Bonus più ricchi nelle regioni del Sud, gli sconti alle imprese della Zes
Il Mattino

Bonus più ricchi nelle regioni del Sud, gli sconti alle imprese della Zes

Mercoledì 29 aprile 2026
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Bonus occupazione più ricchi nelle regioni meridionali. Gli incentivi per le assunzioni di giovani e donne, decisi ieri dal governo con il decreto primo maggio, prevedono un ulteriore...

Bonus occupazione più ricchi nelle regioni meridionali. Gli incentivi per le assunzioni di giovani e donne, decisi ieri dal governo con il decreto primo maggio, prevedono un ulteriore sconto per le imprese che operano nelle aree della Zes Unica. Con una novità rispetto a quelli in scadenza a maggio: per usufruire degli “sconti” contributivi gli imprenditori dovranno rispettare il cosiddetto “salario giusto”: il trattamento economico complessivo percepito dal lavoratore deve essere allineato ai contratti di riferimento stipulati dalle associazioni datoriali e sindacali più rappresentative. In sostanza, chi sottopaga i propri dipendenti non avrà diritto agli incentivi. I bonus riguarderanno le assunzioni effettuate dal primo gennaio al 31 dicembre di quest’anno e costeranno, alle casse dello Stato, circa un miliardo di euro. Le agevolazioni riguardano i giovani disoccupati, le donne e i lavoratori delle imprese con meno di dieci dipendenti localizzate nelle aree della Zes.

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LE MISURE

Partiamo dal bonus donne. L’incentivo è destinato ai datori di lavoro privati che assumono, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, donne di qualsiasi età, ovunque residenti, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi o prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno dodici mesi e che appartengono a una delle categorie di “lavoratore svantaggiato” (età tra 15 e 24 anni, senza diploma, over 50, adulto con persone a carico, minoranza etnica, occupati in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% la disparità media). In questo caso scatta uno sconto sui contributi fino a un massimo di 650 euro al mese (senza alcun effetto sul calcolo delle prestazioni pensionistiche). Una cifra che, per le donne residenti nelle Regioni della Zes Unica per il Mezzogiorno, lievita fino a 800 euro. La spesa prevista è di 26,5 milioni di euro per il 2026, di 63,7 milioni di euro per il 2027 e di 51,3 milioni di euro per il 2028, coperti con il Programma nazionale giovani, donne e lavoro 2021-2027, che ha attualmente una disponibilità complessiva di circa 1,4 miliardi di euro.

Decreto Lavoro, bonus giovani fino a 650 euro e sì al salario giusto: tutte le misure

Sconti in arrivo anche per gli under 35 privi, da almeno 24 mesi, di impiego regolarmente retribuito o da almeno 12 mesi di impiego regolarmente retribuito e appartenenti a una delle categorie di “lavoratore svantaggiato”. Il beneficio è riconosciuto fino a un massimo di due anni e prevede uno sconto sui contributi che non potrà superare la soglia dei 500 euro mensili. Anche in questo caso il decreto prevede un trattamento di favore per le aree della Zes Unica: i datori di lavoro che hanno sede nelle regioni meridionali potranno contare su un bonus mensile fino a 650 euro. Per quanto riguarda gli stanziamenti, sono previsti 109,7 milioni di euro per il 2026, 252,4 milioni di euro per l’anno successivo e 135,4 milioni per il 2028. Come per le donne, è necessario, però, che l’assunzione comporti un incremento occupazionale netto, e che il datore non abbia licenziato nei sei mesi precedenti.

LA STRATEGIA

«Con questo decreto - ha spiegato la ministra del Lavoro, Marina Calderone - vogliamo sostenere la contrattazione di qualità e i rapporti di lavoro stabili». Ma non solo. Il provvedimento guarda con attenzione anche all’area dei cosiddetti “neet”, i giovani che non lavorano e che non sono impegnati in attività formative e che, proprio nel Mezzogiorno, rappresentano la percentuale più alta a livello nazionale. Infine, la misura destinata esclusivamente alle aree del Sud, «per sostenere lo sviluppo occupazionale della Zes unica e contribuire alla riduzione dei divari territoriali». Il bonus scatta solo per i datori privati che occupano fino a 10 dipendenti nel momento dell’assunzione e che assumono personale non dirigenziale con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato «presso una sede o unità produttiva ubicata in una delle regioni Zes». Il bonus, per un periodo massimo di 24 mesi, prevede l’esonero integrale (100%) dei contributi nel limite di 650 euro su base mensile. Il costo dell’intervento si attesta sui 26 milioni di euro per il 2026, 60 milioni di euro per il 2027 e 34 milioni di euro per l’anno 2028. Il decreto, conclude la ministra Calderone, «punta a rafforzare la coesione territoriale, con particolare attenzione al tessuto produttivo nelle aree a maggiore svantaggio occupazionale».

Per il sottosegretario con delega al Sud, Luigi Sbarra, «le misure previste nel decreto si inseriscono in una strategia più ampia di rilancio del Mezzogiorno, finalizzata ad attrarre investimenti, ridurre i divari territoriali e favorire un’occupazione stabile e di qualità, valorizzando il potenziale produttivo e umano delle aree interessate. Con questo provvedimento, il Governo Meloni conferma il proprio impegno a costruire un mercato del lavoro più giusto e moderno, capace di coniugare crescita economica e giustizia sociale, sostenendo al contempo la competitività del Paese».

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