Salerno, molo Manfredi da record: «Primi nel Mezzogiorno»
Il Mattino

Salerno, molo Manfredi da record: «Primi nel Mezzogiorno»

Mercoledì 29 aprile 2026
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Nonostante uno scenario geopolitico complesso, le movimentazioni nel porto di Salerno crescono. I numeri forniti da Salerno Container Terminal (Sct) rivelano un incremento, nel 2025, del 16,17% e...

Nonostante uno scenario geopolitico complesso, le movimentazioni nel porto di Salerno crescono. I numeri forniti da Salerno Container Terminal (Sct) rivelano un incremento, nel 2025, del 16,17% e 416mila teus movimentati e, nel primo trimestre 2026, +7,98% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La proiezione è di raggiungere tra i 430mila e i 450mila teus entro dicembre. Si tratta del 14esimo trimestre consecutivo in cui si registra un andamento con il segno più in termini di movimentazione. «In questi anni - viene sottolineato - la crescita del traffico import-export a servizio delle aziende del Centro-Sud Italia verso tutti i mercati di destinazione internazionali è stata supportata dal rafforzamento della struttura operativa e dal proseguimento del piano degli investimenti, pari a 40 milioni di euro».

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Agostino Gallozzi, presidente di Sct e di Gallozzi Group, parla di «triennio molto importante» che si è chiuso nel 2025 per Sct. «Sarebbe riduttivo affermare che questa crescita riguardi solo i volumi movimentati, che comunque rappresenta un aspetto di non poco conto, perché – ragiona - il ruolo del porto è innanzitutto quello di rendere competitive le produzioni manifatturiere territoriali nel mondo. La capacità di uno scalo di assicurare al sistema industriale connessioni mercantili con tutte le aree geografiche e tutti i mercati del pianeta viene misurata con l’indice di connettività», il Liner shipping connectivity index che, «ancora una volta, pone Salerno al primo posto come regional port del Centro e Sud Italia e terzo nel Paese, dopo Genova e La Spezia», evidenzia Gallozzi, rammentando che «Gioia Tauro viene valutato quale porto di transhipment». «L’indice prende in considerazione – prosegue - fattori come il numero di compagnie che scalano un porto, la capacità di trasporto, il numero di servizi diretti e il numero dei mercati connessi con l’economia territoriale. Nel 2025, lo scalo salernitano cresce di 34,54 punti rispetto all’anno precedente, a beneficio innanzitutto della internazionalizzazione competitiva della città di Salerno e delle aziende del Centro-Sud Italia».

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Il piano di investimenti portato a termine nel 2025, con nuove gru, carri ponte e semoventi di piazzale, «ha dato un forte impulso – viene rilevato da Sct - all’ulteriore innalzamento delle produttività del ciclo nave e del ciclo terminal», ma «il potenziamento maggiore, che ha manifestato i suoi effetti positivi proprio nel primo trimestre di quest’anno, riguarda – viene rimarcato - l’incremento e la velocizzazione dei varchi di ingresso e uscita del terminal, con una riduzione pressoché totale delle file e delle attese dei camion, tanto che dagli inizi dell’anno risultano rarissimi i fenomeni di congestione della viabilità interna ed esterna al porto». Quest’anno, intanto, il piano di investimenti prosegue, sia con nuove gru di banchina, sia soprattutto con la realizzazione dei gate automatici per rendere ancora più fluide le operazioni di ingresso e uscita e con la realizzazione di una nuova area retroportuale, così da alleggerire il traffico su gomma. «È mio impegno – assicura Gallozzi - lavorare per garantire una visione aziendale di lungo periodo, ben consapevole della responsabilità e dell’impegno occupazionale assunti con il porto, il maggior datore di lavoro della città di Salerno e anche principale sistema operativo a servizio dello sviluppo economico, sugli scenari internazionali, delle aziende industriali della nostra provincia e non solo». «Sarà in futuro indispensabile – insiste - coniugare la crescita dei traffici marittimi e la crescita occupazionale con la sostenibilità ambientale e urbana dell’infrastruttura. Auspico che a ciò sia orientata ogni prossima ipotesi di variante del piano regolatore portuale, rendendo strategica la individuazione e l’utilizzo di aree retroportuali. «Assume certamente carattere di assoluta priorità il completamento e l’entrata in esercizio delle gallerie di Salerno Porta Ovest, con le quali si potrà finalmente assicurare compatibilità tra traffico portuale e traffico urbano», conclude Gallozzi.

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