Giustizia, meno arretrati 10mila sentenze in 11 mesi: «Decisivi i fondi del Pnrr»
In meno di un anno sono state notificate diecimila sentenze di condanna ai rispettivi destinatari. Più nello specifico: da luglio 2025 a maggio del 2026 sono state notificate in media 909...
In meno di un anno sono state notificate diecimila sentenze di condanna ai rispettivi destinatari. Più nello specifico: da luglio 2025 a maggio del 2026 sono state notificate in media 909 sentenze al mese, quindi circa 30 al giorno. Parliamo di sentenze che erano rimaste ferme su un tavolo e che sono giunte ai rispettivi indirizzi. Una sorta di sprint, finalizzato a dare concretezza al lavoro svolto in aula, in modo da rendere esecutiva una condanna e dare così soddisfazione alle parti offese, oltre a garantire ai destinatari la possibilità di accedere a misure alternative rispetto agli arresti in carcere o ai domiciliari. Un anno d’oro, quello che sta per trascorrere, alla luce dei dati raccolti dalla corte di appello di Napoli. Un anno che va raccontato, numeri alla mano, a partire sempre e comunque da una premessa: il lavoro svolto non ha certo eliminato d’amblais l’arretrato dei fascicoli nell’imbuto dei piani alti del Palazzo di Giustizia, ma ha consentito di dare una accelerata alla macchina giudiziaria. Uno sprint che punta ad abbattere il fenomeno dei pregiudicati fantasma: migliaia di cittadini che sono stati condannati, ma per i quali non è scattata la macchina della esecuzione.
Il trend
Ma restiamo agli altri dati numerici finora raccolti dalla Corte di Appello di Napoli, in un raffronto tra fascicoli in entrata, fascicoli definiti e quelli che pendono ancora: nel 2024 sono sopravvenuti 9825 fascicoli, sono stati definiti 16918, mentre ne restano pendenti 32.621; nel 2025 sono sopravvenuti 9739, ne sono stati definiti 21.261, con un numero di fascicoli pendenti pari a 21.099. Restiamo ai primi mesi di quest’anno. Anche in questo caso il trend è incoraggiante: dal primo gennaio del 2026 al marzo scorso, sono sopravvenuti 2199, ne sono stati definiti 4161, lasciando il numero di fascicoli pendenti finali a 19.137. Una traiettoria che lascia ben sperare, nel tentativo di ridurre i tempi di definizione dei processi e di accorciare il gap tra l’esercizio dell’azione penale da parte della Procura e la sentenza finale. Ora un focus per i fascicoli che approdano in Corte di assise appello: nel 2024 sono sopravvenuti 83 fascicoli, 107 sono stati definiti, mentre il numero di pendenti finali corrispondeva a 109 fascicoli; nel 2025, sono sopravvenuti 64, nel sono stati definiti 88, ne restano pendenti finali 85; rimanendo ai primi mesi dell’anno in corso, invece, le cose stanno in questo modo: dal primo gennaio del 2026 al 31 di marzo, sempre per quanto riguarda la corte di assise d’appello, i fascicoli sopravvenuti sono 14, mentre i definiti sono 20; il numero di procedimenti pendenti finali si è abbassato a 79.
L’analisi
Anche su altri settori: sul fronte delle misure di prevenzione, dal primo luglio ad oggi sono state definite 20 confische (irrevocabili 13, sopravvenute 8, pendenti finali 13). Spiega il presidente di Corte di Appello Maria Rosaria Covelli a Il Mattino: «I risultati particolarmente positivi conseguiti dalla Corte d’Appello di Napoli nell'abbattimento dell’arretrato penale e nel raggiungimento degli obiettivi previsti dal Pnrr costituiscono motivo di grande soddisfazione. Si tratta di un traguardo importante, frutto di un lavoro corale che testimonia l’elevato senso delle istituzioni, la professionalità e la dedizione di tutte le componenti dell’Ufficio giudiziario. Mi riferisco ai Presidenti di Sezione, ai Magistrati, a tutto il Personale Amministrativo, ai Funzionari Addetti all’ufficio per il processo che, con straordinario impegno e costante spirito di servizio, hanno contribuito in maniera determinante al conseguimento di questi risultati».
I dati
E il presidente Covelli aggiunge: «Questi dati confermano la capacità della Corte d’Appello di Napoli di rispondere con efficacia alle sfide del cambiamento e di offrire una giustizia sempre più efficiente, nel pieno rispetto degli impegni assunti nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza».