Emergenza caldo a Napoli, chiese aperte e ombrellini: «Soffriremo fino a lunedì»
Tutti in campo contro il caldo. La Curia apre le chiese più fresche che ha, il 118 allerta il personale sanitario e mette in allarme i capi dei dipartimenti, il prefetto scrive ai sindaci...
Tutti in campo contro il caldo. La Curia apre le chiese più fresche che ha, il 118 allerta il personale sanitario e mette in allarme i capi dei dipartimenti, il prefetto scrive ai sindaci dell’area metropolitana affinché predispongano “piani operativi per fronteggiare l’emergenza”, il Comune di Napoli attiva una centrale operativa (il numero è 081/5627027), la Protezione Civile della Regione Campania fa scattare l’allerta dalle 8 di questa mattina alle 20 di domani, mentre i Pronto soccorso, pediatrici e non, registrano un incremento degli accessi tra il cinque e il dieci per cento, direttamente o indirettamente correlato alle elevate temperature. I medici del Cardarelli, poi, rilanciano l’appello a fare attenzione “alla disidratazione e agli squilibri elettrolitici” - tradotto: la quantità di sodio, potassio, calcio e magnesio nel sangue - che potrebbero causare danni all’organismo e riacutizzare disturbi neurologici. Il Cto invece prosegue nella sperimentazione del “Percorso calore”, vale a dire un protocollo dedicato esclusivamente all’identificazione, e alla gestione, di tutti quei pazienti che potrebbero avere avuto un colpo di calore con l’obiettivo di proteggere in modo particolare le fasce più deboli, dai bambini agli anziani.
D’altronde ci prepariamo ad affrontare un weekend torrido: l’allerta caldo sarà massima in diciotto città sia oggi che domani. Stando all’ultimo aggiornamento del bollettino diffuso dal ministero della Salute, la giornata di picco sarà quella di domani: livello di allerta 2 qui in Campania con una temperatura massima percepita di 37 gradi.
Ecco perché la Chiesa di Napoli, con il sostegno della Caritas, promuove una straordinaria iniziativa di solidarietà e accoglienza. A partire da subito alcune delle più importanti (e fresche) chiese monumentali del centro storico, insieme con le strutture assistenziali diocesane, apriranno le proprie porte per offrire un rifugio dalla morsa del caldo, un luogo di sosta e un punto di ristoro per le persone più fragili e i senza fissa dimora.
I LUOGHI
La basilica di San Giovanni maggiore sarà aperta il giovedì e il sabato mattina; la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo il mercoledì e il sabato; la basilica di San Giorgio maggiore il martedì e il giovedì mentre il Binario della Solidarietà sarà sempre aperto: «Accoglieremo chiunque abbia bisogno, - si legge in una nota dell’Arcidiocesi - pronti a offrire un riparo e bevande fresche. In un momento di forte disagio legato alle condizioni climatiche, le chiese non sono solo luoghi di preghiera, ma - si legge ancora - oasi di frescura e di prossimità. Nessuno deve sentirsi solo o abbandonato davanti a questa emergenza».
GLI APPELLI
Se il cardinale spalanca le porte delle chiese, il direttore del 118 scrive a tutto il personale dell’Emergenza, e per conoscenza anche ai componenti del comitato di dipartimento. Prima la riflessione sul fatto che «ogni anno - spiega Giuseppe Galano - si registra un numero di decessi pressoché sovrapponibile a quello degli anni precedenti. Vale a dire che non si riesce a sviluppare un’adeguata cultura della prevenzione». Poi una serie di consigli al personale per la diffusione più capillare possibile delle giuste informazioni per affrontare - e attenuare - gli effetti del caldo. Primo punto, evitare esposizioni al sole con temperature maggiori di 35 gradi. Secondo: in caso di protratta esposizione al sole, sostare all’ombra e, se possibile, in un luogo ventilato, per almeno 10-15 minuti. Terzo: bere acqua e sali minerali, almeno tre litri al giorno. Quarto: bagnare frequentemente il capo se esposti al sole per periodi prolungati. E ancora: indossare abiti leggeri e cappellino, evitare di nuotare o fare esercizio fisico in acqua dopo aver mangiato, no all’attività fisica nelle ore più calde, niente alcolici naturalmente, sì a frutta e verdura in abbondanza, serrande abbassate, ma finestre aperte, in mancanza di un climatizzatore.
Bisogna resistere ancora qualche giorno, parola di Vincenzo Capozzi, meteorologo e ricercatore dell’Università Parthenope: «Fa caldo e farà ancora più caldo. Domani in Campania le temperature potranno toccare 39 e 40 gradi. Dove? Nel beneventano, nella pianura casertana e nella zona del nolano, le tre aree più calde in assoluto. Anche lunedì - aggiunge l’esperto - sarà una giornata assai rovente. Da martedì invece ci aspettiamo una lieve attenuazione delle temperature, accompagnata dal ritorno di condizioni di instabilità atmosferica. È chiaro che lungo le coste si registrerà qualche grado in meno, ma la forte umidità renderà il caldo ancora più afoso». Traduzione: il peggio deve ancora arrivare e il sollievo, almeno per ora, può attendere.