Napoli, Conte annuncia l'addio: «Un mese fa ho chiamato De Laurentiis e gli ho detto che il mio percorso qui è finito»
Il Mattino

Napoli, Conte annuncia l'addio: «Un mese fa ho chiamato De Laurentiis e gli ho detto che il mio percorso qui è finito»

Domenica 24 maggio 2026
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The last dance, oserebbe dire qualcuno. Antonio Conte non è stato per il Napoli quello che Michael Jordan è stato per i Chicago Bulls, ma uno Scudetto e una Supercoppa in due...

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The last dance, oserebbe dire qualcuno. Antonio Conte non è stato per il Napoli quello che Michael Jordan è stato per i ChicagoBulls, ma uno Scudetto e una Supercoppa in due stagioni, conferenze stampa pungenti, cuore, “cazzimma” e tanto altro hanno portato il mister ad entrare di diritto nella storia azzurra. E non è mai stata una cosa facile per nessuno.

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Mai terzo, neanche questa volta. Conte, che andrà via, lascia in eredità un secondo posto, conquistato dopo la vittoria di questa sera, e una qualificazione in ChampionsLeague, che peserà in positivo sulle casse del club di Aurelio De Laurentiis, che oggi ha spento 77 candeline e che per la prima volta è sceso in conferenza stampa nel corso di questa stagione.

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L'occasione? Il saluto ad Antonio Conte. Un Re Mida, arrivato nel giugno del 2024 e che ha trasformato in metallo prezioso quel Napoli impegnato a leccarsi le ferite dopo il decimo posto della stagione precedente.

Un primo campionato perfetto, poi una seconda annata fatta di infortuni e alti e bassi, portando però a casa il risultato.

Le parole

«Può capitare a tutti di avere un momento di forte delusione, dopo il Bologna il mister probabilmente ha pensato che forse questa piazza aveva preteso troppo e che non poteva fare miracoli. Lo pregai di prendersi qualche giorno di festa. E mi ricordo che un mese fa lui mi ha chiamato e mi ha detto di parlare. Io gli ho detto che se non si sentiva più sereno, e il Napoli non può essere come il Psg o il Real Madrid perchè deve rispettare vari budget. Poi il campionato non è staordinario, con le complicazioni anche della classe arbitrale o di procuratori che vogliono sempre dire la loro», ha detto DeLaurentiis.

«Dopo Bologna ho avvertito delle situazioni che non mi piacevano, e ci vogliono le palle per dire le cose. Non ho mai fatto campionato anonimi e non lo farà mai. Non accompagnerò mai il morto. Ero pronto a farmi da parte. Qualche innesto della campagna acquisti non è entrato in sintonia con il vecchio gruppo e si erano create delle dinamiche difficili. Ho avuto la fortuna di parlare in maniera molto chiara con il gruppo e ci siamo chiariti. Io un mese fa ho chiamato il presidente e gli ho detto che il mio percorso stava per terminare. Io non ho voluto conoscere il progetto, perchè la mia decisione era stata già presa. Perchè ho preso questa decisione? Non sono riuscito a compattare Napoli, se non si porta compatezza nell'ambiente diventa difficile combattere contro le altre. Chi sparge veleni è un fallito che scrivono per avere un like sul post o per fare le trasmissioni. Napoli non ha bisogno di questo, ma di gente seria che ha voglia di volere bene alla squadra. Queste persone dovrebbero allontanarsi perchè sono nocive. Ho capito che non ci sarei mai riuscito. Sono soddisfatto per aver allenato il Napoli e l'ho conosciuta veramente. I tifosi mi hanno capito. Senza infortuni avremmo vinto un altro campionato? Non possiamo dirlo, bisogna avere rispetto del lavoro fatto dall'Inter. Sono stati due anni fantastici. Io sono uno del fare. Nazionale? Quello che dissi fu chiaro. Ancora si deve decidere il presidente federale. La federazione è pronta ad avere un allenatore top? Se la Nazionale vuole togliersi dalle problematiche...».

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