Salerno Letteratura senza Erri De Luca: la decisione dopo le parole divisive
Il Mattino

Salerno Letteratura senza Erri De Luca: la decisione dopo le parole divisive

Mercoledì 3 giugno 2026
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All?anteprima di «Salerno letteratura» al «Salone del libro» di Torino Erri De Luca era stato annunciato come autore della prolusione al festival, in agenda dal 13 al...

All’anteprima di «Salerno letteratura» al «Salone del libro» di Torino Erri De Luca era stato annunciato come autore della prolusione al festival, in agenda dal 13 al 20 giugno. Ma lo scrittore napoletano non ci sarà, il suo nome non compare più nel programma ufficiale della rassegna letteraria che sta circolando sul web, destando curiosità e commenti. A confermare la notizia è Gennaro Carillo, condirettore, con Paolo Di Paolo, di «SaLet» dalla morte del suo fondatore (con Ines Mainieri) e primo direttore artistico Francesco Durante.

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«La prolusione di quest'anno si terrà in forma di dialogo tra noi due direttori artistici», ammette: «Discuteremo del rapporto tra scrittura narrativa e scrittura saggistica. Le due anime del festival, dunque: l'assenzio della filosofia, addolcito dal miele della poesia, per dirla con Lucrezio. La prolusione in un primo momento avrebbe dovuto tenerla Erri De Luca, autore molto letto e altrettanto amato. Ma la prolusione implica una certa identità di vedute con chi te la commissiona, quanto meno rispetto alla più tragica delle evidenze: i morti civili di Gaza. La prolusione è l’atto che apre il festival e in un certo senso ne detta la linea. Per questo abbiamo preferito riconsiderare la nostra decisione originaria, anche per evitare strumentalizzazioni. Non c'è nessuna censura: De Luca era invitato comunque, seppure in un’altra sezione, ma ha preferito declinare».

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La prolusione è il momento più importante del festival, quello che lo inaugura. A tenere il discorso di apertura, a partire dal 2013, sono state figure di primo piano della cultura italiana e internazionale come Giuseppe Galasso, Raffaele La Capria, Ermanno Rea, Marco Santagata, Mario Andreose, Giulia Sissa, Eva Cantarella, Gilberto Corbellini, Corrado Bologna, Francesca Mannocchi, Domenico Starnone, Diego De Silva, Melania G. Mazzucco.

La scelta di De Luca, tra gli autori italiani contemporanei più letti e tradotti al mondo, era in continuità, ma alla luce delle sue affermazioni sul «sionismo» (da lui rivendicato) e il «genocidio» in Palestina (da lui negato), che hanno generato una forte ondata di critiche, malgrado le precisazioni successive, non c’erano più le condizioni, perché è venuta a mancare «la totale condivisione dei valori, non negoziabili», di cui si fa portatore da sempre «SaLet». C'è un dato oggettivo, una verità storica da tenere in conto, precisa Carillo: «Le vittime civili di Gaza, la strage silenziosa dei tanti, soprattutto bambini, che continuano a morire di stenti, di fame». E ribadisce: «Non abbiamo censurato la presenza di Erri De Luca, tant'è che l’abbiamo invitato a tenere un incontro a Salerno che non fosse la prolusione, ma lui ha declinato».

Trevi, Brondi e De Luca nel segno di Gatto a Salerno Letteratura

D’altronde il tema di quest’anno è «Il cuore desto avrà parole. Letteratura nei tempi inquieti», ispirato a un verso della lirica Amore della vita di Alfonso Gatto a cui l’edizione n. 14 rende tributo a 50 anni dalla scomparsa. La missione del festival, spiega Carillo, «suona come un’esortazione e un auspicio, in questi giorni inquieti e bui che stiamo vivendo. Un’esortazione perché un cuore desto è un cuore vigile, capace di cogliere lo spirito del tempo non per adeguarsi alla sua corrente impetuosa ma per provare ad arginarla. Un auspicio, perché questa lucidità di sguardo sul reale si esprimerà con la più potente delle armi, la parola». L'eredità di Gatto, come evoca la sveglia vintage, immagine grafica di «SaLet 14», pensata da Francesco Durante, non è ferma al passato ma è «vivente». E, al suo squillo, si muoveranno gli ospiti pronti a trasformare i luoghi del centro storico di Salerno in una comunità culturale. Grazie alle presenze di Goffredo Buccini, Lucrezia Ercoli, Andrea Moro, Franco Marcoaldi, Horst Bredekamp, Antiniska Pozzi, Marco Lodoli, Emanuele Trevi, Elena Bucci, Andrea Minuz, Gigi Riva, Ruska Jorioliani, Yassin Adnan, Asmae Dachan, Frank Westerman, Florence Noiville, Rachel Kushner, Brian Evenson, Eliana Liotta, Stefano Bartezzaghi, Vasco Brondi, Valeria Parrella, Tiziano Scarpa. Che, molto probabilmente, più o meno pubblicamente, discuteranno anche, se non soprattutto, di Erri De Luca, «sionismo» e «genocidio», mentre a Gaza e in Libano continua la strage degli innocenti.

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