Festa della Repubblica, Fico: «La democrazia va difesa ogni giorno»
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Dall’omaggio ai caduti al Mausoleo di Posillipo alla serata al San Carlo. E in mezzo la celebrazione in piazza Plebiscito. Con la cerimonia dell’alzabandiera, la lettura del messaggio di Sergio Mattarella, la consegna delle onorificienze a 35 napoletani e l’inno di Mameli. Eccole le tappe principali del lungo 2 giugno napoletanoper celebrare la «splendida ottantenne» Repubblica italiana.
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L'omaggio
Le celebrazioni sono iniziate con l’omaggio ai caduti al Mausoleo di Posillipo. Alla deposizione delle corone d’alloro presenti il prefetto Michele di Bari, il presidente della Regione Roberto Fico e la vicesindaca Laura Lieto, che con la fascia tricolore ha rappresentato palazzo San Giacomo per tutto il corso della giornata. Il sindaco Gaetano Manfredi, infatti, da presidente dell’Associazione nazionale comuni italiani, ha guidato la delegazione dei primi cittadini che ha aperto la parata del 2 Giugno a Roma.
La piazza
Il clou della giornata in piazza Plebiscito con la cerimonia dell’alzabandiera con schieramento del reparto interforze. Poi Di Bari ha dato lettura del messaggio del presidente della Repubblica. In prima fila alle celebrazioni le autorità civili, militari e religiose del territorio: dal cardinale e arcivescovo di Napoli Mimmo Battaglia al presidente del consiglio regionale Massimiliano Manfredi passando per il questore Maurizio Agricola, la presidente della Corte d’Appello Maria Rosaria Covelli e il procuratore della Corte d’Appello Aldo Policastro. In piazza anche assessori regionali e comunali, alcuni parlamentari partenopei e una folta delegazione di sindaci guidati dal presidente dell’Anci Campania Francesco Morra. Ma soprattutto tanti italiani, tra napoletani e turisti, che si sono fermati in piazza per assistere alle celebrazioni. Che si sono concluse con un momento particolarmente suggestivo: il personale del comando provinciale dei vigili del fuoco di Napoli ha dispiegato un grande tricolore sulla facciata del palazzo del Governo. L’iniziativa è stata accompagnata dalle note dell'Inno alla Gioia e dell’Inno di Mameli eseguite dalla Fanfara del X Reggimento Carabinieri Campania insieme agli allievi dell’accademia di canto lirico del teatro di San Carlo.
Le voci
E proprio sulla grande partecipazione in piazza si è soffermato il prefetto: «È un segnale evidente dell’importanza di questo anniversario», ha detto al termine della cerimonia. Di Bari ha rivolto un pensiero di «gratitudine» alle forze impegnate ogni giorno per la sicurezza e la convivenza civile e ha fatto un richiamo alla solidarietà e all'inclusione come valori fondanti della Repubblica. «Nel territorio di Napoli e della città metropolitana siamo spesso chiamati a gestire situazioni difficili, ma la Repubblica ci aiuta perché dà dignità a tutti», ha aggiunto l’inquilino di Palazzo della Foresteria, sottolineando che i principi costituzionali devono tradursi in un'attenzione concreta verso «gli ultimi e coloro che hanno bisogno di solidarietà e sostegno». Ai cronisti che hanno fermato Fico al termine della giornata, invece, il governatore ha risposto: «Non c'è mai niente di scontato: ogni giorno dobbiamo lavorare affinché la democrazia aumenti, si difenda la Costituzione e crescano i diritti per tutti e per tutte». Il presidente ha ricordato il ruolo delle donne nel referendum del 2 giugno 1946, quando votarono per la prima volta, e il contributo «essenziale e fondamentale» dato dalle donne all'Assemblea Costituente, sottolineando come il tema della parità di genere resti centrale, evidenziando che «troppo spesso ci troviamo ancora in una società maschilista» e richiamando le disparità che persistono negli stipendi, nelle posizioni lavorative e in altri ambiti della vita sociale. Un aspetto, quello delle pari opportunità, evidenziato anche da Massimiliano Manfredi che ha ringraziato Mattarella «per aver evidenziato che i valori della nostra Repubblica costituiscono un patrimonio da custodire e rafforzare ogni giorno di più in una società fondata sulla pace, sul lavoro, sull'inclusione».
Le onorificenze
Tra i momenti più sentiti della celebrazione in piazza Plebiscito c’è stata la consegna delle onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana concesse dal Capo dello Stato a 35 cittadini dell’area metropolitana di Napoli che si sono distinti nel campo delle lettere, delle arti, della economia, delle attività sociali e per lunghi e segnalati servizi svolti nel corso delle carriere civili e militari. Del titolo di Cavaliere sono stati insigniti Carlo Alvigi (professore ordinario di Ginecologia e Ostetrica alla Federico II), Vincenzo Cindolo (dirigente della polizia di stato in congedo), Michele De Feudis (maresciallo capo dell’arma dei carabinieri), Oreste De Lorenzo (capo sezione Peisaf del comando regionale della guardia di finanza), Luigi Di Fuzio (brigadiere dei carabinieri), Mario Rosario (musicista), Antonio Marsiglia (medico odontoiatra), Matilde Merendi (dipendente del ministero dell’Istruzione), Oreste Monteforte (tenente dei carabinieri), Maurizio Pompeo (del comando regionale della guardia di finanza), Maurizio Salvatori (dottore commercialista), Michele Sepe (assistente giudiziario alla Corte d’Appello), Roberto Vona (professore di economia alla Federico II), Rosa Acanfora (del comando generale guardia di finanza), Santolo D’Angelo (maresciallo della guardia di finanza in congedo), Gennaro Schioppa (ispettore del comando interregionale dell’Italia meridionale), Rosaria Amelia Cuomo (amministratore della Discover Cuomo), Monica De Feo (vice dirigente logistico del comando regionale dei vigili del fuoco), Giacomo Rossi (primo maresciallo dell’Esercito in quiescenza), Angelo Carbone (avvocato), Massimo Natale (luogotenente dei carabinieri), Mario De Giorgio (vicebrigadiere dei carabinieri), Procolo Pisano (sottufficiale della Marina), Pasquale Bilancio (comandante dei carabinieri di Pozzuoli), Antonio Salvatore Di Candio (luogotenente dei carabinieri), Lorenzo Maddaloni (maresciallo della guardia di finanza), Carmine Micco (ingegnere presso la Gori), Pietro Coronella (luogotenente della guardia di finanza), Francesco Saverio De Luca (ispettore addetto alla segreteria del comandante regionale) e Gelsomina Di Cristo (del comando regionale dei vigili del fuoco).
Del titolo di ufficiale sono stati insigniti Domenico Marino (tenente dei carabinieri a riposo), Benedetto Cafarelli (presidente del gruppo Tufano).
Il titolo di Commendatore è andato a Paolo Siani, medico, ex parlamentare e fratello di Giancarlo, il giornalista de Il Mattino ucciso dalla camorra. Titolo di grande ufficiale a Carmela Manco, presidente della Onlus figli in famiglia.