Napoli, chi sarà il prossimo allenatore: Sarri le ore della verità, De Laurentiis va su Allegri
Il Mattino

Napoli, chi sarà il prossimo allenatore: Sarri le ore della verità, De Laurentiis va su Allegri

Mercoledì 20 maggio 2026
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Maurizio Sarri darà una risposta al Napoli in queste ore, tra oggi e domani: dopo aver parlato con la moglie Marina e con lo staff tecnico, che oggi rivede a Formello. Ma tentenna. Non...

Maurizio Sarri darà una risposta al Napoli in queste ore, tra oggi e domani: dopo aver parlato con la moglie Marina e con lo staff tecnico, che oggi rivede a Formello. Ma tentenna. Non poco. Perché c’è l’Atalanta del ds Giuntoli che ha formalizzato una proposta e perché è sorpreso dal fatto che non ci sia stato ancora un contatto diretto con De Laurentiis, nonostante la sua abitazione romana e la sede della Filmauro a Piazza Venezia, siano distanti appena 20 minuti d’auto. Sono dettagli che lo lasciano sulla graticola. Insomma, ancora un poco e Sarri farà sapere la sua decisione. Ma intanto non sembra essere più una corsa tutto da solo del tecnico di Figline per il dopo-Conte. Perché De Laurentiis è andato alla carica, in queste ore, prepotentemente, di Massimiliano Allegri, uno dei suoi più cari pupilli. Operazione che non è semplice e che parte da un presupposto: la separazione a fine stagione tra Max e il Milan. Probabile ma non scontata. Perché Allegri è sotto-contratto e il suo destino dipende anche dalle scelte societarie dei rossoneri. E per prima cosa c’è l’apertura totale di Allegri. C’è un vecchio cordone che lega il presidente del Napoli e l’allenatore livornese e in queste ore, capito che non c’è nulla da fare per convincere Conte a restare (e forse, neppure tutta questa voglia di convincerlo), il Napoli ha iniziato a pieno ritmo le proprie consultazioni.

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E ieri mattina, Giovanni Manna ha preso atto che tra il Napoli e Maurizio Sarri è spuntato fastidiosamente Cristiano Giuntoli. Il ds in pectore dell’Atalanta ha chiamato l’ormai ex tecnico della Lazio (l’addio è solo una formalità) e ha presentato l’offerta dei bergamaschi che, nella sostanza, è assai simile a quella del club azzurro. Ma anche il ds azzurro ha ripreso a ritmo forsennato le trattative: come anticipato, le call si sono susseguite per tutta la giornata e, sulla carta, non ci sono nodi economici. L’intesa è per uno stipendio da 2,5 milioni di euro, più i premi. E anche per la durata, Sarri non ha problemi ad accettare l’opzione che De Laurentiis preferisce. Ovvero un biennale. Ma per Sarri il pressing improvviso dell’Atalanta (che già l’anno scorso era stata vicina al suo ingaggio) è motivo che lo fa riflettere: perché Sarri, nonostante i chiarimenti avuti con De Laurentiis ricorda i momenti di tensione vissuti in quei tre travolgenti stagione in azzurro. Soprattutto alla luce dell’anno ad alta tensione con Lotito. Ma c’è il richiamo del cuore e di quel pubblico del Maradona che lo ha eletto Comandante. E poi c’è la Champions. Sia chiaro: a prescindere, è sempre di De Laurentiis l’ultima parole. Ma Giuntoli e l’Atalanta sono una vera e propria tentazione: Sarri deve decidere alla svelta. E lo farà. Napoli o Atalanta: entro poco darà una risposta. Perché De Laurentiis non vuole perdere troppo tempo per iniziare il suo nuovo ciclo. E come noto, la pazienza del patron non è infinita: dovesse capire che Sarri ha qualche dubbio o dovesse questa pausa di riflessione andare oltre l’inizio della prossima settimana (considerando che il corteggiamento è iniziato già da dopo la partita vinta dalla Lazio al Maradona) ecco che il piano B prenderebbe il sopravvento.

L’ALTERNATIVA

Ecco, magari il piano B ha già preso il sopravvento. Ma deve rimanere ancora in ombra perché mister X ha ancora un obiettivo da centrare, ovvero la conquista della Champions. Mister X è per l’appunto Massimiliano Allegri che tutto è tranne che un piano B. Anche lui, come Sarri, sa cosa significa raccogliere l’eredità di Conte: lo fece alla Juventus, subito dopo l’addio e il famoso «non si entra con 10 euro in un ristorante da 100 euro». Solo che Allegri l’anno dopo vinse lo scudetto e arrivò anche in finale di Champions League. Allegri è in realtà è una prima scelta, ma una continuazione della teoria che «l’unica cosa che conta è vincere» che sembrava volesse essere accantonata dal nuovo corso di De Laurentiis. Lo stipendio di Max è più alto di quello di Maurizio: al Milan guadagnava circa 9 milioni lordi a stagione. Serve un progetto e mettere in competizione Allegri e Sarri significa che al Napoli non si è ancora deciso se dare continuità al lavoro fatto da Conte oppure girare pagina e tentare il ritorno al “giochista”. Sarri non intende tenere in bilico nessuno. Lui per primo. Non ne ha voglia. E intanto, all’orizzonte c’è anche Vincenzo Italiano, l’eterno candidato alla panchina del Napoli che sta per lasciare il Bologna e che da sempre viene considerato dal patron azzurro come uno dei papabili. Per completezza, meglio inserire nella rosa due outsiders: Pioli e Palladino.

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