Napoli, ferita a colpi di pistola: il fidanzato nel mirino
Quando è arrivata all?Ospedale del mare non ha trovato la forza di raccontare tutto, sanguinava e le ferite le bruciavano. Sono stati proprio i medici del pronto soccorso che...
Quando è arrivata all’Ospedale del mare non ha trovato la forza di raccontare tutto, sanguinava e le ferite le bruciavano. Sono stati proprio i medici del pronto soccorso che l’hanno accolta ad allertare la polizia: la giovane donna, 23 anni appena, era stata sparata con un colpo d’arma da fuoco. Al braccio ma, di striscio, il proiettile aveva colpito anche l’addome. Nulla di grave, per fortuna, ma la giovane donna è stata immediatamente portata in sala operatoria per estrarre il colpo d’arma da fuoco ed evitare possibili, ulteriori, complicazioni. Non è in pericolo di vita e, nella nottata, è stata anche sentita dagli investigatori.
Ad accompagnarla in ospedale è stato il compagno sul quale si sono ora focalizzate le attenzioni degli agenti della polizia di Stato. Le indagini sono al momento seguite dagli uomini della Squadra mobile, diretta dal primo dirigente Mario Grassia, ma in via Achille Lauro, dove la donna sarebbe stata sparata, sono interventi anche gli agenti del commissariato di San Giovanni-Barra e dell’Ufficio prevenzione generale.
La polizia non esclude che possa trattarsi di un tentato femminicidio ma ci sono ancora accertamenti in corso per cercare di ricostruire l’accaduto. Il coordinamento delle indagini è del pool Fasce deboli della Procura di Napoli, seguito dal procuratore aggiunto Giancarlo Novelli.
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Le prime ipotesi
Le attenzioni dei poliziotti si sono da subito concentrate sul compagno della 23enne sul quale sono al momento in corso indagini per verificare se ci siano mai state denunce a suo carico da parte della vittima per violenza domestica, se sia in possesso di un’arma, se abbia già dei precedenti penali.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la violenza sarebbe scaturita a seguito di una lite in casa. Proprio nell’abitazione dell’uomo, alla periferia di Napoli Est, sarebbero state trovate tracce di sangue. Ma tutto al momento è coperto dal segreto istruttorio in attesa che i tasselli della vicenda siano messi al posto giusto. L’uomo è stato comunque sentito nella serata di ieri dai poliziotti che, dopo un sopralluogo nell’abitazione di San Giovanni, ha dovuto fornire indicazioni precise su diversi aspetti della vicenda. La sue versione dei fatti dovrà essere comparata ora con il racconto della vittima. Nella giornata di oggi il quadro dovrebbe essere più completo. E, probabilmente, laddove i sospetti degli investigatori troveranno conferme, potrebbe anche scattare qualche provvedimento.
La corsa
Poco meno di sette minuti, tanto è durata la corsa in auto da San Giovanni a Ponticelli direzione pronto soccorso dell’Ospedale del mare. A guidare a folle velocità proprio il compagno, il sospettato numero uno del ferimento della ventitreenne. È stato lui a fermare la corsa dell’auto davanti alla porta di accesso dell’Emergenza e a urlare per chiedere aiuto. Lei era cosciente ma insanguinata e, probabilmente, nessuno dei due era consapevole della gravità (o meno) delle ferite. L’ipotesi è di tentato femminicidio, salvo colpi di scena investigativi. Bisogna però capire bene due cose: il motivo della lite e il perché della presenza in casa di una pistola.
I numeri
I casi di femminicidio a Napoli e in provincia sono in aumento. Gli ultimi due, avvenuti a distanza di ventiquattro ore l’uno dall’altro, a Pollena Trocchia. Le due donne avevano età differenti, ed erano entrambe straniere. Ad ammazzarle in un cantiere abbandonato, fu Mario Landolfi ora in carcere. Lo scorso febbraio morì, accoltellata dal fratello, Ilenia Musella, 22 anni. Era di Ponticelli, del rione Conocal, e ad accompagnarla all’ospedale Villa Betania fu (tra gli altri) proprio il fratello. Il ragazzo, Giuseppe, 28 anni, fu ripreso in un video uscire disperato dal pronto soccorso dopo aver avuto la notizia della morte di Ilenia. A novembre del 2025 un altro fratello uccise la sorella, a Nola. La vittima si chiamava Noemi Riccardi, aveva 23 anni. Il fratello Vincenzo, 25. Dopo averla massacrata fece una videochiamata alla madre che era al lavoro mostrandole il corpo senza vita della ragazza e dicendole: «l’ho uccisa». A maggio 2025 fu invece ammazzata Martina Carbonaro, di soli 14 anni. A massacrarla, con una pietra, il suo ex 19enne, Alessio Tucci.