Luigi Cavallaro, un "Rov" per scandagliare il lago di Vico. Roccella ai soccorritori: «L'ho visto affondare, non ho potuto fare nulla»
«Correte, sta male. Sta andando giù». Poi l'impotenza davanti alla tragedia: «L'ho visto affondare nel lago e non ho potuto fare niente». Sono le parole...
«Correte, sta male. Sta andando giù». Poi l'impotenza davanti alla tragedia: «L'ho visto affondare nel lago e non ho potuto fare niente». Sono le parole cariche di angoscia che la ministra per la Famiglia Eugenia Roccella avrebbe pronunciato ai soccorritori nei momenti immediatamente successivi alla scomparsa del marito Luigi Cavallari, disperso da sabato pomeriggio nelle acque del lago di Vico, in provincia di Viterbo.
APPROFONDIMENTI FotoDa allora la ministra è rimasta nella villa di famiglia affacciata sul lago, un luogo al quale la coppia era profondamente legata e che negli anni era diventato il loro rifugio del cuore lontano dagli impegni istituzionali e dalla vita pubblica. È lì che Roccella attende notizie, mentre a poche centinaia di metri proseguono senza sosta le operazioni di ricerca.
Sul lago sono impegnati i sommozzatori dei vigili del fuoco provenienti da tutta Italia, supportati da carabinieri, polizia, guardia di finanza e protezione civile. Le ricerche vengono effettuate sia in superficie sia sui fondali, con l'ausilio di imbarcazioni specializzate, droni aerei e strumentazioni tecnologiche avanzate.
Nelle ultime ore è entrato in azione anche uno dei sistemi più sofisticati a disposizione del nucleo sommozzatori: il "Rov" un Remotely Operated Vehicle, ovvero un drone subacqueo telecomandato arrivato appositamente da Milano.
Il dispositivo è collegato alla superficie tramite un cavo e viene pilotato a distanza dagli operatori. È dotato di telecamere ad alta definizione e di pinze per il recupero di eventuali reperti. Il sistema può inoltre essere integrato con termocamere, side scan sonar ed ecoscandagli, strumenti che consentono di esplorare in modo dettagliato i fondali e individuare eventuali anomalie.
Il Rov è equipaggiato con otto eliche che gli permettono di modificare assetto e profondità con estrema precisione. Può operare fino a 100 metri di distanza dall'operatore e raggiungere profondità di 80 metri, scandagliando il fondale attraverso movimenti concentrici che descrivono cerchi di circa 50 metri di diametro.
Il drone era stato impiegato anche nelle operazioni di ricerca seguite alla tragedia del fiume Natisone, in Friuli Venezia Giulia, dove il 31 maggio 2024 persero la vita tre giovani travolti dalla piena.
Nel frattempo il lago è stato suddiviso in aree operative attraverso una sorta di reticolato che consente alle squadre di procedere metodicamente, settore dopo settore, senza lasciare zone inesplorate.