Napoli, De Bruyne contro Conte: i retroscena di un rapporto mai sbocciato
Il Mattino

Napoli, De Bruyne contro Conte: i retroscena di un rapporto mai sbocciato

Domenica 31 maggio 2026
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«Non nascondiamoci, ha una visione del calcio molto diversa dalla mia». Kevin de Bruyne è tutto qui. Nelle parole di ieri a Nieuwsblad, in Belgio dove attende il Mondiale,...

«Non nascondiamoci, ha una visione del calcio molto diversa dalla mia». Kevin de Bruyne è tutto qui. Nelle parole di ieri a Nieuwsblad, in Belgio dove attende il Mondiale, c’è tutto il senso di un campione tenuto in gabbia nell’ultimo anno e che infatti lamenta: «Ci erano state promesse cose...ma alla fine non ho mai giocato nella mia posizione». L’intervista ha fatto il giro del mondo, soprattutto il giro del mondo Napoli. E ha confermato quello che da mesi raccontiamo: il feeling del belga - ma anche di qualche altro elemento della rosa - con l’ex allenatore del Napoli non è mai scoppiato. Anche il suo arrivo non era stato messo in conto un anno fa con Conte in panchina. E De Bruyne si lascia andare: «Sono contento vada via».

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Il rapporto tra i due è sempre stato complicato: Kdb non è mai stato ai margini del progetto, anzi, ma il Napoli visto non è piaciuto nemmeno a lui: «Lo stile è importante, bisogna divertirsi. Se giochi 5-4-1 e segni solo un gol a partita...» Cosa non ha funzionato? Il riferimento a tutto il campionato è chiaro, infortuni e difficoltà a parte: il 4-1-4-1 avrebbe dovuto esaltarlo, invece...e poi c’è quella notte di Manchester, il ritorno a “casa” di Kevin che dura pochi minuti. Una scelta che, a distanza di mesi, al belga non è mai andata giù. I carichi di lavoro arrivano solo alla fine: per Kevin erano sembrati esagerati sin dal ritiro estivo, ma si è sempre messo a disposizione. Valutazioni diverse, due mondi che hanno saputo coesistere. Ma il malessere di un campione nello spogliatoio si fa sentire: l’ascendente di De Bruyne su altri azzurri è scontato e il rapporto mai sbocciato forse ha pesato più di quanto ci si immaginasse. Come già raccontato su queste pagine, De Bruyne e alcuni compagni si erano riuniti dopo la vittoria di Pisa per commentare le voci dell’addio di Conte (un addio mai confermato dall’allenatore al gruppo prima dell’Udinese) mettendo anche in dubbio il loro futuro napoletano in caso di permanenza del pugliese.

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Anche qui De Bruyne non fa prigionieri: «Ne voglio riparlare». Bisognerà capire che progetto avrà il Napoli di Allegri, sicuramente capace di convincere il belga, se vorrà tenerlo in azzurro. Max non ha mai nascosto la sua passione per il talento e non nasconderà la voglia di trattenere Kevin per il suo Napoli. Ma il mercato, di fatto, non è ancora cominciato. Resta viva l’ipotesi Rabiot, ma per puntare sul francese in mezzo al campo allora c’è bisogno di un sacrificio da fare. Anguissa e Lobotka principali indiziati. La pista non è campata in aria, ma se ci sarà davvero qualcosa ce lo dirà il tempo. A proposito di Juve, ci sarebbero gli occhi di Spalletti su Alex Meret. Luciano riporterebbe molto volentieri a Torino il portiere del suo scudetto azzurro. Alex è in scadenza 2027, Allegri dovrà scegliere in via definitiva tra lui e Milinkovic-Savic. Su Meret si potrebbe muovere anche Maldini, vicino al Fenerbahce: avrebbe fatto il nome del portiere italiano in uscita dal Napoli per i gialloblù. Pastorello, suo agente, attende le volontà del prossimo allenatore, mentre per Lukaku è già al lavoro da tempo. Il club ha chiaro il futuro del belga: lontano dall’azzurro dopo il Mondiale. Ma va trovata la giusta destinazione per salutarsi con un anno di anticipo.

Tra i talenti più seguiti da Manna c’è anche Kerim Alajbegovic, che manda un messaggio chiaro a chi lo vuole: «In Serie A ci sono tante grandi squadre forti. Inter, Napoli, Juve, Roma sono top. Vediamo cosa succede. Sono pronto per un top club in Serie A» ha spiegato il bosniaco che piace a mezza Europa. In Belgio, nel frattempo, non si fanno sconti: se il Napoli vuole Khalaili, dovrà versare oltre 23 milioni di euro. È per questo che, negli ultimi giorni, è tornato in auge anche il profilo di Singo del Galatasaray: più maturo, certo, ma probabilmente meno costoso visti anche i rapporti tra gli azzurri e il club turco.

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