Frode fiscale, 29 indagati: sequestro da 30 milioni
Ogni operaio aveva un palmare dotato di auricolari. Le istruzioni erano puntuali e incalzanti. Indicazioni su operazioni da eseguire, colli da movimentare, aree di destinazione, percorsi e...
Ogni operaio aveva un palmare dotato di auricolari. Le istruzioni erano puntuali e incalzanti. Indicazioni su operazioni da eseguire, colli da movimentare, aree di destinazione, percorsi e modalità di svolgimento delle attività. A tutti gli effetti una catena di montaggio. C’è un “però”: nessuno di quei lavoratori risultava essere dipendente della Pac2000A, principale consorziata del colosso della grande distribuzione Conad, e titolare del polo logistico di Carinaro, i cui cancelli erano stati appena varcati dai militari della guardia di finanza di Napoli. Era il 20 novembre scorso e la perquisizione era maturata sulla scorta di decine di informative che avevano iniziato a inanellarsi già dall’anno precedente. Da quel momento in poi, il faro delle indagini è rimasto ben puntato e quello che è emerso è stato un nuovo fronte dell’irregolarità nella gestione degli appalti nell’ambito della logistica campana.
APPROFONDIMENTI Caserta, trovati due minorenni in autobus in fuga da CatanzaroFrode fiscale e appalti per manodopera illeciti, sequestro da 30 milioni: 29 indagati
La svolta è arrivata ieri mattina, con il primo giro di vite dell’inchiesta, culminato nel sequestro preventivo di beni per oltre 30 milioni di euro. Ventinove, invece, gli indagati. L’inchiesta condotta dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli, diretti dal comandante Paolo Consiglio, e coordinata dal pool della Procura di Napoli Nord composto dal sostituto Mariacristina Bonomo, dall’aggiunto Maria Di Mauro e dal procuratore Domenico Airoma ha abbracciato un arco temporale ampio: dal 2019 al 2025. Quello che ne è venuto fuori è stato un complesso sistema di vasi comunicanti, strutturato in forma piramidale, grazie al quale sono stati accertati un’evasione fiscale di ampia portata e violazioni in materia di gestione della forza lavoro.
Gestivano officina senza autorizzazioni e smaltimento corretto di rifiuti: denunciati
Sarebbero state infatti ben diciotto le cooperative create ad arte per evitare assunzioni e alimentare una maxi-frode da 166 milioni di euro. Nel mirino della guardia di finanza un sistema ritenuto collaudato, grazie al quale veniva evasa l’Iva attraverso fatture per operazioni inesistenti. Al centro dell’indagine, dunque, un articolato sistema di manodopera irregolare. La società committente, la Pac2000A, beneficiaria del meccanismo, avrebbe affidato formalmente i servizi di logistica ai consorzi Logistika e Cl Servizi, radicati nell’area industriale di Aversa. Consorzi che, però, erano privi di una reale organizzazione e di personale sufficiente, operando di fatto quasi esclusivamente per la stessa azienda. Diciotto cooperative sarebbero state usate quindi come serbatoi di forza lavoro. Oltre 400 gli operai, loro malgrado, coinvolti nell'affare: i dipendenti venivano assunti formalmente dalle cooperative, salvo essere poi impiegati stabilmente nello stabilimento di Carinaro, come emerso nella perquisizione del 20 novembre scorso. Logistika e Cl Servizi avrebbero dunque operato come soggetti filtro tra le cooperative e la committente finale, la Pac2000A.
Nel dettaglio, le cooperative emettevano fatture nei confronti dei consorzi per le prestazioni lavorative formalmente rese. I consorzi, a loro volta, rifatturavano le stesse prestazioni alla committente. Dagli atti dell’inchiesta emerge però che «le prestazioni lavorative venivano in concreto eseguite direttamente tramite la manodopera fornita dalle cooperative, senza che tra queste ultime e i consorzi risultassero stipulati formali contratti di subappalto». Gli operai venivano così «impiegati in modo esclusivo e continuativo negli stabilimenti Conad e svolgevano le proprie mansioni sotto il coordinamento operativo della committente».
Un sistema di “schermatura” per evitare l’assunzione diretta. Il gip Maria Carmen Fusco ha così disposto il sequestro preventivo di 15,6 milioni di euro nei confronti della Pac2000A, di 11,3 milioni nei confronti del consorzio Logistika e di 3,2 milioni per il consorzio Cl Servizi. Al centro dell’inchiesta delle fiamme gialle Claudio Alibrandi, legale rappresentante della committente che nel corso delle indagini ha regolarizzato la propria posizione versando oltre 20 milioni di euro, evitando così i sigilli; ma anche Luciano Lisbona, Luigi e Vincenzo Iavarone e Raffaele Caprio, con il primo che ha ricoperto l’incarico di legale rappresentante della Logistika dal 21 gennaio 2019 al 16 aprile 2025 e gli altri ritenuti dagli inquirenti gli «ideatori e attuatori del sistema di frode fiscale». La stessa contestazione è stata poi mossa agli Iavarone e a Caprio in ordine alla gestione della Cl Servizi. L’inchiesta entra intanto nel vivo. Gli investigatori continuano a seguire la pista dei flussi di denaro e delle responsabilità ancora da chiarire.