Napoli, prossimo allenatore: tra Italiano e Mancini
Il Mattino

Napoli, prossimo allenatore: tra Italiano e Mancini

Domenica 24 maggio 2026
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Dietro il gelo calato nella suggestiva e romantica trattativa per il ritorno di Maurizio Sarri a Napoli, c'è il lungo e insopportabile silenzio del tecnico di Figline. Da un certo...

Dietro il gelo calato nella suggestiva e romantica trattativa per il ritorno di Maurizio Sarri a Napoli, c'è il lungo e insopportabile silenzio del tecnico di Figline. Da un certo momento in poi, ha smesso di rispondere alle sollecitazioni del ds azzurro Manna. E questo per il Napoli ha avuto un significato preciso che ha favorito l'assalto dell'Atalanta, ormai vicinissima all'allenatore della Lazio. La verità e che Sarri non ha detto di no al club azzurro ma che è in un angolo: Lotito, infatti, è imbufalito, ha mal digerito un corteggiamento al suo allenatore sotto contratto per altri due anni e inizia a lasciar trapelare che chi lo vuole deve pagare un indennizzo. Dunque, prima di tagliare del tutto fuori dal casting il 67enne, meglio attendere che riesca a trovare una soluzione per l'addio alla Lazio (lavorerà il manager Alessandro Pellegrini alla risoluzione). Cosa che potrebbe avvenire tra oggi e i prossimi giorni. Poi, ovvio, c'è adesso l'Atalanta: Giuntoli ha iniziato un pressing quotidiano e la cosa sta per premiarlo perché la convinzione con cui sta corteggiando Sarri, sta per portare al "closing". In ogni caso, guai a considerare fuori gioco Maurizio Sarri. Ma al momento, serve una vera e propria giravolta per allontanarlo dall'Atalanta.

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LA SCELTA

Roberto Mancini è un vecchio pallino, intrigante: qualche telefonata tra i due entourage c'è stata proprio in queste ore. Ed è una trattativa che può infiammarsi, anche se Mancio è in corsa anche come ct. A inizio della settimana Giovanni Branchini, lo storico manager di Allegri, ha più volte provato a blindarsi in caso di rottura improvvisa con il Milan: ma le scelte di Cardinale, con l'addio a Furlani e il ridimensionamento del ruolo di Ibrahimovic, lasciano intendere che il futuro di Max sarà ancora in rossonero. Ma pure De Laurentiis non sembra proprio considerare Max il primo della sua lista. Dunque, ecco che tutto porta a Vincenzo Italiano: il suo agente, Diego Nappi, vive un altro maggio di contatti con De Laurentiis. È la quarta volta che il suo nome è tra i candidati. La prima dopo l'addio di Gattuso (venne Spalletti). Poi dopo l'addio di Spalletti (venne Garcia), quello di Calzona (venne Conte). Insomma, Italiano è una fissa di De Laurentiis, da quando il suo Spezia riuscì a sbancare il Maradona.

Lo ha sempre seguito. E in effetti, sono tante le cose che potrebbero spingere il patron a scegliere lui: guadagna circa 3 milioni l'anno, ha uno staff numeroso (una decina di collaboratori) ma non particolarmente costoso. E poi ha quel "gioco verticale" che attrae De Laurentiis: senza dimenticare le plusvalenze realizzate dal Bologna con la cura Italiano. Dunque, Nappi aspetta un incontro con Manna, cosa che potrebbe accadere anche prima dell'incontro programmato tra il vertice del Bologna e il tecnico rossoblù. Che ieri, al termine del 3-3 con l'Inter, è rimasto assai abbottonato: «Come lo scorso anno mi incontrerò con la società, senza le coppe dovremo fare qualcosa di diverso e capiremo cosa si dovrà andare a fare. Insieme a questa gente si è vissuto qualcosa di indelebile che qualche sconfitta non può cancellare, abbiamo fatto un percorso insieme. Sono stati due anni stupendi in giro per Europa, con una Coppa Italia in sede a brillare. Bisogna programmare perbene, la gente vuole continuare a vedere un grande Bologna». In ogni caso, con il campionato appena finito, ora tutti possono uscire allo scoperto. Nella rosa dei nomi, e della possibilità, meglio non tenere in disparte quello di Raffaele Palladino: è vero che con l'Atalanta non ha particolarmente brillato, ma è uno dei giovani promettenti del nostro campionato.

E anche Fabio Grosso, ora al Sassuolo, è un'opzione. Da tenere sott'occhio. Ora l'ultima vera scommessa di De Laurentiis è stata, nel 2015, l'ingaggio di Sarri dall'Empoli: anche quella volta il presidente restò incantato da una partita, quella in cui il Napoli di Benitez venne travolto dal gioco sarriano. E ora? Dopo Conte non è semplice. Ma in realtà non lo era neppure il dopo Spalletti. Garcia venne esonerato malamente e ingiustamente da quarto in classifica e con la qualificazione in Champions agli ottavi già conquistata. Ed è stato l'inizio di una stagione da incubo. De Laurentiis per questo è prudente ed è assai riflessivo. Non vuole sbagliare e non vuole arrivare per ultimo a scegliere l'allenatore. In questo Conte lo ha agevolato, facendo sapere che andrà via già a metà maggio.

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