Tribunale, pochi giudici: «Restano senza risposta 1300 richieste di arresti»
Mancano almeno dieci magistrati nella sezione gip del Tribunale di Napoli, uno dei punti chiave per il funzionamento della giustizia nel distretto napoletano, ufficio strategico per il contrasto...
Mancano almeno dieci magistrati nella sezione gip del Tribunale di Napoli, uno dei punti chiave per il funzionamento della giustizia nel distretto napoletano, ufficio strategico per il contrasto alle varie forme di illegalità sul territorio. Un dato che sta alla base di un altro aspetto che, tradotto in termini numerici, basta da solo a sollevare l’attenzione sugli organici dei magistrati all’ombra delle torri del Centro direzionale. Stando ai dati scorporati, ci sono circa 1300 richieste di misura cautelare a carico di altrettanti indagati in attesa di valutazione: richieste che vanno ricondotte a indagini in campi differenti del crimine sul territorio. Per essere più analitici, parliamo di 1300 richieste di misure cautelari, che vanno dagli arresti in cella agli arresti ai domiciliari, ma che possono riguardare anche istanze di obblighi di dimora o di firma, divieti o interdizioni di vario tipo (anche a svolgere l’esercizio della propria professione). Un intero mondo che riguarda potenzialmente decine di inchieste (dal momento che ogni fascicolo può culminare anche nella valutazione di decine o centinaia di nomi), al termine del lavoro investigativo condotto dalla Procura di Napoli.
APPROFONDIMENTI Suora guida contromano sulla Napoli-Salerno. «Stavo ascoltando il Rosario e non me ne sono accorta»Incidente in Tangenziale a Napoli: morto l'ingegnere Riccardo Autieri, aveva 66 anni
IL RETROSCENA
Un mondo che attende la valutazione di uno degli uffici più produttivi e - paradossalmente - più sottodimensionato d’Italia: parliamo della sezione dei giudici per le indagini preliminari che, pur potendo vantare un rendimento altissimo, è ora alle prese con la necessità di valutare informative e richieste che coinvolgono circa 1300 indagati nel distretto partenopeo. Restiamo al dato oggettivo, quello che viene espresso in termini numerici: attualmente, presso l’ufficio gip del Tribunale di Napoli risultano in servizio 41 magistrati, destinati a diventare 39 a partire da settembre; mancano almeno dieci giudici, anche alla luce del rapporto con la Procura più grande d’Europa, quella coordinata dal procuratore Nicola Gratteri.
Appalti e corruzione a Sorrento, dal Riesame 6 misure confermate e 2 annullate
In sintesi, nell’ufficio inquirente del Centro direzionale è prevista la presenza di 102 magistrati requirenti, anche se attualmente ne sono in servizio 96 (con un gap che si sta via via colmando anche alla luce dell’intervento del procuratore Gratteri in Commissione Antimafia e nelle altre sedi istituzionali). Quindi c’è una sproporzione tra chi indaga (e avanza richieste di misure cautelari) da un lato e chi è chiamato a valutare queste richieste, dando risposte in tempi accettabili, ovviamente a tutela dei cittadini in primis e delle stesse esigenze investigative.
I VERTICI
Una realtà che è ben chiara al capo della sezione gip Giulia Romanazzi, magistrato di provata competenza, arrivata pochi mesi fa da Bari alla guida del 16esimo piano della Torre B del Centro direzionale. In sintesi, per andare a regime, l’organico della sezione gip dovrebbe arrivare almeno a 51 magistrati, a conferma di una analisi che è stata anticipata due giorni da “ilfattoquotidiano.it”. Parliamo di uno scenario che va decisamente al di là del dato strettamente numerico e che è stato reso noto di recente anche nel corso della ispezione ordinaria da parte degli esponenti del Csm. Stando a quanto emerge dai numeri, infatti, l’ufficio del gip napoletano è tra i più produttivi d’Italia. Una storia che va raccontata da una premessa: oltre a rispondere alle richieste di misure cautelari (compresi i sequestri reali), i giudici celebrano processi per reati di associazione camorristica e per fatti di sangue, come se si trattassero di vere e proprie corti di assise. Un lavoro che consiste a tenere udienze prolungate, ma anche a depositare motivazioni di sentenze a conclusione del processo. Un trend che riguarda i processi che si chiudono in abbreviato, che si è accentuato nel corso degli ultimi decenni, al punto tale da spingere non pochi addetti ai lavori a chiedere di riorganizzare (e limitare) le sezioni di tribunali ed assise per svincolare magistrati da riproporre nella sezione gip.
IL DATO
Ma restiamo ai dati numerici: in tre anni, i gip napoletani hanno gestito casi che hanno riguardato circa 73mila indagati noti, più di 160mila modelli a carico di ignoti (al punto tale da ridurre la pendenza dei noti del 26,7 per cento; dimezzando i fascicoli riguardanti il settore dei noti). Un lavoro corale che ora attende rinforzi sotto il profilo organizzativo e numerico, con l’auspicato innesto di nuovi giudici a colmare lo scompenso di organico. E torniamo alla storia delle 1300 richieste a carico di altrettanti cittadini, in attesa di essere trattate. C’è un mondo intero e variegato che attende la valutazione dei piani alti della Torre b. Uno spaccato di indagini condotto sul fronte della lotta ai traffici di droga (dunque anche al riciclaggio di denaro sporco), che si conferma uno dei motori dell’economia criminale nell’intero distretto di corte di appello di Napoli.