Terremoto ai Campi Flegrei, il racconto dei residenti: «Scossa forte e intensa, ricordava quella dell?80»
Uno scossone assordante, poi il sussulto prolungato. È la terra che torna a tremare, portando la paura tra i residenti, con una scossa definita da tutti «nitida, intensa,...
Uno scossone assordante, poi il sussulto prolungato. È la terra che torna a tremare, portando la paura tra i residenti, con una scossa definita da tutti «nitida, intensa, lunghissima», superiore a quella di esattamente due anni fa e, per qualcuno, persino più violenta di quelle del periodo nero del 1980. Il bilancio fortunatamente non registra feriti, ma la ferita psicologica e i danni alle strutture pesano come macigni, come racconta Ivana Zaino: «Purtroppo, il fenomeno sismico, qui ai Campi Flegrei, sembra non arrestarsi.
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Dopo periodi di “stasi” in cui sembra esserci una parvenza di normalità e tranquillità, queste scosse di entità più elevata fanno sempre ritornare un senso di sconcerto. A quelle di entità più lieve mi sono praticamente abituata, ma da mamma, ovviamente, la preoccupazione è per mio figlio. In questi momenti mi chiedo: “Chissà se è la scelta giusta restare”». È il dilemma di tanti genitori della zona, che dopo la paura devono fare i conti anche con i disagi delle scuole chiuse per i necessari controlli.
I timori
«Mi chiedo, quante altre volte ancora la terra dovrà tremare (e noi con lei) per far capire seriamente a questo Governo, attraverso l’Amministrazione che dovrebbe esserne portavoce, che il problema esiste e conviverci bloccando tutto non è più una soluzione?», si chiede Claudia Tufano, residente a Pozzuoli: «Se c’è necessità ogni volta di controlli strutturali agli edifici e non sono state previste unità specifiche per controlli veloci tali da permettere le normali attività, forse vuol dire che in qualcosa si sta fallendo. Mi chiedo e chiedo, a questo punto a chi di dovere, se prevedere, causa lavori, un unico accesso al tunnel Tranvai (quello sotto al Rione Terra) non sia stata una follia. Occorre preparazione per farsi realmente portavoce all’interno delle istituzioni nazionali e far sì che il bradisismo dei Campi Flegrei sia più di “un allarmismo ingiustificato”, come lo ha definito qualcuno».
Al porto di Baia, l’epicentro visivo del danno si manifesta subito all’ingresso del comune: il pilastro dell’arco sul Belvedere è crollato. Luigi Carannante, titolare di un chiosco di cozze, racconta: «Stavamo sulla banchina, in barca, pronti per andare a lavorare. L’abbiamo sentita nitida e intensa e il futuro fa paura. Noi siamo quasi abituati a convivere con questo problema, ma chi viene da fuori ci pensa due volte prima di venire qui. Il turismo ne risentirà». Poco distante, Gennaro Carannante racconta lo spavento tra le mura domestiche: «Ero in cucina, vicino alla tavola. Ha tremato tutto. Mia moglie è rimasta sul letto, ha avuto il panico. Io ho vissuto il terremoto dell’Ottanta a Napoli e questa mi è sembrata più forte». Poi l’attacco alle istituzioni: «Il Comune? Diciamo che servirebbero scelte serie, come le vie di fuga». Per chi dormiva, la sveglia è stata traumatica. Gennaro Di Meo è stato buttato giù dal letto: «Dormivo. Mi sono svegliato di soprassalto perché mi sono caduti alcuni oggetti dalla libreria dritti in faccia. Ormai siamo abbastanza abituati, ma fa sempre un’emozione particolare, ti tiene col fiato sospeso».
La spiaggia
Sulla spiaggia grande di Bacoli la scossa si è sentita in tutta la sua potenza: «Stavo tra il sonno e la veglia, l’ho sentita subito. Noi siamo proprio sul mare, praticamente sotto casa nostra c’era l’epicentro. Abito a Bacoli da sempre e questa è stata la più forte di tutte, anche di quella di due anni fa e dell’Ottanta», racconta la signora Anna Coppola. In casa sua, i danni ci sono: «Ha fatto più di una lesione nelle stanze. Speriamo in Dio che finisca qua». Salvatore Capuano descrive una situazione di massima tensione: «Ero in camera, mi sono spaventato. Non ci si abitua mai davvero. Questa è stata la scossa più forte e la mia casa ha avuto tantissimi danni. Stiamo aspettando il tecnico del Comune per la revisione.
Campi Flegrei, la scossa ripresa in diretta dalle telecamere sulla solfatara
Devo dire che i tempi che ci hanno dato sono celeri, mezza giornata. Se la casa è agibile restiamo, altrimenti la lasciamo e andiamo via. Che dobbiamo fare?». Sul fronte economico, il giudizio è netto: «Questa cosa influisce tantissimo su turismo e commercio. Chi viene da fuori non vive la nostra realtà, e se la vive in questo momento, la vive male». La paura non blocca solo il turismo, ma spezza anche i sogni di chi vorrebbe tornare. È lo sfogo amaro di Sara Maddaluno, puteolana d’origine, ma residente a Fuorigrotta, dove la scossa si è sentita eccome e che esprime l’impotenza di un’intera generazione: «Vorrei tanto ritornare a vivere a Pozzuoli, comprare una casa con giardino, ma ho paura».