Napoli, donna ferita in casa, fermato il compagno: aveva legami con il clan Mazzarella
Tentato femminicidio. È stato fermato con questa accusa Arcangelo Cimminiello, 29 anni, originario di San Giorgio a Cremano ma residente a San Giovanni a Teduccio. È stato lui ad...
Tentato femminicidio. È stato fermato con questa accusa Arcangelo Cimminiello, 29 anni, originario di San Giorgio a Cremano ma residente a San Giovanni a Teduccio. È stato lui ad esplodere i colpi d’arma da fuoco nei confronti della sua compagna di 23 anni al culmine di un lite familiare e alla presenza in casa del loro bimbo appena nato. Cimminiello, ritenuto vicino al clan Mazzarella, tanto da essere stato in passato costretto a fuggire in Germania per evitare un provvedimento restrittivo, secondo la ricostruzione degli uomini della Squadra mobile (diretti dal primo dirigente Mario Grassia) sarebbe voluto tornare all’estero. Sarebbe stato questo il motivo della lite con la sua compagna la quale, invece, non voleva seguirlo. Cimminiello non ha pene da scontare. Il suo debito con la giustizia l’aveva pagato nel 2018 quando la sua latitanza finì con l’arresto. Ma, forse, voleva soltanto cambiare vita. Iniziando, però, con il piede sbagliato: ferendo la madre di suo figlio.
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Napoli, ferita a colpi di pistola: il fidanzato nel mirino
Il fatto
Il 29enne pregiudicato in casa aveva una pistola. E, dinanzi all’evidenza dei fatti, non ha potuto giustificarsi in nessun modo nel corso della nottata, tra giovedì e venerdì, quando i poliziotti lo hanno condotto in questura come sospettato principale del ferimento della donna. È stata lei, dopo l’intervento per l’estrazione di uno dei proiettili che le si era conficcato nel braccio, a raccontare della lite e dei dissidi. Ora Cimminiello dovrà anche spiegare agli inquirenti perché aveva in casa quella pistola e come se l’è procurata. Subito dopo l'accertamento dei fatti è stato condotto in cella in attesa della convalida dell'arresto. La sua compagna, invece, migliora. Per fortuna il proiettile all’addome l’ha colpita soltanto di striscio.
I due avrebbero litigato nella loro abitazione in via Achille Lauro, una strada isolata e periferica rispetto al centro del quartiere. Un litigio come tanti che da giorni avevano di continuo per lo stesso motivo: lui voleva andare all’estero e lei no. È bastato un attimo di pura follia: lui ha preso la pistola ed ha sparato. Poi, forse, si è reso conto di ciò che aveva fatto, e ha accompagnatola ragazza all'ospedale del Mare di Ponticelli dove i sanitari l’hanno soccorsa.
Il personaggio
La sentenza emessa nei suoi confronti quasi un decennio fa riguardava un processo ai Mazzarella scaturito dopo un blitz. Erano gli anni della faida tra i Rinaldi-Formicola e i Mazzarella ingaggiata a colpi di stese e bombe carta per affermare il controllo delle piazze di spaccio e delle estorsioni nella periferia Est di Napoli.
Quel blitz, che portò poi a diciassette condanne di affiliati dei Mazzarella, scaturì quando la faida con i Rinaldi si inasprì: era giugno del 2015 e a far scattare la guerra fu un litigio tra donne legate ai due diversi cartelli criminali. I Mazzarella, a colpi di mazze da baseball, devastarono il negozio di telefonia di un parente dei Rinaldi. Da lì l’escalation di violenza.
Dopo gli arresti, il processo. Arcangelo Cimminiello fu condannato a cinque anni e quattro mesi. Decise così di fuggire in Germania, dove fu poi arrestato, pensando di riuscire a mimetizzarsi tra u tanti italiani in cerca di lavoro nel settore della gastronomia, come cuoco e, all'occorrenza pizzaiolo.