Intervista Gianluca Battaglia: «Aziende in crisi venirne fuori oggi è possibile»
Questa settimana, la rubrica di servizio della web tv de Il Mattino realizzata in collaborazione con l?Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli, presieduto da Matteo...
Questa settimana, la rubrica di servizio della web tv de Il Mattino realizzata in collaborazione con l’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli, presieduto da Matteo De Lise, si occupa di crisi delle imprese e composizione negoziata. A dialogare con il caporedattore e coordinatore delle Cronache, Gerardo Ausiello, è Gianluca Battaglia, presidente del Collegio dei Revisori dei conti dell’Ordine dei Commercialisti di Napoli (insieme nella foto).
APPROFONDIMENTI Commercialisti e Inps a confronto sulla riforma del TfrCommercialisti, magistrati e governo a Ischia per il summit sulla crisi d’impresa
Cos’è la composizione negoziata e come funziona?
«Si tratta di uno strumento che ha l’obiettivo di garantire la continuità aziendale. Quindi si attiva in una fase di anticipazione dell’elemento di crisi, cercando di salvare e recuperare l’azienda. È utile soprattutto quando le imprese che incominciano ad avere segnali di difficoltà hanno numerosi dipendenti, linee di credito importanti o una debitoria fiscale rilevante. Garantire la continuità vuol dire garantire anche un’equità sociale ed evitare ulteriori complicazioni che possono portare alla liquidazione giudiziale o a procedure concorsuali vere e proprie. La composizione negoziata, quindi, è una procedura di carattere stragiudiziale che interviene prima del manifestarsi oggettivo della crisi».
È possibile attivare una transazione anche sui debiti con il Fisco?
«Prima non era possibile. Oggi, invece, si può prevedere la cosiddetta transazione fiscale, che include tutti i debiti di competenza dell’Agenzia delle Entrate, dell’Agenzia della Riscossione e dell’Agenzia delle Dogane, con la sola esclusione dei debiti verso l’Inps, e di tutti quelli che riguardano la previdenza e i tributi locali».
Ci sono importi massimi per l’accesso allo strumento?
«La composizione negoziata è un accordo stragiudiziale, quindi non prevede un importo massimo. A contare è la sostenibilità del piano: va garantita ai creditori la tenuta dell’azienda, e quindi flussi di cassa operativi a sostegno del piano di risanamento. Parliamo di una procedura molto vantaggiosa perché non cambia l’assetto societario, anche se l’amministratore dell’azienda viene affiancato da un esperto nominato da una commissione della Camera di commercio competente, che accompagna l’impresa nell’opera di risanamento, valutando la fattibilità del piano, che deve essere più conveniente di un’eventuale liquidazione giudiziale. Ma, soprattutto, durante la procedura viene inibito qualsiasi tipo di attacco giuridico da parte di fornitori, banche e Fisco, per dare all’azienda il tempo di attuare gli interventi programmati per rimettersi in piedi».
Come si presenta la domanda?
«In via telematica su una piattaforma nazionale sulla quale sono elencati i documenti indispensabili: non solo quelli storici, a partire dai bilanci, ma anche quelli prospettici con l’elenco di tutte le situazioni di difficoltà: iscrizioni a ruolo, debiti fiscali, sofferenze con le banche o anche atti di natura precettiva da parte dei fornitori».