Tesi di laurea copiata, Boccia verso il processo. I pm: plagio è falso
Una tesi di laurea copiata per il 91 per cento, attingendo a piene mani dal lavoro svolto da una neo laureata alla Luiss. È questa l?accusa mossa dalla Procura di Napoli nei confronti...
Una tesi di laurea copiata per il 91 per cento, attingendo a piene mani dal lavoro svolto da una neo laureata alla Luiss. È questa l’accusa mossa dalla Procura di Napoli nei confronti di Maria Rosaria Boccia, l'imprenditrice vesuviana protagonista di una querelle con l’ex ministro della cultura Gennaro Sangiuliano (in relazione a una nomina non andata in porto).
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In sintesi, i pm Ciro Capasso, Claudio Onorati e l’aggiunto Vincenzo Piscitelli ipotizzano due accuse nei confronti della Boccia: ipotesi di plagio, per aver copiato una buona parte del lavoro svolto sul tema della pubblica amministrazione in campo sanitario; e l’accusa di falso, in relazione al contenuto di una autocertificazione con la quale la donna consegnava il suo lavoro alla università Pegaso.
Boccia è stata raggiunta da un avviso di chiusa inchiesta, che fa da preludio a una possibile richiesta di rinvio a giudizio. Ora ha 20 giorni per replicare e dimostrare la correttezza del proprio lavoro. Una vicenda che nasce da uno screening effettuato dalla Pegaso, che ha usato un software per valutare il contenuto della tesi di laurea presentata dalla candidata. La Pegaso va ritenuta parte offesa. Non sono emerse criticità in relazione agli esami conseguiti alla Pegaso.