Afragola, degrado e babygang nella villa: «Qui regnano i ?mostri? e la boss ha solo 12 anni»
La villa degli orrori. Uno polmone di verde con lo sfondo del santuario di Sant?Antonio ad Afragola, consegnato nelle mani di balordi, pedofili, bande di violenti under 14, e utilizzato...
La villa degli orrori. Uno polmone di verde con lo sfondo del santuario di Sant’Antonio ad Afragola, consegnato nelle mani di balordi, pedofili, bande di violenti under 14, e utilizzato anche per chi vuole farsi alla luce del giorno una “fumata” di hashish e marijuana senza alcun timore di essere scoperto.
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E nonostante gli assidui controlli da parte delle forze dell’ordine, il tutto viene vanificato perché manca da anni la videosorveglianza, la cui presenza in qualche modo avrebbe un effetto di deterrenza in questa area di verde attrezzato, lasciata a morire nell’indifferenza generale.
La babygang
È qui che la ragazzina di dodici anni, che quei pochi e coraggiosi anziani che frequentano la pineta, così è nota ad Afragola la Villa comunale, chiamano «‘a pazza», e i suoi amici i «mostri», ha punito un tredicenne con ben sette fendenti sferrati con un affilatissimo coltello portato da casa, che aveva osato entrare nel suo territorio. Un episodio, si pensa, che ha fatto scalpore. Ma non è così. Ieri mattina, come dimostrano le foto, nonostante il morso dei 37 gradi dell’ennesimo giorno di calore, la villa comunale era pressoché deserta. Abbiamo contato otto anziani sparsi su alcune panchine protette dalla fitta ombra degli alberi, e una famigliola con mamma, papà, due maschietti e una cucciola di cane di qualche mese. Poi il nulla.
«È accussì…- dice nello stretto dialetto Franco Fusco, pensionato, che non trattiene la rabbia - Questo è un posto davvero molto bello, nel centro della città, facilmente raggiungibile a piedi. Però noi possiamo stare qui, ma solo fino all’ora di pranzo. Poi questo ben di Dio già nel primo pomeriggio diventa territorio dei mostri». Alla domanda su chi siano i mostri il pensionato sbotta : «Sono i ragazzini di quella pazza (la dodicenne dal coltello facile e capo della baby gang ndr), ma anche quelli che hanno qualche anno in più e che di aggrediscono, e non solo a male parole, se solo li guardi. Questi sono mostri distruttori. Guardare come hanno vandalizzato i giochini dei bambini piccoli. Qui è un inferno dal pomeriggio e fino a notte fonda. E nessuno fa niente». Analisi lucida e richiesta di interventi più che giustificata. A pochi metri dai pensionati e sotto la fitta ombra di un leccio, Franco, Iole e i loro due maschietti che coccolano la piccola cucciola, si godono qualche raro refolo di brezza. «Veniano qui – dice il capofamiglia – solo di domenica mattina nel periodo estivo, perché come potete constatare, la pineta è ancora una zona sicura. Sono di Afragola e sono cresciuto proprio tra questi viali. Ma erano altri tempi. Ci vergognavamo se un adulto di rimproverava per il chiasso. Ora se lo fai, questi ragazzini fanno presto a tirare fuori il coltello…».
Gli insulti, poi il pestaggio furia cieca della babygang: nel mirino uno srilankese
Franco stringe a se i due figli, perché nel viale si sono materializzati tre minorenni, uno pure tatuato, a sfrecciare sui monopattini elettrici. Ti sfiorano, e sghignazzano, e gridano “‘o zi! Scansati che dai fastidio». Sono arrivati i mostri. Dei pensionati nessuna traccia, spariti in un amen. E la famigliola cucciola compresa, ha già varcato il cancello di uscita. Arrivano altri ragazzini, preceduti dal loro sguaiato gridare. La campana del santuario batte le tredici. Chissà, forse per la pineta servirebbe una grazia di Sant’Antonio. Ma tutti, si augurerebbero solo maggiori e costanti controlli. Magari con le telecamere. Magari da domani.