Vaticano, don Mimmo fa visita a Papa Leone: «Avanti nel tuo nome»
Un incontro carico di gratitudine e di significato quello avvenuto ieri mattina in Vaticano tra il cardinale Domenico Battaglia e Papa Leone XIV. L?arcivescovo di Napoli è stato...
Un incontro carico di gratitudine e di significato quello avvenuto ieri mattina in Vaticano tra il cardinale Domenico Battaglia e Papa Leone XIV. L’arcivescovo di Napoli è stato ricevuto in udienza dal Pontefice: voleva salutarlo, don Mimmo, e soprattutto ringraziarlo per una visita pastorale che nelle scorse settimane lo ha portato qui in Campania. Un “viaggio” articolato in più tappe che ha vissuto il momento centrale proprio a Napoli. Il Santo Padre ha toccato i luoghi simbolo della fede popolare, delle contraddizioni sociali e delle ferite ambientali che il territorio porta ancora con sè. Una visita che la città aspettava da tempo e che il cardinale Battaglia aveva preparato come un grande momento di incontro con il nuovo Pontefice. Non una semplice tappa istituzionale, il cardinale lo aveva detto subito. ma un’occasione pastorale intensa, costruita attorno ai temi della pace, delle periferie, della dignità sociale e della speranza.
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Le tappe
Il viaggio del Papa - come si ricorderà - era iniziato a Pompei, qui Leone XIV aveva scelto di affidare il suo pontificato alla Madonna del Rosario partecipando alla Supplica nel Santuario mariano davanti a migliaia di fedeli. Un momento fortemente simbolico, vissuto come apertura spirituale della sua visita in Campania. Ma è stato qui a Napoli che il viaggio ha assunto un valore speciale. Ad accogliere il Papa c’era don Mimmo, il vescovo fin dall’inizio aveva parlato di un Papa pronto a calarsi nella vita vera della città. L’arrivo del Pontefice nel Duomo ha infatti segnato uno dei momenti più intensi: l’incontro con sacerdoti, religiosi e seminaristi si è trasformato in un dialogo diretto sulla missione della Chiesa nelle periferie urbane e sociali del mondo.
Il Cardinale Battaglia in udienza da Leone XIV: è il terzo incontro ufficiale nel mese di maggio
Successivamente il Papa ha raggiunto una piazza del Plebiscito gremita di fedeli fin dalle prime ore del mattino. Famiglie, giovani, associazioni, volontari provenienti da tutta la diocesi hanno accolto Leone XIV in un clima di festa ma anche di grande partecipazione emotiva.
Il discorso
Nel suo discorso il Pontefice ha parlato di Napoli definendola una città “capace di custodire umanità anche nelle prove più dure”, chiedendo alla comunità civile ed ecclesiale di non arrendersi mai davanti alla violenza, alla povertà e alla cultura della prevaricazione. Parole che hanno incrociato il messaggio del cardinale Battaglia che nei giorni precedenti aveva richiamato l’urgenza di offrire ai giovani “alternative vere alla criminalità e alla rassegnazione”. Sempre dal palco allestito al Plebiscito il Papa ha insistito molto anche sul tema della pace sociale, della dignità del lavoro e del diritto delle nuove generazioni a restare nella propria terra senza essere costrette a partire.
Le periferie
Particolarmente toccante il momento dedicato alle periferie e al mondo del volontariato. Leone XIV ha voluto incontrare delegazioni provenienti dai quartieri più difficili della città, ringraziando chi ogni giorno opera accanto ai poveri, ai detenuti, ai migranti e alle famiglie in difficoltà. Una scelta che il cardinale Battaglia ha definito “un segno concreto di una Chiesa che non guarda da lontano, ma cammina dentro le ferite della gente”. La visita si è poi conclusa con la tappa di Acerra, lo scorso 23 maggio, nel territorio della Terra dei fuochi, dove il Papa ha richiamato l’attenzione sui temi ambientali e sulla necessità di una conversione civile oltre che ecologica. Ed è proprio il significato complessivo di questo viaggio che Battaglia ha voluto consegnare al Papa durante l’udienza privata in Vaticano: il grazie di Napoli per una visita che ha lasciato un segno profondo nella città, nelle parrocchie e soprattutto nelle periferie umane e sociali del territorio. Un incontro breve ma intenso, nel quale il cardinale ha rinnovato al Pontefice l’affetto della diocesi napoletana e il ricordo ancora vivo di giornate che molti, in città, definiscono già storiche.