Sempio e le agende segrete, ecco cosa scriveva: «Fotina di c. Ne rubai di più belle». «Le mie paure più grandi? Perdere il controllo»
Il Mattino

Sempio e le agende segrete, ecco cosa scriveva: «Fotina di c. Ne rubai di più belle». «Le mie paure più grandi? Perdere il controllo»

Mercoledì 27 maggio 2026
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 «La mia vita ha passato sfighe, sfortune, risate, merda e colpi di culo. Ho un disperato bisogno di approvazione». Scrive così Andrea Sempio in una delle 152 pagine...

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 «La mia vita ha passato sfighe, sfortune, risate, merda e colpi di culo. Ho un disperato bisogno di approvazione». Scrive così Andrea Sempio in una delle 152 pagine che compongono le sue agende, sequestrate nel 2025, e ora parte degli atti con cui la procura di Pavia ha chiuso le indagini. Il settimanale Giallo, Cairo Editore, le pubblica in esclusiva: scritte a mano, con una grafia a volte ordinata a volte incomprensibile, ripetono sempre lo stesso schema. Sempio scrive del suo passato, del presente e come immagina il futuro e tra le pagine emergono frasi inquietanti.

APPROFONDIMENTI
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Cosa scriveva Sempio

«Sognato il carcere». «Sognato me che accoltellavo gente».

E ancora:  «Fotina di c. Ne rubai di più belle». Ne emerge il profilo di un ragazzo, poi uomo, molto inquieto e problematico, in cerca di donne che non trova: «Le mie paure più grandi: essere rifiutato, perdere il controllo». Un uomo anche ossessionato dalla vicenda giudiziaria di Alberto Stasi, in contatto continuo con Marco Poggi e con la famiglia Poggi e anche con l'avvocato Tizzoni.

L'omicidio di Chiara mai annotato

Sempio scrive: «Attacchi di panico». "Commesso grossi errori". "Commesso cose brutte". Ma i diari sono anche fatti di pagine strappate: dopo il liceo e prima di incominciare a lavorare nel negozio di telefonia, la vita di Sempio è quella di un fantasma, anche nelle agendine. E l'omicidio di Chiara Poggi non viene annotato mai.

Il Dna

Intanto prosegue l'attività delle difesa volta a scagionare Sempio, accusato dell'omicidio di Chiara Poggi al posto di Alberto Stasi. Secondo le consulenze depositate in Procura, non solo il Dna trovato sulle unghie di Chiara Poggi non è identificabile, ma nemmeno «può essere considerato prova di un contatto aggressivo diretto» o «idoneo a fondare una conclusione accusatoria scientificamente robusta». Marina Baldi, biologa-specialista in genetica medica, spiega che «il rinvenimento di componenti» di aplotipo Y «asseritamente compatibili» con Sempio, oltre a non provare alcuna aggressione, sono da ritenere un dato «tecnicamente debole poiché non si tratterebbe di profili pieni e singoli, ma di profili misti, incompleti e non pienamente consolidati» e senza «valore individualizzante». In più sottolinea la genetista, «assume rilievo decisivo la presenza di un ulteriore profilo maschile Y non attribuito su altro dito della vittima. Tale circostanza documenta che il materiale subungueale non è geneticamente univoco e che non può essere selezionata soltanto la componente asseritamente compatibile con l'indagato, ignorando la presenza di altri contributi maschili». Qualora ci fosse una compatibilità «parziale» con Sempio, «tale dato non prova che egli abbia avuto un contatto aggressivo con la vittima, né che sia stato graffiato nel corso dell`azione omicidiaria». Casomai restano aperte le ipotesi «quali Dna di fondo, trasferimento secondario, trasferimento occasionale, contaminazione, manipolazione dei reperti o deposito non correlato al fatto».

I soliloqui

Ma a confutare la ricostruzione dei pubblici ministeri, guidati dal procuratore Fabio Napoleone, c'è anche, tra l'altro la memoria, corredata dagli audio, con cui si contestualizzano i soliloqui di Sempio, così rilevanti per inquirenti e investigatori. Sono state «prove di interrogatorio»: per Cataliotti e Taccia, «frequentemente simula contestazioni che ritiene gli possano essere mosse, le formula ad alta voce e fornisce le proprie ipotetiche risposte». Proprio come chi è finito nel tritcarne della giustizia e apetta di essere convocato.

«Il piede di Sempio non entra nella scarpa indossata dall'assassino»

Infine gli accertamenti, con dovizia di particolari tecnici, sull'impronta a pallini lasciata quasi 19 anni fa sulla scena del crimine da una Frau, taglia 42, indossata dall'assassino. Anche ammettendo la compatibilità della lunghezza, la larghezza del piede di Sempio eccede di oltre 2 centimetri lo spazio massimo disponibile nella scarpa. In pratica era troppo piccola per essere calzata dall'amico del fratello di Marco Poggi, allora 19enne, e con un piede morfologicamente definito «egizio»

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