Il Cardarelli di Napoli si rinnova, 14 nuovi primari nell'ultimo anno e mezzo
Il Mattino

Il Cardarelli di Napoli si rinnova, 14 nuovi primari nell'ultimo anno e mezzo

Sabato 27 giugno 2026
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L'ospedale Cardarelli si rinnova con 14 nuovi primari nell'ultimo anno e mezzo. L'età media dei nuovi direttori di unità operativa complessa è di 55 anni, con due...

L'ospedale Cardarelli si rinnova con 14 nuovi primari nell'ultimo anno e mezzo. L'età media dei nuovi direttori di unità operativa complessa è di 55 anni, con due under50: Pasquale Gallo (Ginecologia) e Teresa Renda (Pneumologia). L'ultimo incarico conferito è quello relativo alla direzione della Terapia Intensiva Post Operatoria, attribuita mediante avviso pubblico all'anestesista Maurizio Ferrara, che a partire dal 1° settembre dirigerà la struttura per i prossimi cinque anni.
 
Questo in ordine di tempo l'elenco dei primari: Maurizio Ferrara (Anestesia e Rianimazione), Carlo Petroccione (Chirurgia plastica ricostruttiva), Teresa Renda (Pneumologia e terapia semintensiva respiratoria), Francesco Longo (Chirurgia maxillo-facciale), Giuseppe Lombardi (Direttore medico di presidio), Pasquale Gallo (Ostetricia e Ginecologia), Antonio Russo (Pneumologia), Carmela Iodice (Nefrologia ed Emodialisi in elezione e in emergenza), Fabio Di Santo (Ortopedia 2), Antonio Ruocco (Cardiologia), Sabrina Giovine (Radiologia Generale e Pronto Soccorso), Luigi Ferrara (Medicina interna 2), Gustavo Iacono (Chirurgia vascolare ed endovascolare), Francesco Imperatore (Rianimazione DEA).
 
Dice il direttore generale del Cardarelli Antonio d'Amore: "Molti degli ultimi primari provengono da fuori regione, come la dottoressa Renda che, oltre che essere tra i direttori più giovani, ha maturato un'esperienza importante in Toscana o come il dottor Gustavo Iacono, proveniente dall'Emilia Romagna. Ciò a riprova del fatto che il Cardarelli è di nuovo attrattivo e competitivo per i professionisti che si occupano di salute nonostante le difficoltà che vive in questo momento storico il sistema sanitario nazionale. Siamo felici di poter essere un punto di riferimento non soltanto nel Sud ma in tutto il Paese e rivendicare l'identità di ospedale pubblico, che non manda mai indietro nessuno e che fornisce motivazioni e stimoli per tantissimi medici giovani che hanno scelto di dedicare la loro vita alla cura del prossimo".

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