Napoli, blitz della Polizia locale contro la merce contraffatta. Borrelli: «Nel video la dimostrazione che lo Stato c'è»
Blitz della Polizia locale di Napoli contro il mercato del falso, l'operazione, ripresa dalle telecamere de Il Mattino e pubblicata oggi su tutti i social e sul sito del quotidiano, è...
Blitz della Polizia locale di Napoli contro il mercato del falso, l'operazione, ripresa dalle telecamere de Il Mattino e pubblicata oggi su tutti i social e sul sito del quotidiano, è stata così commentata dal deputato Francesco Emilio Borrelli.
«Esprimo la mia totale gratitudine alle donne e agli uomini della Polizia Locale di Napoli, al comandante Esposito, al maggiore Salomone e al tenente Zullo per la dedizione e l'efficacia dimostrate in questo blitz. Trovare un deposito così fornito nel cuore di una zona storicamente complessa dimostra che lo Stato c'è e non abbassa la guardia di fronte a un'economia illegale che, come ricordano le associazioni di categoria, produce un indotto criminale di centinaia di milioni di euro, devastando le imprese sane e la collettività. Tuttavia, dobbiamo essere estremamente lucidi: la risposta repressiva, per quanto fondamentale e da intensificare, da sola non può bastare perché il mercato del falso ha una capacità di rigenerarsi impressionante», spiega il deputata.
Continua poi la nota: «Se vogliamo vincere questa battaglia dobbiamo passare a un livello superiore, affrontando il problema con una strategia economica, sociale e urbana che superi la logica degli interventi isolati e diventi un presidio costante e asfissiante del territorio. Bisogna colpire duramente la logica criminale e la filiera alta del contrabbando, d'intesa con la magistratura e la Guardia di Finanza, individuando i laboratori clandestini e blindando i canali di trasporto e i porti con controlli doganali e scanner avanzati per bloccare i container prima che la merce arrivi nelle strade. Al tempo stesso, è indispensabile aggredire le cause sociali: in troppi quartieri la contraffazione è considerata una forma di sussistenza e per questo servono percorsi reali di inserimento lavorativo, incentivi per le microimprese sane e una profonda riqualificazione urbana, fatta di illuminazione, videosorveglianza e presidi culturali che sottraggano spazio fisico al degrado», afferma Borrelli.
Conclude: «Infine, serve una rivoluzione culturale per scardinare quella inaccettabile normalizzazione che per decenni ha fatto percepire il falso come un'innocua attrazione del paesaggio urbano o un affare accessibile, ignorando che dietro ogni pezzo ci sono materiali tossici per la salute, sfruttamento del lavoro nero e un enorme finanziamento alla criminalità organizzata. Dobbiamo responsabilizzare i consumatori, specialmente i più giovani, anche attraverso l'uso di tecnologie digitali e blockchain per la tracciabilità dei prodotti originali, trasformando la tolleranza in consapevolezza collettiva. Napoli non può più essere la capitale del falso e noi non faremo un singolo passo indietro finché l'intera filiera illegale non sarà definitivamente smantellata».