Garlasco, il padre di Andrea Sempio al Tg1: «Mio figlio è innocente, non ha ucciso Chiara Poggi. È stata una vigliaccata»
«Andrea è innocente, mio figlio non ha ucciso Chiara Poggi. E noi siamo forti su questo. È stata una vigliaccata». Parla al Tg1 delle 13.30 il padre di Andrea Sempio che...
«Andrea è innocente, mio figlio non ha ucciso Chiara Poggi. E noi siamo forti su questo. È stata una vigliaccata». Parla al Tg1 delle 13.30 il padre di Andrea Sempio che urla l’innocenza del figlio.
Le mosse della difesa
Intanto sono attese a breve, già per domani, le prime consulenze effettuate dalla difesa di Andrea Sempio, accusato dell'omicidio di Chiara Poggi nell'inchiesta che la Procura di Pavia ha chiuso lo scorso 7 maggio. Come hanno riferito i legali del 38enne, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, le relazioni degli accertamenti di parte verranno depositate entro i termini di 20 giorni dalla notifica dell'avviso di conclusione dell'indagine come prevede il codice. Le relazioni saranno corredate da una memoria dei difensori, i quali, solo dopo aver letto gli esiti degli approfondimenti da loro chiesti per smontare il capo di imputazione, decideranno se, eventualmente, fare istanza di interrogatorio: il loro assistito da sempre si dichiara estraneo.
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Le consulenze, come ha elencato la scorsa settimana l'avvocato Cataliotti, oltre a quella personologica, sono «una medico-legale, sulle cause e i tempi del decesso, una antropometrica, per verificare se le impronte possono collimare con le dimensioni del piede di Andrea».
Un'altra punterà a «ripulire i poco comprensibili audio delle intercettazioni» ambientali, e poi ci saranno «una replica alla Bpa», ovvero l'analisi delle tracce ematiche sulla scena del crimine per ricostruire la dinamica del delitto e «un supplemento di esame dattiloscopico sulla impronta 33», trovata sulla parete delle scale in fondo alle quali è stato scoperto in corpo senza vita di Chiara. Per i pm pare sia stata lasciata dalla «mano bagnata» di Sempio mentre si appoggiava al muro, per la difesa non è sua e va incrociata «con l'impronta 45», riferibile a una piccola macchia di sangue vicina. Sul fronte processo di Alberto Stasi, l'allora fidanzato di Chiara condannato in via definitiva a 16 anni di carcere, per l'eventuale istanza di revisione sollecitata dai pm pavesi alla Procura Generale di Milano, come è stato ripetuto dalla pg Francesca Nanni, «ci vorrà del tempo» prima si decidere se interpellare La Corte d'Appello di Brescia: il caso è «delicato», la carte vanno sudiate e valutate.