività. Un giro d’affari tutt’altro che marginale: secondo gli accertamenti, l’indagato percepiva tra i 400 e i 600 euro a settimana per ciascuna prostituta, confermando la natura organizzata e continuativa del sistema.

Nel corso dell’interrogatorio preventivo, l’uomo ha reso parziali ammissioni rispetto alle contestazioni mosse nei suoi confronti. Restano in corso accertamenti tecnici sui telefoni cellulari sequestrati anche alla moglie, per verificare eventuali ulteriori elementi utili alle indagini.

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