Napoli, Antonio Conte ai saluti. Oggi la risoluzione: si chiude un ciclo di due anni
Il Mattino

Napoli, Antonio Conte ai saluti. Oggi la risoluzione: si chiude un ciclo di due anni

Mercoledì 3 giugno 2026
4 visualizzazioni

È oggi il giorno dell?addio. Quella della firma per la risoluzione consensuale. Va via Antonio Conte, dopo due anni straordinari. Va via rinunciando a tutti i 15 milioni previsti dal...

È oggi il giorno dell’addio. Quella della firma per la risoluzione consensuale. Va via Antonio Conte, dopo due anni straordinari. Va via rinunciando a tutti i 15 milioni previsti dal terzo anno di contratto. Anche il suo staff rinuncia, come da richiesta del tecnico leccese.

Conte va via a testa alta. Ma anche De Laurentiis gli tende la mano e non sbatte i piedi, risentito: nessuna penale in caso di sistemazione altrove, nessuna clausola limitatoria, nessun veto, come invece chiese e pretese da Luciano Spalletti. Il futuro di Conte inizia oggi, quello del Napoli è già iniziato con la comunicazione del tecnico: «Il mio percorso finisce qui». Ha un telefono che bolle, lo vogliono ovunque: lui non ha fretta di scegliere, è pronto anche a tornare in Premier. Vuole il progetto ambizioso fin da subito. Non accetterà più avventure in salita come quella del Napoli due anni fa. Ed è per questo è rimasto indifferente all’offerta del Fenerbahce arrivata la settimana scorsa. La tentazione della Nazionale è fortissima, ma conosce bene i paletti economici della Figc e fino ad adesso una vera trattativa non c’è stata. Ma all’Italia non chiuderebbe la porta. Anzi. Ascolterebbe e sarebbe pronto anche al lungo progetto verso il Mondiale 2030. Anche perché gli consentirebbe di continuare a vivere a Napoli.

APPROFONDIMENTI Napoli, l'amarezza di Gilmour dopo l'infortunioNapoli, quote del calciomercatoConte e De Laurentiis insieme a Ischia

Napoli, operazione McTominay: lo scozzese e il club cercano l’intesa per il rinnovo

l'idillio 

Quello che non sfugge è l’incredibile, passionale, rapporto che Conte e la sua famiglia hanno per Napoli. Nonostante la fine della stagione, il tecnico è rimasto in città con la moglie Elisabetta e la figlia Vittoria. Nei piani di Conte c’è anche di conservare la sua abitazione nel cuore di Chiaia. Se diventasse ct dell’Italia, sarebbe il suo quartier generale. Ma tutto è ancora in alto mare. È la prima volta che va via senza sbattere i pugni sul tavolo, senza livori, senza critiche al club che lascia. Va via denunciando i veleni dell’ambiente, la scarsa compattezza del mondo che circonda il Napoli. Ma non c’è una sola frase contro il Napoli. Né contro De Laurentiis per i progetti rimasti ancora fermi al palo, la visione che da un certo momento in poi non è stata più la stessa. Zero. Lasciò l’Inter accusando Zhang di non avere più le ambizioni di quando lo aveva ingaggiato, andò via da Londra dicendo che «non poteva allenare un club che non aveva l’ambizione di vincere». Del discorso del ristorante e della Juventus si sa tutto. Qui, nulla. La prova che Conte ha vissuto davvero due anni unici nella sua carriera. E nessuno si stupisca del dolore per aver preso questa decisione.

Ma più passano i giorni, è più Conte è convinto di aver fatto la scelta giusta. Poteva anche decidere, facendosi trascinare dall’affetto, di restare, ma presto sarebbe esploso. Non solo con il mondo esterno al Napoli perché sono tante le cose che non gli andavano a genio. Ma lui non ne ha fatto cenno. E non lo farà. E allora meglio mettere un punto adesso. Conte ha compreso che può continuare a godersi e vivere questa città anche senza essere l’allenatore del Napoli. Non è un ossimoro.

Napoli, quote del calciomercato: Allegri spinge per il doppio colpo Rabiot e Vlahovic

L'attesa

Le firme per la risoluzione sono attese per questa mattina. Sono in tutto una ventina di pagine. De Laurentiis lascia andare via Conte: in questi giorni trascorsi assieme a Ischia ha evitato di tornare sul tema. Ha capito che non avrebbe fatto marcia indietro. «Ma prenditi tutto il tempo che vuoi, io sono qui che aspetto», gli ha detto qualche giorno prima l’annuncio ufficiale, nel ventre del Maradona. E anche il viaggio negli Stati Uniti per il Mondiale, organizzato a metà maggio, ha spiazzato il mondo di Conte e quello di De Laurentiis: se vanno in vacanza, come possono parlare di addio? E invece per Antonio, i due percorsi hanno preso direzioni diverse. E anche per il patron è una novità: perché non c’è mai stata una separazione con un suo allenatore senza che volassero piatti. Nella migliore delle storia di divorzio. Con Spalletti, è mancato solo il cianuro. E lo stesso con Sarri, Ancelotti, Benitez e Gattuso. Adesso è tutto diverso. Si arriva persino alla separazione consensuale. La stretta di mano. Perché così si fa tra galantuomini.

Condividi questo articolo