America's Cup 2027, Carlo Borlenghi: «Regate, location perfetta che magia vista dal mare»
Il vento, il mare, l?alba, il tramonto. La vela non ha segreti per Carlo Borlenghi, considerato universalmente il più grande fotografo nel mondo nautico. Un poeta della fotografia...
Il vento, il mare, l’alba, il tramonto. La vela non ha segreti per Carlo Borlenghi, considerato universalmente il più grande fotografo nel mondo nautico. Un poeta della fotografia nato a Bellano, sul Lago di Como, 70 anni fa e che dal 1983 segue la Coppa America. Conosce Napoli vista dal mare meglio dei napoletani. Oggi si chiamerebbe marketing territoriale ma nel 2012 le foto che hanno girato il mondo delle vele di Luna Rossa e New Zealand all’ombra di Castel dell’Ovo in occasione delle World Series erano le sue. Le splendidi immagini della Regata dei Tre golfi di cui da anni è fotografo ufficiale sono le sue. Le immagini della Coppa America 2027, la sua quattordicesima all’attivo, saranno le sue. Sarà la quinta al seguito di Luna Rossa di cui è fotografo ufficiale. Ammirare un suo scatto significa immergersi in un mondo onirico e reale allo stesso tempo.
APPROFONDIMENTI Il ministro Abodi: «Napoli già impazzita per America's Cup»Sorrento laurea i suoi campioni Maxi e dà appuntamento al 2027America's Cup, intervista a Massimo Zedda
Innanzitutto Napoli. Cosa rappresenta per lei?
«Napoli ormai la conosco abbastanza bene perché sono venuto molte volte per seguire le regate. È sempre più bella e interessante. È un posto in cui torno sempre volentieri. Mi affascinano la musica, la cultura, la gente».
Il ministro Abodi: «Napoli già impazzita per America's Cup, Luna Rossa sarà nostra nazionale»
Perché la considera una città speciale?
«Perché una volta che entri nel suo meccanismo, nel suo modo di vivere, la trovi geniale. Inoltre è un luogo perfetto per la vela: c’è quasi sempre una buona brezza per regatare. Per questo penso che l’America’s Cup non potesse scegliere un palcoscenico migliore».
Che visione si ha di Napoli dal mare?
«È straordinaria. Ricordo ancora le World Series dell’America’s Cup del 2012: per me è stato l’evento più bello di Coppa America mai organizzato. Via Caracciolo era chiusa al traffico e in mare si sentiva il tifo delle migliaia di persone assiepate sul lungomare. È stato qualcosa di unico. Poi c’è tutto il contesto del Golfo: Capri, Procida, Ischia. È un paradiso. Anche per chi accompagna gli equipaggi sarà un piacere venire qui, perché si trova in una delle zone di mare più belle d’Italia. Le famiglie potranno poi visitare le isole e scoprire altri luoghi».
Qual è lo scorcio del Golfo che la emoziona di più?
«Una delle fotografie a cui sono più legato l’ho scattata durante la Tre Golfi. Si vedono le ombre di tre persone perfettamente allineate con i tre Faraglioni di Capri. È stata una fotografia quasi casuale, ma molto riuscita. Un’altra immagine che porto nel cuore è quella delle World Series nel Golfo di Napoli, con tutta la città sullo sfondo e le barche in regata davanti al lungomare. E poi c’è sempre la partenza della Tre Golfi davanti a Castel dell’Ovo. Oggi si svolge nel pomeriggio e questo la rende ancora più spettacolare».
America's Cup, per la pre-regata programmati 6 milioni di euro
Lei è stato tra coloro che hanno sostenuto il passaggio della partenza dalla notte al pomeriggio.
«Sì, perché dal punto di vista fotografico e mediatico era una scelta migliore. Di notte gli scatti finivano per assomigliarsi tutti e avevano meno visibilità sui giornali. Nel pomeriggio, invece, c’è una luce straordinaria e si ottengono immagini molto più efficaci, che trovano maggiore spazio su riviste e quotidiani».
Ha girato il mondo. Quale percezione si aveva di Napoli in passato e quale si ha oggi?
«Per anni la percezione era la stessa che avevano molti italiani: Napoli era considerata una città difficile, persino pericolosa. In realtà bisogna entrare nella mentalità della città per capirla davvero. Oggi Napoli è diventata una città fantastica. Basta pensare alle stazioni della metropolitana, che sono autentiche opere d’arte. È una città che continua a crescere senza rinunciare alle proprie radici e alla propria identità. Conserva il suo carattere ma allo stesso tempo si rinnova continuamente. È una città che merita di essere conosciuta. E poi il modo migliore per scoprirla è affidarsi ai napoletani. Ti portano in luoghi che non troveresti mai da solo, in angoli autentici della città, dove si colgono scene di vita che non immagineresti nemmeno».
C’è qualche luogo che l’ha colpita particolarmente?
«Alcune stazioni della metropolitana mi hanno impressionato molto. Sono un esempio straordinario di come arte e vita quotidiana possano convivere. Poi ci sono quartieri e situazioni che ricordo più per le emozioni che per il nome preciso del luogo. Mi è capitato di visitare scuole e zone meno turistiche dove ho trovato momenti di vita autentica davvero interessanti da fotografare».
Ha visto Bagnoli? Che impressione le ha fatto?
«È una zona con un grande potenziale. Il paesaggio è bellissimo e tutto il tratto costiero, da Bagnoli verso Baia e l’area archeologica sommersa, offre scenari davvero affascinanti. Credo che possa diventare una base ideale per l’America’s Cup. Se il progetto di riqualificazione andrà avanti come previsto, sarà una location molto interessante sia dal punto di vista logistico sia da quello paesaggistico».
Se dovesse lanciare un messaggio ai napoletani in vista dell’America’s Cup, cosa direbbe?
«Direi di viverla come hanno vissuto le World Series del 2012 e del 2013. In quei giorni Napoli trasformò la Coppa America in una grande festa popolare e in una straordinaria manifestazione di tifo per Luna Rossa. Quello resta, a mio avviso, il miglior evento di America’s Cup mai organizzato. Lo scenario, il pubblico, il mare e la città crearono qualcosa di irripetibile. Napoli ha un vantaggio enorme: offre un fondale scenografico che cambia continuamente. A seconda di dove verrà posizionato il campo di regata si potranno avere sullo sfondo Castel dell’Ovo, il lungomare, il Vesuvio o l’intera città. Per la televisione e per la fotografia sarà un'opportunità eccezionale».