Tennis&Friends, Meneschincheri: «Successo a Napoli: screening gratuiti a 15mila persone»
Un lungomare trasformato in un ospedale del sorriso, con famiglie che hanno fatto giocare i bambini nel villaggio dello sport, e aziende pubbliche e private che hanno messo a disposizione le...
Un lungomare trasformato in un ospedale del sorriso, con famiglie che hanno fatto giocare i bambini nel villaggio dello sport, e aziende pubbliche e private che hanno messo a disposizione le proprie professionalità nel nome della prevenzione. Giorgio Meneschincheri 15 anni fa, ideò Tennis & Friends: oggi è un faro per la prevenzione, tra screening gratuiti e un approccio che unisce salute, sport e intrattenimento con testimonial e amici del progetto.
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La tappa di Napoli ha registrato numeri record. Che esperienza è stata?
«Napoli ci ha accolti con un calore straordinario. Ha avuto una capacità rara: far sentire chiunque immediatamente parte della città, fin dal primo momento. Già dal venerdì, con le scuole coinvolte, ho percepito un’energia difficile da descrivere. Entusiasmo sincero. E poi le persone che ci fermavano per ringraziarci. Noi non abbiamo portato soltanto Tennis & Friends come evento sportivo, ma un messaggio: prevenzione, salute, benessere, sport e condivisione. Superare i 15mila screening dopo sette anni di assenza da Napoli dimostra quanto ci sia bisogno di iniziative capaci di unire le persone attorno a valori positivi».
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Napoli può diventare un modello stabile di prevenzione?
«Napoli si conferma una capitale umana oltre che culturale. L’obiettivo è tornare il prossimo anno con un progetto ancora più grande, coinvolgendo la sanità regionale e anche quella privata. Pubblico e privato devono dialogare. Serve una rete tra istituzioni e operatori sanitari per rendere stabile questo modello, come già accaduto a Roma».
Quanto è importante oggi la prevenzione?
«È fondamentale. Soprattutto perché si tratta di un evento gratuito e rivolto alla popolazione. La prevenzione significa salvare vite ma anche risparmiare risorse. Ogni anno in Italia si contano circa 70mila decessi per tumore e il 45% delle patologie oncologiche può essere prevenuto con screening e controlli tempestivi. Inoltre, ogni euro investito genera un ritorno di circa undici euro per il sistema sanitario. È sostenibilità reale».
La partecipazione agli screening però non è ancora alta.
«Nel Mezzogiorno siamo intorno al 38% di adesione. Questo significa che molte persone arrivano troppo tardi ai controlli. È un problema culturale e organizzativo. Le liste d’attesa esistono, ma spesso il sistema si sovraccarica perché le persone si concentrano tutte nello stesso momento. La prevenzione va programmata e utilizzata quando è disponibile».
Un esempio concreto?
«Questa mattina, tornando da Napoli, ho parlato con un tassista operato per un tumore al rene. Non aveva mai fatto controlli perché “non aveva tempo”. Il tumore è stato scoperto per caso durante un altro esame: era già di 6 centimetri. Questo accade ogni giorno e dimostra quanto la prevenzione possa fare la differenza».
Che modello rappresenta Tennis & Friends oggi?
«È un modello unico perché garantisce continuità del percorso clinico. Non ci fermiamo allo screening: se emerge una criticità, il paziente viene richiamato e preso in carico dal Servizio Sanitario Nazionale. Il villaggio sulla Lungomare Caracciolo è, di fatto, un ospedale a cielo aperto. Non stand, ma un sistema reale di prevenzione. L’evoluzione sarà sempre più digitale e integrata. Non solo prenotazioni, ma percorsi diretti e immediati. Chi intercetta una patologia deve essere accompagnato senza interruzioni nel sistema di cura. Il futuro è una prevenzione continua. Rendere la prevenzione parte della vita quotidiana. Aumentare consapevolezza, migliorare la qualità della vita e favorire una maggiore longevità. Non è solo un evento, è un modello culturale».