Napoli, altra vittima sul lavoro: operaio schiacciato da un tir in manovra
Per Luciano Mangiacapra, 63 anni, di Parete, la vita si è spezzata poco dopo le 15 di ieri. Improvvisamente. Mentre era a lavoro. Investito da una collega che stava eseguendo una manovra...
Per Luciano Mangiacapra, 63 anni, di Parete, la vita si è spezzata poco dopo le 15 di ieri. Improvvisamente. Mentre era a lavoro. Investito da una collega che stava eseguendo una manovra all’interno dell’area della Logistica De Roberto in via Tommaso Fasano, nel quartiere Poggioreale. È stato proprio l’autista dell’articolato a rendersi conto da subito di quanto accaduto. Poi sono accorsi gli altri colleghi ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare.
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È accaduto tutto in una manciata di secondi. Anche i soccorritori del 118, appena giunti sul posto, non hanno potuto far altro che accertare il decesso e andare via. È stato poi il medico legale convocato dal magistrato di turno a certificare la morte e consentire che la salma potesse essere portata via dopo che sono stati eseguiti i rilievi necessari a chiarire la dinamica. Sul posto anche gli agenti della polizia municipale, sezione Infortunistica, e l’Ispettorato del lavoro i cui funzionari hanno verificato la posizione lavorativa della vittima e la condizioni di sicurezza dell’area dove avveniva la movimentazione di merci e mezzi pesanti acquisendo materiale che verrà ora attentamente esaminato in procura. All’interno dell’azienda, secondo quanto riferito da alcuni dipendenti, non ci sarebbe stato nessuno dei proprietari. Perchè i proprietari, secondo quanto riferisce qualche dipendente, sono diversi.
Mangiacapra è la 138esima vittima sul lavoro dall’inizio dell’anno. La seconda in pochi giorni dopo l’operaio morto per le esalazioni di gas a Ercolano. La salma è stata sottoposta a sequestro giudiziario ma soltanto oggi si valuterà l’eventuale posizione del collega che era alla guida del mezzo e si verificheranno le carte sulle quali stanno operando gli ispettori del lavoro. Anche l’area dove è accaduto l'incidente, nella parte più interna del piazzale, è stata sottoposta a sequestro.
La dinamica
Per tutto il pomeriggio di ieri i poliziotti dell’Ufficio prevenzione generale della questura di Napoli hanno raccolto testimonianze e controllato l’abitacolo del camion. Ma gli accertamenti non sono stati ancora conclusi. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il 63nne sarebbe morto sul colpo dopo essere stato investito dal camion in retromarcia all’interno del centro logistico, ex stabilimento Fiat. Chi ha visto il suo corpo senza vita ha raccontato che è rimasto schiacciato. L’incidente sarebbe avvenuto nel giro di pochissimi istanti.
Le indagini
Saranno proprio le testimonianze dei colleghi, che verranno raccolte ancora nella giornata di oggi, a dare risposte su quanto accaduto. Se l’uomo alla guida del mezzo era al telefono, se la vittima fosse distratta, se siano state eseguite manovra regolari e, soprattutto, il ruolo lavorativo di entrambi.
Il contesto
Ieri pomeriggio, all’interno dell’area logistica, regnava il silenzio. I colleghi di Luciano Mangiacapra, con i giubbotti catarifrangenti gialli, erano seduti sui vasi fioriera che si trovano sotto il gabbiotto del custode. In silenzio. Qualcuno con lo sguardo rivolto verso il corpo senza vita del 63enne, qualcun altro con lo sguardo assorto nel vuoto. Mentre dagli uffici amministrativi, gli altri dipendenti man mano sono andati via da lavoro in una silenziosa processione di auto.
I sindacati
«Due morti sul lavoro in meno di 48 ore tra Napoli e l'area metropolitana. Di fronte all’ennesima strage senza soluzione di continuità, va rafforzata l’azione di controllo e prevenzione nelle attività complesse e accertare subito le responsabilità. Non si tratta solo di accertare la violazione delle normative sulla sicurezza, come la mancata adozione di dispositivi di protezione o di formazione del personale, ma occorre un'azione di crescita culturale nel modo di fare imprenditoria. Siamo vicini alle famiglie devastate da questa ennesima tragedia e saremo al loro fianco anche nel procedimento penale che dovrà accertare cause e responsabilità». È stato questo il commento a caldo del segretario generale Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci.