Meloni a Vannacci: «Non siete la vera destra, ma funzionali alla sinistra. Per 6 volte avete votato contro questo governo»
Il Mattino

Meloni a Vannacci: «Non siete la vera destra, ma funzionali alla sinistra. Per 6 volte avete votato contro questo governo»

Giovedì 11 giugno 2026
4 visualizzazioni

«Quello che stiamo facendo noi a tutela dell'interesse nazionale è quello che c'era scritto nel nostro programma. Un programma per realizzare il quale voi a altri siete stati...

Top News - NewsletterOgni giorno le notizie più lette della giornataIscriviti e ricevi le notizie via email

«Quello che stiamo facendo noi a tutela dell'interesse nazionale è quello che c'era scritto nel nostro programma. Un programma per realizzare il quale voi a altri siete stati eletti nelle file del centrodestra». Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula alla Camera, in fase di replica dopo la discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue, rispondendo al deputato di Futuro nazionale Emanuele Pozzolo.

APPROFONDIMENTI

Sull'Ucraina: una figura Ue tratti con Mosca
Vannacci-Gruber, scontro a Otto e MezzoFotoVideo  

L'attacco ai vannacciani

«Ciononostante - ha continuato rivolgendosi ai deputati del partito di Roberto Vannacci - per 6 volte avete votato contro la fiducia a questo governo, insieme a Schlein, Conte, Renzi e compagnia...

Votare contro la fiducia al governo significa votare per mandare a casa quel governo. Bene, io penso che fare quello che serve alla sinistra non è mai difendere l'interesse nazionale, quindi di grazia non mi si parli di vera destra perché la vera destra non è mai funzionale alla sinistra».

Lo scontro a Otto e Mezzo

Ieri il generale è stato ospite di una delle trasmissioni di punta del palinsesto televisivo. Per Roberto Vannacci - camicia di lino a righe e scarpe sportive - è la prima assoluta da ospite di Otto e Mezzo. Il suo partito enfatizza l'occasione e organizza una proiezione di gruppo dal titolo 'Aperi Vannacci'. La locandina assomiglia a quella di un match pugilistico e lo spettacolo non delude le aspettative. Lilli Gruber non fa sconti, incalzando il generale a tutto campo, lui sferra colpi a destra e a manca: da Marina Berlusconi a Matteo Salvini, passando ovviamente per il centrosinistra.

«I miei compagni di partito sono i rifiuti degli altri, quello che avanza, e a me sta bene. Voglio la sporca dozzina», è il grido di battaglia di chi oggi festeggia i 100 mila iscritti e si prepara all'assemblea costituente del neonato partito. Vannacci cita la pellicola di guerra - 'Quella sporca dozzina' del 1967 - e si spende nell'elogio dei 'rifiuti', espressione usata per indicare i nuovi arrivi in Futuro Nazionale dalle file del centrodestra. Nega, però, l'etichetta di estrema destra. Semmai, «destra autentica». Il generale 'ammette' alla stessa categoria la premier Giorgia Meloni. «Ma probabilmente dovrebbe dimostrarlo un po' di più", incalza.

«Con la presidente del Consiglio ho tante idee in comune, il problema poi è stato come metterle a terra», rimarca. Punta il dito sulle «molte proposte mai realizzate» e sulle riforme 'mancate' del governo, e insiste parlando di sé in terza persona: «Vannacci è il sestante che fa il punto nave e riporta sulla giusta rotta una destra che ha perso la trebisonda». Il leader definisce le «linee rosse» - sicurezza, remigrazione, green deal - e se la prende con alcuni partiti di centrodestra che «hanno le stesse posizioni del Pd». Riferimento neanche troppo velato a Forza Italia, dopo le tensioni con la presidente di Fininvest. «Marina Berlusconi poi spiegherà a che titolo parla, non ha un ruolo politico. Come finanziatrice di FI? Nel caso, prendiamo atto che è un partito eterodiretto dalla finanza e dall'editoria», torna ad attaccare il generale. Che non risparmia neanche il suo ex leader di partito. «Non ho usato Salvini, lui ha usato me per prendere 500mila voti», affonda nel giorno del federale della Lega. Poi, l'annuncio: nel fine settimana il programma del partito. E infine il rebus delle coalizioni, su cui Vannacci glissa. «Al momento un accordo non è all'ordine del giorno, le alleanze si faranno a ridosso delle elezioni», taglia corto il leader. Che non chiude agli altri partiti di centrodestra.

Condividi questo articolo