Fico a Castel Volturno: «Mai il Centro rimpatri, un piano per il rilancio»
Il Mattino

Fico a Castel Volturno: «Mai il Centro rimpatri, un piano per il rilancio»

Domenica 31 maggio 2026
3 visualizzazioni

  «La nostra sarà un?ostinata resistenza». La definizione è di Papa Francesco nell?enciclica Laudato sì. Ripresa pochi giorni fa da Papa Leone...

«La nostra sarà un’ostinata resistenza». La definizione è di Papa Francesco nell’enciclica Laudato sì. Ripresa pochi giorni fa da Papa Leone ad Acerra. E usata ieri a Castel Volturno dall’arcivescovo di Capua e Caserta Pietro Lagnese per ribadire il «no» al Centro di permanenza per i rimpatri nel territorio Casertano: «La nostra sarà un’opposizione rispettosa e non violenta. Ma ferma», spiega il vescovo. Una definizione che convince tutti all’interno del Centro Fernandes, da cinquant’anni riferimento dell’accoglienza. Eppure le sensibilità tra il centinaio di persone che hanno partecipato all’assemblea popolare sono molto diverse. Ci sono migranti e preti, giovani dei centri sociali e suore, rappresentanti dei residenti, realtà associative laiche e cattoliche e i sindacati (all’evento il leader regionale della CgilNicola Ricci e la segretaria regionale della UilCamilla Iovino). C’è chi propone mobilitazioni nazionali, di posizionarsi con le tende nell’area del Cpr, chi chiede interventi su scuole e servizi. Ma tutti sono d’accordo sul dire «no» ai Cpr a Castel Volturno e in tutta Italia . Compresa la Regione Campania. Ad ascoltare tutti i 37 interventi in un’assemblea durata circa tre ore c’è Roberto Fico, accompagnato dagli assessori Andrea Morniroli e Claudia Pecoraro. «Non vogliamo andare allo scontro col Governo, ma faremo comprendere all’Esecutivo le nostre ragioni», dice il governatore appena arrivato nel Centro. Gennaro Sangiuliano e Gianpiero Zinzi apprezzano il tono dialogante ma ribadiscono la posizione della maggioranza di Governo: «Andremo avanti perché sicurezza e legalità sono punti non negoziabili», sottolinea il leader regionale della Lega e deputato casertano Gianpiero Zinzi.

APPROFONDIMENTI Intervista all'assessore Andrea Mormiroli: «Povertà, in Campania serve un nuovo Reddito»Centro per il rimpatrio, Fico sostiene i comitati: «A capo della protesta»Sanità, Roberto Fico sulle liste d'attesa: «Segnali di miglioramento in Campania»

Il progetto

Ma Fico, proprio a conclusione dell’assemblea, annuncia di avere un asso nella manica: «Stiamo lavorando ad alcune azioni che annunceremo a tempo debito. Quando saremo pronti torneremo qui, riuniremo qui la Giunta e approveremo qui i provvedimenti che daranno ciò che serve davvero a Castel Volturno. Che non è il Cpr». A cosa sta lavorando la Regione? L’ex presidente della Camera non cambia stile: nessun annuncio su cose che non è certo di portare a casa. Di certo il lavoro in corso non è improntato sui ricorsi giuridici. Tra le idee valutate a palazzo Santa Lucia (ci sarebbero ragionamenti anche col Demanio) c’è quella di proporre un progetto alternativo per la stessa area in cui il Governo vorrebbe realizzare il Cpr. Il parco umido la Piana, l’area di 63 ettari su cui il Governo vorrebbe realizzare il centro per 120 migranti, ha «un importante pregio ambientale» rilevano da Palazzo Santa Lucia. E proprio su questo aspetto si starebbe concentrando la Regione. Guardando più in generale all’area di Castel Volturno («se non cresce questa zona non cresce la Campania»), Fico sostiene ciò che tutte le voci hanno detto nel corso dell’assemblea: «Castel Volturno non ha bisogno di grandi incentivi. Ma di progetti di rigenerazione urbana, di ripristino della linea di costa e di abbattimenti di ciò che è abusivo». Nel dettaglio aggiunge: «Abbiamo già sbloccato il masterplan separando il litorale domizio da quello flegreo e riprogrammando un finanziamento». Poi si rivolge al Comune di Castel Volturno per i progetti: «Ha debiti con la Regione che limitano la possibilità di accedere ai finanziamenti. Vogliamo lavorare col Municipio oppure capire come rendere la Regione soggetto attuatore». Guardando alla visione nazionale ed europea, per il governatore «bisogna superare la visione miope dell’immigrazione. I migranti sono una grande opportunità per l’Italia. E la sicurezza si fonda sui diritti». E su questo punto ribadisce una necessità rilevata da tutti in assemblea: «Cambiare la legge Bossi-Fini che è ampiamente superata in materia di migranti».

La giornata

«Castel Volturno ha bisogno sia di sviluppo che di sicurezza. Contrapporre le due cose è un errore», gli risponde a distanza Zinzi. A ben vedere la distanza siderale tra la visione del Governo e quella dei partecipanti di ieri all’assemblea è su che cos’è un Cpr. «Sono stati ritenuti perfettamente legali dalla Corte di Giustizia Ue, sia pur nel rispetto di giuste prescrizioni», dice il capo dell’opposizione in consiglio regionale Sangiuliano. Nel corso dell’assemblea, invece, più volte si è riflettuto sulle condizioni umane dei Cpr. Lagnese ringrazia per sostegno «la Cei, il cardinale Zuppi e la conferenza episcopale Campana». E racconta: «Il vescovo di Civitavecchia mi ha scritto una lettera sul Cpr di Ponte Galeria dicendomi che in quei luoghi è lesa la dignità umana in molti modi». Mentre Andrea Balletta, responsabile dell’Agesci Campania e avvocato penalista, racconta: «Alcuni ex detenuti che assisto, che oggi sono nei Cpr, mi chiedono di tornare in carcere». Piccoli flash di una giornata segnata anche dalle tante testimonianze dei migranti presenti. Il movimento migranti scenderà in piazza a Napoli il 20 giugno: invitato a partecipare anche Fico.

Condividi questo articolo