Bagnoli, via i detriti. ?Sigilli? alla colmata: nasce una terrazza per l'America's Cup
Il Mattino

Bagnoli, via i detriti. ?Sigilli? alla colmata: nasce una terrazza per l'America's Cup

Mercoledì 29 aprile 2026
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Il 31 dicembre del 2025 quella piattaforma in mezzo al golfo di Bagnoli chiamata ?colmata a mare? era identica a se stessa e dimostrava tutti i suoi 63 anni di vita, la costruzione...

Il 31 dicembre del 2025 quella piattaforma in mezzo al golfo di Bagnoli chiamata “colmata a mare” era identica a se stessa e dimostrava tutti i suoi 63 anni di vita, la costruzione è iniziata nel 1963. Oggi 29 aprile del 2026 non esiste più, è un’altra cosa, è stata trasformata in una terrazza a mare. Cuore pulsante di tute le bonifiche e base operativa dei team della Coppa America di vela. Non più colmata perché bonificata con la tecnica del “capping”, tappetini isolanti capaci di contenere anche eventuali fuoriuscite di materiale di risulta dell’ex fabbrica del ferro. Sono state già installate le piattaforme dove si appoggeranno gli hangar per la manutenzione delle formula uno del mare.

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Ed è sorprendente affacciarsi dal Pontile nord di Bagnoli - una lingua d’asfalto che si insinua per 800 metri nel golfo di Bagnoli - e da quella prospettiva constatare che un luogo per 40 anni chiuso al pubblico in pochi mesi è tornato alla vita. E tra non molto - già questa estate quando arriveranno i team dell’America’s cup - di napoletani e turisti. E proprio laterale al Pontile nord sta nascendo la base dei detentori del trofeo velico più prestigioso al mondo: il Team New Zealand. La sostanza è che da questa estate chi si affaccia dal Pontile avrà occhi e naso dentro l’officina dei campioni. La terrazza a mare più grande della città è il pezzo pregiato della riconversione della ex fabbrica del ferro.

In meno di 100 giorni è stato realizzato quello che non è stato fatto dal 1990 anno in cui è stato spento l’ultimo altoforno dell’Italsider. I lavori sono partiti l’8 gennaio e oggi sono prossimi alla chiusura. Davide Pelenghi, manager della Greenthesis - azienda in consorzio con altre imprese - che sta facendo i lavori va diritto al punto della questione, cioè la restituzione ai napoletani di un pezzo della loro città: «La colmata - racconta Pelenghi - è stata messa in sicurezza mediante capping cioè la stesura di teli per impedire che materiali contaminanti possa impattare sui visitatori. E qui ce ne aspettiamo la media di 30mila al giorno almeno questo è accaduto, secondo le statistiche delle edizioni precedenti, svoltesi in altre città». Prima di approfondire lo stato dell’arte della bonifica complessiva del “Sito di interesse nazionale Bagnoli-Coroglio”, vale la pena di fare il punto sui lavori per l’America’s Cup che hanno anticipato i cantieri delle bonifiche a mare di almeno un paio di anni. Oltre alle piattaforme per gli hangar è ben visibile la scogliera a protezione dei cantieri sulla colmata e delle barche. «Come si metteranno le barche a mare? Ci sono gli hangar dove poi le barche devono essere riposizionate - spiega il manager - qui sul fronte mare saranno posizionate delle gru alte 50 metri che caleranno le barche in mare e poi le riporteranno dentro gli hangar». Il Pontile nord è strategico per il futuro di Bagnoli perché da li poi si accederà al “villaggio della Coppa America” e in generale a competizione finita sarà una delle porte di accesso della nuova Bagnoli. «Faremo una rampa di collegamento - conclude Pelenghi - che dal pontile porterà o visitatori dentro al sito. Alla fine della rampa ci saranno delle navette che porteranno le persone all’Auditorium perché da li è previsto l’accesso all’area della Coppa America».

Manfredi: «I team della Coppa America stanno arrivando a Napoli»

Sulla terrazza a mare con vista coppa America e golfo i lavori procedono a velocità sconosciute dalla nostre parti e i cantieri della Greenthesis volano. Del resto gli equipaggi da giugno già saranno a Bagnoli. Il sindaco e commissario per le bonifiche Gaetano Manfredi alla fine della cabina di regia del 14 aprile ha svelato il cronoprogramma: «Sono concluse le attività di accantieramento - dice Manfredi - e le principali lavorazioni preliminari; completato, su circa la metà della colmata, il capping ambientale con i relativi riempimenti per il livellamento dei piazzali; in corso la posa delle reti di sottoservizi; in avvio le attività per le fondazioni delle gru. È programmato, l’avvio delle platee destinate agli hangar dei team. Il completamento delle opere a terra destinate alle basi operative dei team è previsto in modo progressivo a partire dal mese di luglio 2026, con priorità per l’area destinata al team New Zealand e per altre due basi, e con completamento dell’insieme delle basi entro il mese di ottobre 2026. Per le opere a mare, procede la realizzazione delle scogliere». Giova ricordare che quando la Coppa America saluterà Napoli la terrazza a mare sarà attrezzata come spiaggia pubblica con accesso diretto al mare.

Un cantiere di 250 ettari in movimento con altrettanti operai: bonifica a terra, bonifica a mare, vasche per pulire i terreni contaminati per riutilizzarli in loco. Escavatori, gru, e caschi gialli ovunque. Bagnoli oggi questa è: una fabbrica a cielo aperto dove non si vomitano più i veleni dell’ex acciaieria. “Restart Bagnoli” si articola su 3 linee di intervento come descritto nel “Programma di Risanamento Ambientale e di Rigenerazione Urbana”. Il soggetto attuatore è Invitalia, l’agenzia di sviluppo dello Stato. Che su Napoli e Bagnoli ha puntato scaricando un miliardo e 250 milioni, frutto dell’intesa tra la Premier Giorgia Meloni e Manfredi rompendo l’infinito immobilismo che ha caratterizzato la storia negli ultimi 40 anni. Il Piano prevede - tra e altre cose - la bonifica e il risanamento ambientale delle aree a terra e dell’area marina. Il risanamento dei suoli e del mare è previsto entro il 2031.

Tutti i cantieri sono aperti e attivi. Per il risanamento dei suoli si intendono le bonifiche da amianto, del Parco dello sport, delle aree fondiarie e del Parco Urbano che sono in corso. Il primo step, è già storia. Si tratta della bonifica dell’area ex Eternit che è stata già completata nel 2023. «L’intervento di bonifica integrale da amianto - si legge nel report sul sito di Invitalia - è stato effettuato con lo smaltimento di circa 70.000 tonnellate di materiale contenente amianto, per un valore complessivo di circa 23,8 milioni di euro. Con incapsulamento e rimozione dei sottoservizi in cemento-amianto rinvenuti all’interno dell’area». È in corso, invece, la bonifica del Parco dello Sport. Struttura abbandonata da 15 anni. Il Parco è oggetto – al momento - di una “bonifica integrativa” che dovrebbe durare intorno ai 200 giorni. L’obiettivo è di aprire alla città il Parco nel 2027, l’anno anche della Coppa America. Tutti gli impianti saranno rifunzionalizzati perché sono stati costruiti non a normativa Coni. Vale a dire impianti buoni per allenarsi ma non funzionali per l’attività agonistica. La gestione del Parco dello Sport sarà affidata alle Fiamme oro, c’è un patto con il Commissario di governo per Bagnoli che si trasformerà entro l’anno, questo hanno dichiarato le parti, in un protocollo di intesa.

Le Fiamme oro, cioè al Dipartimento di Pubblica sicurezza, hanno dato la loro disponibilità. E iniziano a venire fuori le prime tracce anche degli investimenti che sono pronti a fare le stesse Fiamme oro, cioè una prima tranche di 6 milioni. Cantieri aperti anche per il Parco urbano circa 120 ettari: «Il Parco - si legge nella relazione di Manfredi - è suddiviso in tre ambiti funzionali: il parco naturale, che si sviluppa verso Posillipo; il parco produttivo, destinato a coltivazioni di vite e agrumi; e il parco urbano, che costituisce la cerniera con il nuovo quartiere residenziale e i relativi servizi. In coerenza con l’impostazione per lotti degli interventi di bonifica, la realizzazione del parco avverrà progressivamente, man mano che le diverse aree verranno risanate e rese disponibili per gli usi previsti». E veniamo alle aree Fondiarie. Quella dove insisteranno gli investimenti dei privati. «I nuovi usi privati - si legge sul sito di Invitalia - si sviluppano ai margini del Parco urbano, soprattutto in prossimità dei quartieri esistenti. Accanto alla funzione residenziale, molto limitata in termini di volumetria, il Piano urbanistico individua una sola altra categoria all’interno della quale ricadono tutti gli usi che non siano abitativi. Le nuove aree fondiarie occupano una superficie di circa 40 ettari, all’interno della quale sono previsti quasi 800mila metri cubi di nuovi volumi messi a disposizione per il mercato, nel rispetto delle linee progettuali definite».

Complessivamente nel sito si movimenterà un milione di tonnellate di materiale che resterà tutto nell’area di Bagnoli. «Nell’area di cantiere - spiegano da Greenthesis - sono in via di realizzazione due impianti di desorbimento termico, con una capacità cumulativa di circa 50 tonnellate l’ora, e un impianto di “soil washing”, con capacità produttiva di 100 tonnellate l’ora. A questo si aggiungerà una zona dedicata alla fitorimediazione, cioè alla rimozione degli inquinanti dal terreno attraverso l’uso di piante».

L’area a mare di Bagnoli si estende dal porto di Pozzuoli fino all’isola della Gaiola, per circa 14,75 chilometri quadrati. Dal 2006, a seguito di una valutazione del rischio eseguita dall’Istituto Superiore di Sanità, il Comune di Napoli emise un’ordinanza che prevede che l’area marino-costiera «possa essere riammessa alla balneazione solo dopo il completamento della bonifica dei sedimenti marini. Per ripristinare la balneabilità il progetto di risanamento prevede interventi di rimozione dei sedimenti contaminati, di capping e di confinamento dei sedimenti per impedire la ricontaminazione dei fondali». Il progetto di risanamento marino prevede, inoltre, «la rimozione parziale della colmata a mare - questo è scritto nel rapporto di Invitalia - che, rispetto a quella totale inizialmente prevista, consente di ridurre i tempi di attuazione, minimizzare gli effetti negativi legati ai flussi di traffico per il trasporto di rifiuti e materiali di approvvigionamento, diminuire gli impatti negativi relativi alla qualità dell’aria e al rumore in fase di cantiere».

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