Porti, il flusso passeggeri premia Napoli e il Sud
Con 11 milioni e 44mila passeggeri i porti di Napoli, Salerno e Castellammare segnano un nuovo record per quanto riguarda la movimentazione delle persone. L?Autorità del mare Tirreno...
Con 11 milioni e 44mila passeggeri i porti di Napoli, Salerno e Castellammare segnano un nuovo record per quanto riguarda la movimentazione delle persone. L’Autorità del mare Tirreno centrale si piazza al primo posto della classifica generale, senza contare l’Autorità dello Stretto, che conteggia anche i passeggeri che si muovono tra la Sicilia, il continente e viceversa. Dai dati consolidati 2025 pubblicati analiticamente da Shipping Italy risulta che i soli movimenti locali sullo Stretto superano i 22 milioni in un anno.
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La Campania
Ma vediamo il dettaglio dei dati campani, quelli cioè dei porti di Napoli, Salerno e Castellammare. Nel Golfo di Napoli sono stati trasportati con il corto raggio con base Napoli 6 milioni 654mila. A questi vanno aggiunti i 225mila con base Castellammare e 1 milione 150mila con base Salerno. I tre porti con le vie del mare hanno trasportato complessivamente, dunque, 8 milioni e 29mila passeggeri. A questi vanno aggiunti 1 milione e 59mila passeggeri con i traghetti di cui 959mila a Napoli e quasi 101mila a Salerno. Infine le crociere. Napoli ha segnato ben 1 milione 829mila a cui vanno aggiunti i 126mila di Salerno. Insomma, un ottimo risultato che potrebbe anche ulteriormente migliorare con i consuntivi 2026 visti gli andamenti dei primi quattro mesi. Shipping Italy mette in evidenza complessivamente che «il traffico crocieristico nei porti italiani torna a mostrare un andamento espansivo, confermando il recupero strutturale del comparto e il crescente peso del Mediterraneo nelle strategie delle principali compagnie internazionali».
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Dal confronto fra i dati 2024 e 2025 delle Autorità di sistema portuale emerge infatti una crescita diffusa dei passeggeri crocieristi in numerosi scali italiani, con risultati particolarmente positivi nel Mezzogiorno e nelle isole. Secondo le statistiche pubblicate da Assoporti a guidare il mercato resta Civitavecchia, che consolida il proprio ruolo di principale homeport crocieristico italiano e fra i più importanti del Mediterraneo. Lo scalo laziale supera quota 3,4 milioni di passeggeri, migliorando ulteriormente i risultati del 2024 grazie sia all’aumento degli scali sia alla crescita delle operazioni di imbarco e sbarco. C’è poi la straordinaria performance di Napoli che «consolida il proprio peso strategico nel settore, mantenendosi sopra 1,7 milioni di crocieristi. Il porto campano continua a beneficiare della forte attrattività turistica del territorio e della capacità di intercettare itinerari nel Tirreno occidentale».
Il Mediterraneo
Ma non solo Napoli, è tutto il Sud che va beve. «Fra i dati più rilevanti emerge poi la crescita dei porti siciliani - evidenzia il report - Palermo registra un incremento significativo dei passeggeri crocieristi e supera 1,1 milioni di movimenti, rafforzando il proprio posizionamento come uno degli scali più dinamici del Mediterraneo occidentale. Il capoluogo siciliano continua, infatti, a essere inserito in un numero crescente di itinerari sia premium sia mainstream. Segnali positivi arrivano anche da Messina, che conferma volumi elevati grazie alla propria posizione strategica lungo le rotte del Mediterraneo orientale, e da Catania, che registra una crescita progressiva del traffico cruise, grazie alla presenza consolidata di Costa Crociere.
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Più stabile invece il comparto nell’alto Adriatico. Venezia prosegue a operare con volumi inferiori rispetto al periodo precedente alle restrizioni introdotte negli ultimi anni, mentre Trieste consolida gradualmente il proprio ruolo alternativo per parte dei traffici crocieristici dell’area. Andamento positivo anche per alcuni porti di dimensioni minori che stanno progressivamente aumentando la propria presenza nelle programmazioni delle compagnie. Fra questi si segnalano soprattutto Brindisi, Ravenna e La Spezia, che continuano a intercettare quote crescenti di traffico grazie alla diversificazione degli itinerari e alla ricerca di destinazioni meno congestionate». Insomma, bisogna dire che il settore crocieristico italiano sta vivendo una fase di consolidamento dopo gli anni più complessi per il comparto: «La crescita dei movimenti passeggeri conferma non soltanto il ritorno della domanda turistica internazionale, ma anche la capacità dei porti italiani di mantenere un ruolo centrale nei network mediterranei delle compagnie. Allo stesso tempo emerge una progressiva redistribuzione dei traffici, con una maggiore valorizzazione degli scali del Sud Italia e delle isole, sempre più presenti nelle strategie operative degli operatori cruise».