L'assessore Saggese: «Formazione e sussidi: è il nostro piano lavoro»
«Le misure a tutela della dignità possono convivere con le politiche attive» spiega Angelica Saggese, assessore regionale al Lavoro e alla Formazione professionale, intervistata...
«Le misure a tutela della dignità possono convivere con le politiche attive» spiega Angelica Saggese, assessore regionale al Lavoro e alla Formazione professionale, intervistata sulla web tv de Il Mattino.
Ci può illustrare la rotta sulle politiche del lavoro?
«Innanzitutto abbiamo appena rimodulato con una delibera il piano attuativo delle risorse del cosiddetto programma Gol, cercando di destinare le risorse alle attività che sono risultate più interessanti per l’utenza e per la popolazione in particolare. Sono state rimodulate e quindi potenziate le attività relative alla formazione ed ai tirocini extracurriculari. Parliamo dei cosiddetti tirocini di inclusione che si sono rivelati uno strumento utile per favorire la formazione di tanti soggetti fragili che vivono una condizione di disagio e che hanno trovato in questo strumento un’occasione».
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Nonostante la Campania cresca anche più delle altre regioni, ci sono moltissime vertenze. A cominciare dall’automotive fino alle fonderie Pisano a Salerno.
«È un tema purtroppo molto frequente e molto delicato perché ve ne sono tante. A cominciare dall’automotive che non riguarda soltanto la Campania. Ma c’è un piccolo granello di speranza alla luce del piano industriale di Stellantis. Nel frattempo abbiamo ottenuto per i lavoratori di Trasnova e Logitech l’applicazione delle misure di cassa integrazione e garantiamo il percorso dei lavoratori, almeno fino al 31 dicembre: è un tempo che dobbiamo utilizzare per poter capire quali alternative ci sono. Intanto Stellantis ha annunciato la produzione a Pomigliano dal 2028 della cosiddetta macchina elettrica con tecnologia tutta europea. Per le fonderie Pisano attendiamo di capire qual è la volontà dell’azienda rispetto ad un nuovo investimento. In quel caso potremmo aiutare l’impresa a trovare un altro luogo in regione. Ma una cosa è certa: non dobbiamo mai mettere uno contro l’altro il diritto alla salute e il diritto al lavoro perché sarebbe assurdo e non sarebbe utile per nessuno».
Il mercato del lavoro in Campania è in grande trasformazione ma spesso è molto difficile l’incrocio tra domanda e offerta.
«Questo è il tema dei temi. Il mismatch rimane comunque elevato ed il tessuto produttivo richiede alcune figure professionali che noi purtroppo non siamo in grado di formare. Allora penso innanzitutto che bisogna fare un po’ di lavoro sull’orientamento, perché in molti casi i ragazzi ad alcuni corsi non si scrivono perché probabilmente alcuni mestieri non li percepiscono come interessanti. Dovremmo provare poi ad indirizzare le risorse che la Regione eroga verso una formazione più mirata rispetto a queste esigenze».
C’è anche il tema della formazione duale: unire cioè l'aspetto teorico a quello pratico per formare i giovani, anche i ragazzi a rischio.
«Vogliamo consolidare questo impegno, perché pensiamo che la cosiddetta formazione duale sia il potenziamento della filiera formativa tecnico-professionale. Ha un duplice valore perché si rivolge ai ragazzi che sono in una condizione di difficoltà e che non hanno assolto agli obblighi scolastici. E quindi capiamo bene tutti quanto sia importante questo valore, non soltanto dal punto di vista formativo, ma anche dal punto di vista sociale, perché togliamo dalla strada questi ragazzi. Già oggi ci sono alcuni Its di filiera che sono legati alle esigenze produttive del nostro territorio: penso alla meccatronica o all'aerospazio ma anche al settore della moda».
Si è parlato spesso di un reddito di cittadinanza regionale: cosa servirebbe di più? Reddito o più politiche per il lavoro?
«Al di là come lo definiamo, il tema è, come dice sempre il presidente Fico, non lasciare indietro nessuno. Ora che si chiami reddito di cittadinanza o di inclusione, l’importante è convogliare le risorse e mettere in campo azioni che consentono a tutti di avere una dignità nel lavoro e un lavoro di dignità. E lo sforzo va in questa direzione. Ma soprattutto occorre puntare sulla formazione per capire quali sono le esigenze del nostro tessuto produttivo. Perché se noi indirizziamo le risorse verso le esigenze del tessuto produttivo, aiutiamo i nostri ragazzi ad inserirsi più facilmente nel mondo del lavoro. E nel contempo consentiamo alle nostre imprese di non andare a cercare la manodopera altrove. Con l’obiettivo di far sì che nessuno rimanga indietro. Finora abbiamo investito 3,5 milioni di euro, in quest’ultimo mese, per un sostegno ai disoccupati e agli inoccupati di lunga durata che sono impegnati in attività e servizi vari svolti tra Napoli e la Città metropolitana. Per sostenerli e fare in modo che si sentano utili».