Il controesodo dei prof, ritorno nel Mezzogiorno dopo una vita al Nord
Per anni il percorso è stato sempre lo stesso: partire dal Mezzogiorno, accettare una cattedra nelle province settentrionali e costruire lì la propria carriera. Oggi, però,...
Per anni il percorso è stato sempre lo stesso: partire dal Mezzogiorno, accettare una cattedra nelle province settentrionali e costruire lì la propria carriera. Oggi, però, la geografia della scuola italiana sta cambiando. I dati della mobilità interprovinciale 2026-2027 raccontano un fenomeno che fino a pochi anni fa appariva marginale e che ora assume dimensioni significative: il ritorno degli insegnanti verso le regioni di origine.
APPROFONDIMENTI Federico II Job Fair, 10mila colloqui per il Career Day dell’AteneoPoliclinico di Napoli: successo per il “Mercato Campagna Amica per la Salute”Elezioni rettore L’Orientale, candidata unica Maria Laudando
I NUMERI
L’epicentro del fenomeno è Milano. Dal capoluogo lombardo - secondo quanto si evince dall’analisi dei bollettini del Provveditorato di Milano - sono 516 i docenti che hanno ottenuto il trasferimento verso le regioni del Centro-Sud, contro i circa 390 dell’anno precedente. L’incremento supera il 32% per cento e rappresenta uno dei segnali più evidenti di una mobilità che non è più a senso unico. La principale beneficiaria dei rientri è la Sicilia, che recupera 220 insegnanti. Al secondo posto si colloca la Campania con 120 trasferimenti, seguita da Puglia (60), Calabria (55), Lazio (45), Abruzzo (13), Basilicata (2) e Molise (1). Quasi due docenti su tre che lasciano Milano scelgono una destinazione siciliana o campana. Anche Torino registra numeri importanti. Sono 172 i docenti che lasciano il capoluogo piemontese per trasferirsi nel Centro-Sud. In questo caso la regione più attrattiva è proprio la Campania, che assorbe 52 trasferimenti, pari a oltre il 30% del totale. Seguono Sicilia (41), Puglia (33), Calabria (21), Lazio (18), Basilicata (5) e Abruzzo (2).
Presidi, il concorso beffa fa infuriare i candidati: «Troppi bocciati dal Sud»
La stessa tendenza emerge a Bologna, dove risultano 130 trasferimenti verso il Centro-Sud. La Sicilia si conferma la prima destinazione con 45 docenti, seguita dalla Campania con 35, dalla Puglia con 25, dalla Calabria con 12, dal Lazio con 10, dalla Basilicata con 3 e dall’Abruzzo con 2. Sommando le tre grandi province del Nord si arriva a 818 docenti rientrati nel Mezzogiorno e nel Centro Italia in un solo anno scolastico. La graduatoria delle regioni che beneficiano maggiormente del controesodo è particolarmente eloquente. La Sicilia recupera complessivamente 306 insegnanti, la Campania 207, la Puglia 118, la Calabria 88, il Lazio 73, l’Abruzzo 17, la Basilicata 10 e il Molise 2. Per la Campania si tratta di un dato particolarmente significativo: soltanto da Milano, Torino e Bologna rientrano 207 docenti. Napoli e Salerno continuano a rappresentare le principali destinazioni dei movimenti di ritorno.
LO SCENARIO
L’effetto combinato dei pensionamenti e del turnover sta infatti aumentando la disponibilità di posti nelle scuole campane, rendendo più agevole il riavvicinamento ai territori di origine. Dietro questi numeri si nasconde una trasformazione profonda. Milano, Torino e Bologna continuano a rappresentare poli fondamentali per le assunzioni, ma il costo della vita sta modificando le scelte di molti insegnanti. Affitti sempre più elevati, spese di trasporto, difficoltà abitative e distanza dalle famiglie incidono in misura crescente sulla qualità della vita del personale scolastico. Non a caso, presentando il nuovo Piano Casa del Governo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha indicato proprio gli insegnanti fuori sede come una delle categorie maggiormente penalizzate dall’emergenza abitativa. L’esempio utilizzato è stato particolarmente efficace: un docente con uno stipendio netto di circa 1.700 euro mensili può arrivare a spendere oltre mille euro soltanto per l’alloggio. È uno scenario che aiuta a comprendere meglio i numeri della mobilità.
Sempre più insegnanti utilizzano le province del Nord come porta d’accesso al ruolo e, una volta maturato il punteggio necessario, scelgono di tornare vicino alle proprie famiglie. Proprio per rispondere a questa emergenza il Governo ha inserito nel Decreto Legge 66, che disciplina il nuovo Piano Casa, misure finalizzate ad ampliare l’offerta di abitazioni a canone calmierato. Secondo le stime dell’esecutivo, un docente fuori sede potrebbe risparmiare fino a 350 euro al mese, pari a circa 4.200 euro l’anno. I numeri del 2026-2027 certificano così un autentico cambio di paradigma. Per decenni il Sud ha esportato insegnanti verso il Nord. Milano perde 516 docenti verso il Centro-Sud, Torino 172 e Bologna 130. La Sicilia recupera 306 insegnanti e la Campania 207. Non si tratta più di episodi isolati di ricongiungimento familiare, ma di una trasformazione strutturale che sta ridisegnando gli equilibri del personale scolastico.